Il regista cinese Cai Shangjun torna alla Mostra del Cinema di Venezia 2025 dopo quattordici anni dal trionfo di “People Mountain People Sea”, vincitore del Leone d’Argento nel 2011. Il suo nuovo film “The Sun Rises on Us All” (Ri Gua Zhong Tian) compete per il Leone d’Oro con una narrazione che esplora i temi universali della colpa, del perdono e della moralità nella Cina post-pandemica, segnando una svolta stilistica rispetto ai suoi lavori precedenti.
La pellicola, della durata di 131 minuti, racconta la storia di Meiyun (Xin Zhilei) e Baoshu (Zhang Songwen), ex amanti che si rincontrano dopo sette anni di separazione causata da un evento traumatico: lui ha scontato una pena detentiva per un crimine che in realtà aveva commesso lei. Un thriller psicologico che indaga le profondità della natura umana attraverso il prisma di una relazione irrisolta e carica di sensi di colpa.
Il cast stellare include Xin Zhilei, nota per “Blossoms Shanghai” di Wong Kar-wai e vincitrice dell’Orso d’Argento a Berlino per “Crosscurrent” nel 2016, affiancata da Zhang Songwen (“The Pioneer”) e Feng Shaofeng (“Wolf Totem”). La produzione internazionale vede la collaborazione del direttore della fotografia sudcoreano Kim Hyunseok e del montatore francese Matthieu Laclau, con cui il regista ha lavorato a ben 47 versioni del film.
Per il cinema italiano, sempre attento alle evoluzioni della Settima Arte asiatica, questo ritorno di Cai Shangjun rappresenta un’occasione preziosa per scoprire l’evoluzione di uno dei più raffinati rappresentanti del neo-noir cinese contemporaneo, capace di coniugare introspezione psicologica e critica sociale con una maestria tecnica riconosciuta a livello internazionale.
L’evoluzione artistica post-pandemica
Cai Shangjun ha vissuto una trasformazione creativa profonda dopo l’esperienza del Covid-19, abbandonando la critica sociale diretta dei suoi film precedenti per concentrarsi sulla vita spirituale del popolo cinese. “Dopo la pandemia, i cambiamenti sociali avvenuti in Cina sono stati enormi. La Cina è molto diversa ora da com’era prima del Covid”, spiega il regista, sottolineando come questa nuova prospettiva abbia influenzato la sua visione cinematografica.
Il passaggio tematico da personaggi marginali che lottano contro ingiustizie sociali a protagonisti che affrontano conflitti interiori rappresenta una maturazione artistica significativa. Se in “People Mountain People Sea” e “The Conformist” il focus era sulla denuncia sociale, “The Sun Rises on Us All” esplora le dimensioni morali più intime della condizione umana contemporanea.
La scelta narrativa di concentrarsi sui temi del sacrificio, della benevolenza ma anche dell’odio riflette una complessità emotiva stratificata che il regista definisce “molto cinese” nelle sue implicazioni morali. Un approccio che rispecchia l’evoluzione della società cinese contemporanea e le sue contraddizioni interne.
Un approccio estetico minimalista ma emotivamente intenso
La direzione della fotografia affidata a Kim Hyunseok segue una filosofia precisa: evitare lo stile eccessivamente ricercato per privilegiare la logica emotiva dei personaggi. “Volevo che la cinematografia seguisse la respirazione dei personaggi, sintonizzandosi con la loro esperienza emotiva”, dichiara Cai, evidenziando un approccio che privilegia la sostanza sull’estetica fine a se stessa.
Il processo di montaggio con Matthieu Laclau ha richiesto un lavoro certosino di perfezionamento, con 47 versioni diverse del film prima di raggiungere il risultato finale. Una dedizione maniacale che dimostra l’ossessione del regista per la precisione narrativa e il ritmo cinematografico ideale.
