Idris Elba quest’anno ha fatto diversi ruoli completamente diversi tra loro. In Capi di Stato in fuga era un primo ministro britannico in una commedia molto rumorosa di Amazon. Adesso in A House of Dynamite lo vediamo come presidente degli Stati Uniti in un thriller che ti mette addosso un’ansia tremenda. Il film è su Netflix ed è diretto da Kathryn Bigelow. Vedere Elba passare da un ruolo all’altro così diverso ti fa capire quanto è bravo.
Il nuovo film di Bigelow arriva dopo quasi dieci anni di pausa dal cinema. L’ultima volta l’avevamo vista con Detroit, che raccontava una storia vera e dolorosa. Prima di quello aveva fatto The Hurt Locker e Zero Dark Thirty, che hanno vinto premi importanti e raccontavano anche loro storie realmente accadute. Stavolta invece la storia è inventata dalla sceneggiatura di Noel Oppenheim. Però ti avverte lo stesso di un pericolo reale.
E di cosa ci sta avvertendo? Della guerra nucleare. Nei vecchi film questo scenario catastrofico succedeva sempre per sbaglio, per un errore umano o tecnico. In questo film invece potrebbe essere diverso.
Tre versioni della stessa catastrofe
La struttura del film è particolare. Ci sono tre parti separate. Ogni volta che finisce una parte, il tempo ricomincia da zero e vedi gli stessi eventi da un altro punto di vista. I personaggi cambiano ogni volta. Alcuni sono militari esperti che sanno esattamente cosa fare in una crisi. Altri sono persone qualunque con una famiglia da mantenere e problemi normali da risolvere ogni giorno.
Per esempio c’è un uomo che lavora al ministero della difesa. Quel giorno deve stare a casa perché suo figlio ha la febbre alta. C’è una donna che lavora nella Situation Room della Casa Bianca. Per lei quello diventa il giorno peggiore della sua vita lavorativa. Poi vediamo un tecnico militare in una base che sta malissimo perché ha litigato al telefono con la sua ragazza. Poco dopo deve concentrarsi per abbattere un missile che sta volando verso Chicago. Probabilmente quel missile è partito dalla Corea del Nord ma non si sa. Vediamo anche un segretario alla Difesa che è disperato perché sua figlia abita proprio a Chicago. E poi c’è il presidente, che però appare solo dopo che è passata un’ora dall’inizio del film. Prima di vederlo in faccia lo sentiamo solo parlare dalle sale operative mentre cerca di capire dove sta andando il missile.
La domanda che nessuno vuole farsi
Riusciranno ad abbattere quel missile prima che arrivi a destinazione? E se ci riescono, cosa dovrebbero fare gli Stati Uniti? Rispondere con un attacco nucleare o no? Bigelow non ci fa vedere solo quello che succede nelle stanze del potere a Washington. Ci porta anche dentro i silos sotterranei nel mezzo dell’America dove sono nascosti i missili che potrebbero essere lanciati per la rappresaglia.
A un certo punto la scena cambia completamente e ci troviamo a guardare una rievocazione della Guerra Civile americana con gente in costume d’epoca. All’inizio pensi che il film abbia fatto un salto nel tempo. Invece no. Semplicemente una traduttrice che serve per gestire la crisi ha portato suo figlio a vedere quella manifestazione nel pomeriggio. È lì quando la chiamano per l’emergenza.
Ci sono altri momenti così nel film che ti spiazzano. All’inizio sembrano messi lì senza senso. Poi capisci che servono tutti a farti capire il messaggio principale. Anche se guardare questo film ti crea molta angoscia, c’è comunque il piacere di vedere come Bigelow è riuscita a mettere insieme tutti questi pezzi diversi. Il film ti insegna anche cose che forse non volevi sapere. Per esempio sullo schermo compaiono sigle militari che non conosci. Poi le lettere si separano e vedi scritto per esteso cosa significano. Una di queste è SSNB che vuol dire “Self Sufficient Nuclear Bunker”. Praticamente un bunker nucleare dove puoi sopravvivere da solo. Dopo aver visto il film probabilmente ne vorresti uno anche tu. Peccato che non li vendano al supermercato.
Gli attori sono tutti bravissimi
Rebecca Ferguson fa la parte di Olivia Walker, quella che deve coordinare tutto dalla Situation Room. Tracy Letts interpreta il generale Baker, che può ancora prendere qualche decisione importante prima che tutto passi al presidente. Tutti e due recitano in modo eccezionale. Mostrano di essere competenti nel loro lavoro ma anche umani quando la pressione diventa insopportabile. Questo serve a Bigelow e allo sceneggiatore per dirti una cosa precisa: quando si arriva al livello massimo di allerta nucleare, chiamato Defcon 1, tutta la competenza del mondo non basta più.
