Su Disney+ è arrivata la seconda stagione di A Thousand Blows, e se hai visto la prima sai già cosa aspettarti: violenza, ambizione e sudore. Steven Knight, quello di Peaky Blinders, torna a raccontare l’Inghilterra di fine Ottocento attraverso i ring clandestini e i vicoli malfamati dell’East End londinese.
La prima stagione era stata una bella sorpresa: veloce, sporca, piena di personaggi che ti restavano impressi. Si era chiusa malissimo, con tutti i protagonisti ridotti a pezzi. Questa seconda stagione riparte proprio da lì, da quelle vite da rimettere insieme.
È passato circa un anno dal finale devastante della prima stagione. Hezekiah Moscow, l’immigrato giamaicano che voleva fare il domatore di leoni ed è finito a picchiare la gente nei ring, adesso combatte sulle chiatte in mezzo al mare. Lontano dalla polizia che lo cerca per quell’omicidio che ha commesso nell’ultimo episodio.
Sugar Goodson, il colosso interpretato da Stephen Graham, è messo malissimo. Vaga per le strade come un barbone, sempre in cerca di qualcosa da bere. Suo fratello Treacle, quello che gestisce la taverna, è ancora a pezzi dopo il pestaggio che Sugar gli ha dato la stagione scorsa.
Mary Carr non è più la capa delle Forty Elephants, la banda di donne criminali. L’hanno cacciata e adesso se la cava rapinando banche con l’unica amica che le è rimasta, Alice Diamond.
I primi episodi servono a far rialzare questi personaggi. Ed è qui che la stagione rallenta un po’. Perché tutti hanno voglia di vendetta, tutti vogliono tornare a essere quello che erano prima. Mary lo dice chiaramente a Sugar: “Devi tornare l’uomo che eri”. E tutta la stagione sembra costruita su questa frase.
Hezekiah vede la possibilità di vendicare il suo migliore amico Alec, morto la stagione scorsa. La sua scelta scatena un casino che mette in pericolo delle persone innocenti ma allo stesso tempo dà a Mary la chance di riprendersi il controllo delle Elephants. Intanto Sugar e Treacle si fanno la guerra per decidere cosa resta della loro famiglia.
E poi c’è sempre il pugilato. Anche se questa stagione ha più risse tra bande alla maniera di Peaky Blinders, il ring resta il posto dove succedono le cose importanti. Hezekiah ha la possibilità di ottenere la proprietà della città giamaicana da cui era scappato, ma solo se riesce a insegnare a boxare nientemeno che al Principe Alberto.
Visivamente A Thousand Blows resta bellissima. I costumi d’epoca e le scenografie ti portano dalle strade sporche dell’East End ai saloni eleganti dei palazzi reali. Nebbia sui sampietrini, lampadari nelle sale da ballo: questa serie è uno spettacolo per gli occhi.
Ma sono gli attori a tenere in piedi tutto. Malachi Kirby ed Erin Doherty sono bravi a interpretare due emarginati che devono lottare per farsi largo in un mondo che non li vuole. Ma è Stephen Graham a dominare tutto anche questa volta.
Anche quando Sugar sembra finito, Graham riesce a farti vedere l’uomo dietro il mostro. Lo guardi e capisci che è uno fatto per menare le mani, e adesso sta pagando il conto di quella vita. Graham è talmente bravo che riesce a farti dispiacere per un personaggio che dovrebbe farti schifo.
Il cast di contorno lavora bene anche se ha meno spazio rispetto alla prima stagione. Robert Glenister fa benissimo il capo banda sessista che Mary e Hezekiah devono affrontare. Thomas, il nipote di Sugar, prova a farsi strada nel mondo dello zio. Ma alla fine sono quei tre a tenerti davanti allo schermo.
A Thousand Blows nella seconda stagione non ha più l’effetto sorpresa della prima, questo è chiaro. I primi episodi vanno un po’ a rilento per sistemare i pezzi. Ma quando ingrana, torna a essere quella serie elegante, violenta e ben recitata che ti aveva conquistato.
Il ritmo a un certo punto riprende, le storie si intrecciano meglio, e ti ritrovi di nuovo preso dalla vita di questi personaggi maledetti che cercano di sopravvivere e risalire. Non è perfetta, ogni tanto perde un colpo, ma ha ancora abbastanza forza per tenerti attaccato allo schermo.
E poi c’è Stephen Graham. E quando c’è lui in questo stato di forma, come fai a non guardare?
Se hai amato la prima stagione, questa vale la visione. Non è rivoluzionaria, non stravolge niente, ma continua quella storia con lo stesso stile e la stessa cura. E a volte basta questo.
E tu, l’hai già vista? Ti è piaciuta quanto la prima stagione? Raccontacelo qui sotto!
La Recensione
Seconda stagione di A Thousand Blows
La seconda stagione di A Thousand Blows riparte dalle macerie lasciate dal finale devastante. All'inizio fatica un po' a ingranare perché deve rimettere in piedi tutti i personaggi distrutti, ma una volta trovato il ritmo torna a funzionare bene. Stephen Graham recita così bene che da solo varrebbe l'abbonamento a Disney+. La serie resta bellissima da guardare e anche se non ha più la freschezza dell'esordio, ha ancora abbastanza forza per convincere gli spettatori che l'avevano apprezzata.
PRO
- Stephen Graham è incredibile e riesce a dare umanità e profondità a Sugar anche quando il personaggio sembra ormai ridotto a un relitto umano che vaga per le strade
- Visivamente è stupenda con scenografie e costumi d'epoca curatissimi che ti portano dalle strade sporche dell'East End ai saloni eleganti dei palazzi reali
CONTRO
- I primi episodi vanno a rilento perché la serie deve rimettere in piedi tutti i personaggi lasciati distrutti dal finale della prima stagione


