La Kyenge libera un Rom ma questo torna a delinquere.

Nel 2012 era scesa addirittura in piazza per chiedere la liberazione del rom Senad, per lei innocente, ma l’uomo questa libertà non se l’è guadagnata tornando presto in carcere per furto di rame prima e di gasolio poi. Ma perché liberarlo e lasciarlo in Italia se questo commette crimini a ripetizione? E’ ovvio che non riesce ad integrarsi ed è altrettanto ovvio che non bisogna ascoltare il volere di un politico solo perché si fa sentire in mezzo alla folla. Bisogna prima constatare i fatti e verificare se scagionare una persona è veramente utile per il bene della società.

Come riporta questa mattina Libero, Senad Seferovic, 26 anni, doveva essere già espulso dall’Italia, la sua espulsione era già programmata ma la Kyenge riuscì a farlo restare nello Stato italiano dando all’uomo una seconda possibilità, che ovviamente ha fallito. Dopo la protesta della Kyenge il giudice decise che chi è nato in Italia, anche da genitori stranieri, non puo’ essere espulso o trattenuto nei centri di accoglienza/espulsione. E’ vero che i fratelli Seferovic sono nati in Italia, ma è altrettanto vero che erano senza fissa dimora e privi di documenti di identificazione perché non hanno mai chiesto la naturalizzazione, una dimenticanza voluta, così da rendere più facile l’attività preposta al delinquere.

Anche dopo gli altri furti Senad era sprovvisto di documenti. Cosa ha portato all’Italia quella manifestazione della Kyenge? Danni ad onesti lavoratori che si sono visti derubati?

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Wonder Channel Redazione

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