Il presidente di Elba a un certo punto si arrabbia con il generale Baker. Gli dice che quello che sta succedendo è una follia totale. Il generale rimane calmo e risponde che quella non è follia. È semplicemente la realtà. Bigelow in questo film prende delle cose che potrebbero succedere e le racconta come se fossero già successe davvero. Lo fa in modo così preciso e spietato che ti viene freddo.
La cosa strana è che tutti questi personaggi sono stati preparati e addestrati proprio per gestire una situazione come questa. Però quando succede veramente, vanno in pezzi lo stesso. Non c’è addestramento che tenga quando una bomba nucleare sta volando verso una città piena di gente.
L’ho guardato ieri sera su Netflix
Ieri sera, il 24 ottobre, ho guardato A House of Dynamite su Netflix. Prima di arrivare sulla piattaforma il film era stato presentato in anteprima mondiale al Festival del Cinema di Venezia il 2 settembre. Poi il 10 ottobre era uscito in pochissime sale cinematografiche. Adesso finalmente tutti possono vederlo da casa. Però devo dirti una cosa importante prima che tu decida di metterlo in play: è un film durissimo. Non è roba leggera da guardare mentre mangi la pizza sul divano. È più simile a una botta nello stomaco che ti fa capire quanto siamo sempre vicini a una catastrofe.
Bigelow non ha riempito il film di effetti speciali spettacolari o scene di esplosioni enormi. Tutta l’ansia che provi viene dalla situazione stessa. Viene dalle telefonate disperate. Dalle scelte impossibili che i personaggi devono fare. Dalle persone normali che si trovano a dover fare cose straordinarie mentre il mondo sta per finire. Dall’inizio alla fine il film ti tiene bloccato davanti allo schermo con il fiato sospeso.
Non è un film da serata rilassante
Voglio essere completamente sincero con te. A House of Dynamite non va assolutamente bene se vuoi staccare il cervello dopo una giornata pesante di lavoro. Ti pesa addosso. Ti fa stare male. Ti fa venire l’ansia vera. Però allo stesso tempo è fatto in modo perfetto. La regia di Bigelow non ha un difetto. Gli attori sono tutti al top. La sceneggiatura di Noel Oppenheim ti tiene attaccato allo schermo anche quando vorresti chiudere gli occhi e non vedere più.
Il film ti obbliga a farti domande che preferiresti non farti. Tu come ti comporteresti in quella situazione? Riusciresti a mantenere la calma? Se dovessi scegliere chi salvare, chi sceglieresti? E la domanda più importante: siamo davvero pronti ad affrontare una guerra nucleare? La risposta che ti dà il film non ti farà dormire tranquillo.
Il verdetto finale
A House of Dynamite è il grande ritorno di Kathryn Bigelow dopo quasi dieci anni lontana dal cinema. Ed è un ritorno importante. Questo thriller ti tiene sotto pressione dall’inizio alla fine. Idris Elba è perfetto come presidente che deve prendere decisioni impossibili. Rebecca Ferguson e Tracy Letts sono eccezionali. La struttura del film divisa in tre parti funziona benissimo e ti fa vedere la stessa storia da angolazioni diverse.
Ma attenzione: non è un film da guardare per rilassarti. Ti angoscia, ti spaventa e sembra tremendamente reale. Ti fa capire quanto siamo sempre vicini a un disastro nucleare. Dopo averlo visto probabilmente farai fatica ad addormentarti per qualche sera. Ma è anche un film molto importante che secondo me tutti dovrebbero vedere almeno una volta.
La Recensione
A House of Dynamite
A House of Dynamite è il nuovo thriller di Kathryn Bigelow dopo dieci anni di assenza dal cinema ed è arrivato su Netflix il 24 ottobre dopo aver fatto la prima mondiale al Festival di Venezia. Idris Elba interpreta il presidente degli Stati Uniti che deve decidere se rispondere a un attacco nucleare mentre un missile si dirige verso la città di Chicago. Il film è diviso in tre parti che mostrano la stessa crisi vista da prospettive diverse: esperti militari addestrati e persone normali con famiglie. Rebecca Ferguson e Tracy Letts offrono performance eccezionali nei loro ruoli. La regia di Bigelow trasforma situazioni ipotetiche in una storia che sembra vera con una precisione spietata. È un film angosciante e tremendamente realistico che funziona più come un avvertimento che come semplice intrattenimento.
PRO
- Kathryn Bigelow torna dopo dieci anni con un thriller politico perfetto che conferma il suo grande talento
- Idris Elba è perfetto come presidente sotto pressione e Rebecca Ferguson e Tracy Letts sono eccezionali
- La struttura in tre parti che mostra la stessa crisi da prospettive diverse funziona benissimo
CONTRO
- È estremamente angosciante e non è assolutamente un film per rilassarsi la sera


