Ti sei mai chiesto cosa succederebbe se il tuo mutuo si trasformasse in un horror psicologico? Benvenuto in “84m²“, il nuovo film coreano Netflix che trasforma l’acquisto di un appartamento in quello che potremmo definire un “apocalisse immobiliare“. Con Kang Ha-Neul protagonista, questo thriller domestico promette di esplorare l’ansia abitativa che attanaglia i giovani di Seoul, ma finisce per perdersi in una trama confusa che non sa se essere dramma sociale o mystery psicologico.
Il sogno che diventa incubo claustrofobico
Woo-Sung (Kang Ha-Neul) nel 2021 realizza il sogno di ogni millennial: compra casa. 84 metri quadrati di felicità, pagati con un bel po’ di debiti ma che importa, è casa sua! Fast forward qualche anno e quell’appartamento dei sogni si è trasformato in un dungeon urbano: niente luci, niente aria condizionata, solo bottiglie di soju sparse ovunque e l’eco dei suoi problemi finanziari.
Il regista Kim Tae-Joon costruisce un psychological thriller che vuole farci riflettere su come Seoul sia diventata una giungla di cemento dove la qualità della vita viene sacrificata sull’altare del mercato immobiliare. È un’idea creativa e interessante come premessa, ma l’esecuzione lascia parecchio a desiderare.
La Seoul che schiaccia i sogni
Il film affronta temi come paranoia, ansia, pensieri suicidi e tutto quello che deriva dal vivere sotto il peso di un debito insostenibile. La cinematografia gioca magistralmente con i toni cromatici: come in “Parasite”, i luoghi più costosi sono warm-toned, mentre ovunque vada Woo-Sung domina una palette fredda che però non è poetica come quella di un film d’autore, ma apocalittica e opprimente.
Il sound design e la color grading puntano chiaramente al thriller/mystery, ma la domanda è: la trama rende giustizia a questa ambizione estetica? Spoiler: non proprio.
Kang Ha-Neul salva quello che può
Kang Ha-Neul rimane il punto di forza assoluto del film. Ogni frame in cui appare è godibile, e il suo range attoriale riesce a rendere comiche alcune scene di quello che dovrebbe essere un dramma serio – e probabilmente è intenzionale. Dopo la sua performance in “Tastefully Yours”, Ha-Neul conferma di essere uno degli attori coreani più versatili della sua generazione.
Peccato che il film non sappia sfruttare appieno il suo talento. Le sequenze oniriche sono i momenti migliori, così come la paranoia collettiva per i rumori nell’edificio, ma non bastano a sostenere un’architettura narrativa traballante.
Il problema della rappresentazione femminile
Nel 2025 è deludente scoprire che “84m²” non supererebbe il test di Bechdel. Non è che manchino personaggi femminili, ma i loro ruoli sono marginali in una storia che poteva benissimo esplorare come la crisi abitativa colpisca in modo diverso uomini e donne.
Yeom Hye-Ran dimostra le sue capacità da veterana ed è sicuramente un highlight del film, ma meritava più spazio in una narrazione che si concentra troppo sulla prospettiva maschile di un problema sociale che riguarda tutti.
Quando il thriller domestico si perde
“84m²” cerca di fare quello che film come “Fair Play” e “Sanctuary” hanno fatto nei loro rispettivi generi: utilizzare la struttura del thriller per rendere più impattante un tema sociale. L’idea è mostrare i pericoli del voler possedere una casa a Seoul e le ansie che derivano dall’avere montagne di debiti.
C’è anche un commento generazionale interessante su come i giovani di oggi non riescano a trovare felicità nelle stesse cose che rendevano felici i loro genitori. Ma il terzo atto non colpisce come dovrebbe, rendendo deludente tutto il viaggio che porta a quella conclusione.
I difetti strutturali del film
Il pacing risulta quasi monotono, il che è paradossale per un film che vuole essere un thriller. I colpi di scena si accumulano senza risultare particolarmente shocking, e la violenza e casualità degli eventi finali sembrano forzate piuttosto che organiche alla narrazione.
Kim Tae-Joon riesce bene nel farci sentire claustrofobici durante la visione – un risultato non da poco – ma la regia non sa gestire la transizione tra dramma psicologico e thriller d’azione.
L’economia che uccide i sogni
Il film tocca un nervo scoperto della società contemporanea: in questa economia è quasi impossibile possedere una casa ed essere felici. “84m²” esplora il nostro rapporto con le abitazioni, chiedendosi se dovremmo vivere nelle case o vivere per le case.
È un tema universale che risuona anche in Italia, dove la crisi abitativa è una realtà per molti giovani. Il problema è che il film non sa bilanciare la critica sociale con l’intrattenimento, risultando in un prodotto che non funziona completamente né come l’uno né come l’altro.
Gli aspetti tecnici
La direzione della fotografia crea efficacemente l’atmosfera opprimente dell’appartamento di Woo-Sung, mentre il sound design supporta bene i momenti di tensione psicologica. Le sequenze oniriche sono visualmente interessanti e offrono uno sfogo creativo alla claustrofobia generale del film.
Tuttavia, il montaggio spesso rallenta quando dovrebbe accelerare, e la struttura narrativa soffre di una mancanza di focus che rende difficile capire che tipo di film voglia essere.
Il verdetto finale
“84m²” è un film con ambizioni lodevoli ma esecuzione incerta. Ha qualcosa di interessante da dire sulla società contemporanea e può contare su una performance impeccabile di Kang Ha-Neul, ma si perde in una trama che non sa dove vuole andare.
È il tipo di film che avresti potuto amare se avesse avuto il coraggio di scegliere una direzione e seguirla fino in fondo. Invece, come l’appartamento del protagonista, ha dei “fili difettosi” che ne compromettono il funzionamento generale.
Non è un disastro totale – ci sono momenti di tensione genuina e riflessioni interessanti – ma neanche un successo. È semplicemente un film che esisteva potenzialmente, ma che non è mai riuscito a materializzarsi completamente.
Hai mai vissuto l’ansia del mutuo o del debito immobiliare? Pensi che il cinema coreano stia esaurendo le idee sui temi sociali? Quale film ti ha fatto riflettere di più sulla crisi abitativa? Raccontaci la tua esperienza nei commenti!
La Recensione
84m²
84m² trasforma la crisi abitativa di Seoul in thriller psicologico con ambizioni lodevoli ma esecuzione confusa. Kang Ha-Neul offre performance impeccabile in un film che non sa se essere dramma sociale o mystery, perdendosi in una trama che accumula colpi di scena senza impatto emotivo.
PRO
- Performance di Kang Ha-Neul: l'attore conferma la sua versatilità in un ruolo complesso e sfaccettato
- Tema sociale rilevante: esplorazione interessante della crisi abitativa che colpisce i giovani contemporanei
CONTRO
- Trama confusa: il film non sa se essere dramma sociale o thriller, perdendo focus narrativo
- Pacing monotono: ritmo che rallenta quando dovrebbe accelerare, compromettendo la tensione