L’ambientazione notturna di Guangzhou, con le sue atmosfere umide e claustrofobiche, diventa protagonista quanto i personaggi stessi, creando un’estetica visiva che riflette lo stato emotivo dei protagonisti attraverso l’uso calibrato di luci indirette, ombre persistenti e inquadrature strette.
Il cast e la dimensione internazionale del progetto
Xin Zhilei porta sullo schermo tutta la sua esperienza maturata in produzioni di prestigio come “Blossoms Shanghai”, confermandosi una delle attrici più versatili del cinema cinese contemporaneo. La sua capacità di veicolare complessità emotiva attraverso performance misurate la rende perfetta per un ruolo che richiede sfumature psicologiche profonde.
Zhang Songwen, reduce dal successo di “The Pioneer”, interpreta un personaggio segnato dall’esperienza carceraria che deve confrontarsi con una realtà che non riconosce più. La sua performance promette di esplorare le dinamiche del rancore e della possibile redenzione con la sensibilità che caratterizza i grandi attori del cinema d’autore cinese.
La produzione di Guangzhou Mint Pictures, con la distribuzione internazionale affidata a Mk2 Films, testimonia l’ambizione di raggiungere un pubblico globale pur mantenendo una forte identità culturale cinese. Una strategia che riflette la maturità raggiunta dall’industria cinematografica della Repubblica Popolare.
I progetti futuri e la continuità autoriale
Il prossimo progetto di Cai Shangjun si concentrerà su un protagonista maschile trentenne di una piccola città cinese, ambientato durante le celebrazioni del Capodanno cinese. Una storia d’amore con sfumature di umorismo nero che promette di esplorare ulteriormente le dinamiche sociali della Cina contemporanea.
La continuità tematica nei lavori del regista rivela un interesse costante per i personaggi in bilico tra tradizione e modernità, tra aspirazioni individuali e pressioni sociali. Un filone narrativo che trova in “The Sun Rises on Us All” forse la sua espressione più matura e complessa.
L’approccio collaborativo internazionale, pur mantenendo radici profondamente cinesi, dimostra come il cinema di qualità possa attraversare confini culturali senza perdere la propria specificità. Una lezione preziosa per tutti i cineasti che aspirano a raggiungere un pubblico globale.
L’impatto sul panorama cinematografico asiatico
Il ritorno competitivo di Cai Shangjun a Venezia dopo quattordici anni rappresenta un momento significativo per il cinema cinese, spesso sottorappresentato nei festival internazionali di primo livello. La selezione in concorso conferma la qualità artistica raggiunta dall’industria cinematografica della Repubblica Popolare.
La sfida stilistica di affrontare temi universali attraverso una sensibilità specificamente cinese potrebbe aprire nuove strade per il cinema d’autore asiatico, dimostrando che l’introspezione psicologica può essere altrettanto efficace della denuncia sociale nel conquistare il pubblico internazionale.
L’eredità artistica di “People Mountain People Sea” viene reinterpretata in chiave contemporanea, mantenendo la profondità sociale che caratterizza il cinema di Cai ma aggiornandola alle nuove sensibilità e problematiche della società cinese post-pandemica. Un’evoluzione naturale che conferma la maturità artistica del regista.
“The Sun Rises on Us All” si presenta come un’opera di transizione che potrebbe segnare una nuova fase nella carriera di uno dei più interessanti autori del cinema cinese contemporaneo, capace di coniugare ricerca formale e profondità emotiva in un equilibrio raro e prezioso.
E tu cosa ne pensi dell’evoluzione artistica di Cai Shangjun dal cinema di denuncia sociale a quello di introspezione psicologica? Credi che questa svolta tematica possa rendere il cinema cinese più accessibile al pubblico occidentale, o preferisci l’approccio più direttamente politico dei suoi film precedenti? Raccontaci nei commenti se conosci già il cinema di questo regista e cosa ti aspetti da “The Sun Rises on Us All”.


