Alexander Abdallah, protagonista di “Snabba Cash”, interpreterà il sovrano svedese del 1700 nella serie “The Von Fersens”. La scelta fa esplodere le polemiche sui social: “Stanno cancellando la nostra storia”.
Netflix finisce ancora una volta al centro di una bufera internazionale per le sue scelte di casting in una produzione storica. La piattaforma ha annunciato che l’attore Alexander Abdallah, di origini libanesi, interpreterà Gustavo III di Svezia nella nuova serie storica The Von Fersens, che racconta la vita della famiglia aristocratica svedese Von Fersen nel pieno del 1700. La notizia ha scatenato reazioni durissime sui social, dove un post di protesta ha raggiunto quasi 2 milioni di visualizzazioni su X.
La serie, attualmente in produzione in Svezia e prevista per il 2026, seguirà le vicende dei fratelli Sophie e Axel von Fersen, descritti da Netflix come gli influencer del loro tempo. La trama si concentra sulla loro caduta in disgrazia quando il re Gustavo III toglie loro tutti i privilegi e il titolo nobiliare. Proprio il sovrano sarà interpretato da Abdallah, attore svedese nato negli anni 80 da genitori libanesi, già noto per il suo ruolo nella serie Snabba Cash.
Il vero Gustavo III governò la Svezia dal 1771 al 1792, un periodo segnato dall’illuminismo, dalle riforme culturali e dai conflitti con la nobiltà. Il suo regno si concluse in modo drammatico quando fu assassinato all’Opera Reale di Stoccolma nel 1792, un evento che scosse tutta l’Europa. La serie promette intrighi di corte, amori proibiti e tensioni politiche, il tutto avvolto nel lusso e nello scandalo dell’aristocrazia svedese.
La scelta di Abdallah ha fatto esplodere il dibattito. Un utente svedese ha scritto su X: “Netflix sta producendo una serie storica in cui l’attore libanese Jihad Abdallah, ora Alexander, interpreta il nostro re svedese Gustavo III del 1700. Stanno facendo tutto il possibile per distorcere la nostra storia”. Il post è diventato virale, raccogliendo migliaia di commenti indignati.
Non si tratta del primo caso in cui Netflix viene accusata di riscrivere la storia. La piattaforma ha già affrontato polemiche simili con la serie documentario Queen Cleopatra, prodotta da Jada Pinkett Smith, dove la regina egizia veniva interpretata da un’attrice di origini diverse da quelle storicamente documentate. In quel caso le proteste arrivarono anche dall’Egitto, dove archeologi e storici denunciarono la falsificazione della storia.
Ma non finisce qui. Netflix ha anche trasformato Edoardo VI d’Inghilterra in un personaggio gay, disabile e di colore in una sua produzione. Ha fatto diventare l’ultimo re pagano norvegese una donna di colore. E ha rappresentato la regina Carlotta di Meclemburgo-Strelitz come una donna di colore, nonostante i ritratti storici mostrino chiaramente il contrario.
Il problema, secondo molti critici, va oltre la semplice scelta degli attori. Chi contesta queste decisioni sostiene che Netflix stia usando la storia come strumento di propaganda politica, piegando i fatti documentati a una narrazione moderna che non rispetta la realtà storica. La preoccupazione maggiore riguarda il pubblico giovane, che potrebbe confondere la finzione con la realtà e farsi un’idea completamente sbagliata di come erano davvero questi personaggi storici.
A complicare la situazione c’è anche il fatto che Hollywood ha introdotto quote obbligatorie di rappresentanza per poter concorrere ai premi più importanti. Questo spinge le produzioni a inserire attori di minoranze anche in contesti storici dove risultano anacronistici, creando quello che molti definiscono revisionismo storico mascherato da inclusione.
I difensori di Netflix sostengono che una serie televisiva non deve essere considerata un documentario e che la libertà artistica permette di reinterpretare la storia. Ma dall’altra parte si schierano storici, appassionati e anche semplici spettatori che ritengono che quando si racconta la vita di personaggi realmente esistiti, il rispetto per la verità storica dovrebbe essere la priorità assoluta.
Il caso di Gustavo III si inserisce in un dibattito più ampio sul ruolo delle piattaforme streaming nella diffusione della cultura e della conoscenza storica. Se Netflix vuole raccontare storie inclusive e rappresentare la diversità del mondo moderno, può farlo benissimo con storie originali o ambientazioni di fantasia. Ma quando sceglie di portare sullo schermo eventi e personaggi storici reali, dovrebbe avere la responsabilità di farlo con fedeltà ai fatti documentati.
E tu cosa ne pensi? Netflix ha il diritto di reinterpretare liberamente la storia o dovrebbe rispettare i fatti quando racconta personaggi realmente esistiti? Lascia un commento e dicci la tua opinione!


