Patrick Godfrey è morto a 93 anni, e per molti spettatori il suo volto resterà legato soprattutto a La leggenda di un amore – Cinderella, la rilettura romantica di Cenerentola con Drew Barrymore. L’attore britannico interpretava Leonardo da Vinci, presenza tenera, saggia e un po’ magica dentro un film che ancora oggi conserva un fascino particolare per chi ama le fiabe raccontate senza troppa plastica.
La notizia della morte è stata confermata dalla sua agenzia londinese, Markham, Froggatt & Irwin. Godfrey è morto serenamente nella sua casa, circondato dalla famiglia. La causa del decesso non è stata resa nota. Nel comunicato, l’agenzia lo ha ricordato come un attore di grande talento e una persona speciale. Una formula sobria, ma in linea con il tipo di carriera che aveva costruito: lunga, elegante, piena di ruoli magari non sempre centrali, ma quasi sempre capaci di lasciare un segno.
Nato a Londra il 13 febbraio 1933, Godfrey aveva iniziato il suo percorso negli anni Cinquanta. Nel 1956 vinse la Carleton Hobbs Bursary, un riconoscimento che gli permise di lavorare con la Radio Drama Company della BBC. Prima ancora del cinema e della televisione, quindi, c’era la voce. E si capisce: Godfrey aveva quel modo molto britannico di dare peso a una frase senza forzarla. Bastava poco, un tono, una pausa, uno sguardo, e la scena cambiava temperatura.
Per il grande pubblico internazionale, il ruolo più affettuoso resta probabilmente quello in La leggenda di un amore – Cinderella. Il film del 1998, diretto da Andy Tennant, rileggeva la fiaba di Cenerentola con un’impronta più realistica e romantica, mettendo al centro Danielle de Barbarac, interpretata da Drew Barrymore. Godfrey, nei panni di Leonardo da Vinci, diventava una figura quasi paterna, brillante e gentile, capace di dare al racconto una luce diversa. Non era solo “il genio famoso” inserito nella trama per fare colore. Era un personaggio che portava umanità, ironia e una piccola idea di libertà.
Ed è curioso pensare che, in un film pieno di romanticismo, abiti d’epoca, ingiustizie familiari e riscatto, uno dei volti più memorabili fosse proprio il suo. Perché Godfrey non rubava la scena con gesti enormi. La riempiva con naturalezza.
La sua carriera, però, è stata molto più ampia. Al cinema ha partecipato a titoli come Camera con vista, Maurice, Quel che resta del giorno, Montecristo, L’importanza di chiamarsi Ernest, Oliver Twist, The History Boys, La duchessa, Les Misérables, Turner, Ogni tuo respiro e Mowgli – Il figlio della giungla. Una filmografia molto inglese, molto letteraria, piena di drammi in costume, adattamenti, storie classiche e personaggi di contorno che avevano bisogno di attori solidi per non sembrare solo arredamento elegante.
In Les Misérables, il musical del 2012 diretto da Tom Hooper, interpretava Monsieur Gillenormand. Un altro ruolo dentro un cast enorme, uno di quei film dove rischi di sparire se non hai presenza. Godfrey, invece, sapeva stare al suo posto senza diventare invisibile. È una dote meno appariscente del carisma da protagonista, ma nel cinema conta tantissimo.
Anche in televisione ha attraversato decenni di produzioni britanniche. È apparso in Doctor Who, L’ispettore Barnaby, Doc Martin, His Dark Materials – Queste oscure materie e molte altre serie. Per chi guarda tanta tv inglese, era uno di quei volti che spuntano all’improvviso e ti fanno dire: “Aspetta, l’ho già visto”. E sì, probabilmente lo avevi visto davvero, magari in tre film diversi e in un episodio di una serie investigativa.
C’è poi il teatro, parte fondamentale del suo percorso. Godfrey ha recitato anche a Broadway in The Life and Adventures of Nicholas Nickleby e nel West End in produzioni come As You Like It e Witness for the Prosecution. Non era un attore nato solo per il cinema. Era un interprete formato su palcoscenico, voce, ritmo e presenza. Si vedeva anche nei piccoli ruoli.
Curioso anche il suo passaggio nei videogiochi: ha prestato la voce a titoli come BioShock 2, Red Dead Redemption e Red Dead Redemption 2. Un dettaglio che forse sorprenderà chi lo associa soltanto ai film in costume, ma che conferma quanto la sua voce fosse riconoscibile e utile anche in mondi narrativi molto diversi.
Patrick Godfrey lascia la moglie, l’attrice Amanda Walker, e due figli. Lascia soprattutto una carriera costruita con pazienza, senza clamore inutile, dentro quell’idea di attore britannico che entra in una scena e la rende subito più credibile. Non tutti devono essere star da manifesto. Alcuni attori diventano fondamentali proprio perché tengono insieme il mondo attorno ai protagonisti.
Godfrey era uno di questi. Un volto elegante, una voce calda, una presenza discreta. E per chi ha amato La leggenda di un amore – Cinderella, resterà anche quel Leonardo da Vinci gentile e luminoso che aiutava una Cenerentola diversa dal solito a credere in se stessa senza trasformare la fiaba in zucchero puro.
Quale ruolo di Patrick Godfrey ricordate con più affetto: Leonardo da Vinci in La leggenda di un amore – Cinderella, Les Misérables o una delle sue tante apparizioni televisive? Scrivetelo nei commenti.


