Se hai mai sentito qualcuno dire “Kiss my grits!” (non facile in Italia) probabilmente stai pensando a Polly Holliday senza saperlo. L’attrice che ha reso immortale questa battuta nei panni di Flo nella serie CBS “Alice” ci ha lasciati martedì nella sua casa di Manhattan all’età di 88 anni. La notizia è stata confermata dal suo agente e amico di lunga data Dennis Aspland al New York Times, e sinceramente il mondo della televisione perde uno dei suoi personaggi più iconici.
Polly non era la protagonista di “Alice” – quello era il ruolo di Linda Lavin – ma la sua Florence Jean Castleberry, cameriera rossa di capelli che masticava chewing gum come fosse il suo lavoro, ha rubato la scena per quattro stagioni consecutive. E quando dico rubato, intendo completamente dominato. Tre nomination agli Emmy e due Golden Globe vinti come migliore attrice non protagonista in una serie televisiva non mentono: questa donna sapeva come fare televisione.
Il successo del personaggio era talmente esplosivo che CBS le ha dato il suo spinoff personale chiamato “Flo”, dove seguivamo il personaggio mentre tornava in Texas per gestire un saloon. Ok, lo spinoff è durato solo due stagioni, ma ehi, negli anni Settanta avere uno spinoff tutto tuo era come vincere alla lotteria della televisione.
Dal teatro al piccolo schermo
Ma Polly non era solo televisione. La sua carriera è iniziata nel teatro, e lì ha fatto alcuni dei suoi lavori più celebrati. Nel 1990 ha ricevuto una nomination ai Tony Awards come migliore attrice non protagonista per la sua performance in una ripresa di “La gatta sul tetto che scotta” di Tennessee Williams, recitando accanto a Charles Durning. Non male per una che aveva iniziato studiando pianoforte all’Alabama College for Women.
La sua strada verso il successo è stata interessante: nata il 2 luglio 1937 a Jasper, in Alabama, si è avvicinata al teatro mentre studiava musica. Nel 1962 si è unita all’Asolo Repertory Theater di Sarasota mentre frequentava la Florida State University per educazione musicale. Dopo quasi dieci anni con la compagnia, si è trasferita a New York e ha fatto il suo debutto a Broadway nel 1974 nella commedia di Murray Schisgal “All Over Town”, diretta nientemeno che da Dustin Hoffman.
L’iconica scena di morte in Gremlins
Sul grande schermo, Polly ha regalato una delle scene di morte più memorabili degli anni Ottanta in “Gremlins” di Joe Dante. Interpretava la malvagia Mrs. Deagle, che viene uccisa dalle creature dopo essere stata catapultata fuori dalla finestra del suo maniero usando un montascale. Una morte così assurda e perfettamente calibrata che ancora oggi fa ridere e inorridire allo stesso tempo.
Ma la cosa che rende Polly davvero speciale è come Dustin Hoffman l’abbia consultata anni dopo per sviluppare la sua performance in “Tootsie” di Sydney Pollack. Hoffman doveva interpretare un attore fallito che salva la carriera fingendosi Dorothy Michaels, una determinata star di soap opera del Sud. Chi meglio di Polly poteva aiutarlo a catturare quell’essenza southern?
Una carriera ricca di apparizioni memorabili
La filmografia di Polly include titoli che vanno da “Tutti gli uomini del presidente” a “Mrs. Doubtfire” e “Genitori in trappola”, con ruoli televisivi come la suocera di Tim Allen in “Quell’uragano di papà” e apparizioni in “Homicide”, “Cuori senza età” e “Amazing Stories”. Il suo ultimo credito cinematografico risale al 2010 con il thriller politico “Fair Game” di Doug Liman.
Quello che colpisce di più della carriera di Polly è come sia riuscita a lasciare il segno in ogni progetto, dal teatro al cinema alla televisione. Non aveva sopravvissuti immediati, ma ha lasciato un’eredità che continuerà a far sorridere generazioni di spettatori.
E tu? Qual è il tuo ricordo preferito di Polly Holliday? Raccontacelo nei commenti!


