Il 9 settembre scorso, nello studio notarile di Renato Carraffa a Bracciano, si è consumato uno di quegli eventi che la televisione italiana difficilmente dimenticherà. L’apertura del testamento di Pippo Baudo ha riservato una sorpresa che, francamente, pochi si aspettavano ma che racconta tutto dell’uomo che si nascondeva dietro al re del piccolo schermo.
La scena era quella classica: i figli Alessandro e Tiziana, seduti di fronte al notaio, pronti a scoprire le ultime volontà del padre. Ma c’era anche lei, Dina Minna, la segretaria storica che per 36 anni è stata l’ombra discreta e indispensabile di Baudo. E quando il notaio ha iniziato a leggere, la vera notizia è emersa: Dina riceverà una quota dell’eredità quasi identica a quella destinata ai figli legittimi.
Ora, so quello che stai pensando. In un’epoca dove i rapporti familiari sembrano spesso ridotti a formule fredde e calcoli, questa decisione di Baudo suona come una dichiarazione d’amore verso chi ha scelto di stargli accanto non per dovere biologico, ma per affetto autentico. Perché diciamocelo: gestire l’agenda di uno come Pippo Baudo negli ultimi decenni non dev’essere stato esattamente una passeggiata.
Il patrimonio in questione non è da poco: circa 10 milioni di euro che includono tutto quello che ti aspetteresti dalla carriera di un gigante della televisione. I compensi faraonici per i 13 Festival di Sanremo (800mila euro a edizione, mica bruscolini), i diritti d’immagine che ancora oggi fruttano, i contratti pubblicitari e un portafoglio immobiliare che farebbe invidia a un investitore professionista.
Il tesoro immobiliare del presentatore
Parliamo di numeri che fanno girare la testa: cinque appartamenti a Roma (uno in zona Prati, gli altri nel centro storico), dieci terreni a Noto, sei a Siracusa, uno a Fiano Romano. Il tutto per un valore stimato intorno ai 5 milioni di euro. Aggiungiamoci le quote in due società edili tra Mascalucia e Catania, e il quadro patrimoniale di Baudo assume le dimensioni di un vero e proprio impero televisivo-immobiliare.
Ma la vera storia, quella che ci interessa davvero, non sono i mattoni o i conti in banca. È il riconoscimento che Baudo ha voluto dare a chi gli è stato vicino quando le luci dei riflettori si spegnevano.
Dina Minna: più di una segretaria
Cinquantaquattro anni, Dina Minna ha iniziato a lavorare per Baudo negli anni Ottanta, quando il conduttore era già una stella ma doveva ancora raggiungere l’apice della sua carriera. Trentasei anni di vita professionale condivisa, durante i quali ha gestito non solo l’agenda e i rapporti professionali, ma negli ultimi tempi anche le cure mediche di un uomo che invecchiava sotto i riflettori.
Il fatto che dopo la morte del conduttore abbia dichiarato “Ho perso un padre” e che al funerale abbia ricevuto le condoglianze accanto a Tiziana la dice lunga sul tipo di rapporto che si era creato. Non era più questione di gerarchia lavorativa, ma di famiglia allargata.
E qui viene il bello: Katia Ricciarelli, moglie di Baudo per quasi vent’anni, era notoriamente gelosissima di Dina. Un dettaglio che aggiunge pepe alla storia e che conferma quanto il legame tra il conduttore e la sua assistente fosse percepito come qualcosa di speciale anche dall’esterno.
L’eredità emotiva oltre quella economica
Alessandro Baudo, riconosciuto dal padre solo nel 2000 dopo essere nato nel 1962, e Tiziana, nata nel 1970 dal matrimonio con Angela Lippi, hanno scoperto insieme alla lettura del testamento che papà Pippo aveva le idee molto chiare su chi meritasse il suo riconoscimento finale.
La presenza dei legali del conduttore suggerisce che ci siano anche donazioni e lasciti benefici, perché Baudo era descritto da tutti come un uomo generoso. Grande assente all’incontro l’avvocato Giorgio Assumma, amico fraterno che per primo aveva confermato la scomparsa del presentatore.
Ma tu che ne pensi? In un mondo dove spesso i legami di sangue sembrano contare più di quelli del cuore, la scelta di Baudo ti sembra giusta? O credi che l’eredità debba seguire percorsi più tradizionali?
Raccontaci la tua opinione nei commenti: secondo te, Pippo Baudo ha fatto bene a riconoscere economicamente chi gli è stato accanto per una vita intera?


