Il mondo dello spettacolo dice addio ad Alice ed Ellen Kessler, le gemelle che hanno fatto sognare intere generazioni di italiani. Sono morte insieme il 17 novembre 2025 a 89 anni nella loro casa di Gruenwald, vicino Monaco di Baviera. Una scelta consapevole, pianificata nei minimi dettagli, che chiude una vita vissuta sempre fianco a fianco. Ti racconto la storia di due donne che hanno fatto la storia della televisione italiana.
La decisione di morire insieme
L’Associazione tedesca per una morte dignitosa ha confermato che si è trattato di un suicidio assistito, una pratica legale in Germania a determinate condizioni. Alice ed Ellen avevano scelto loro stesse la data, il 17 novembre, e si erano rivolte all’organizzazione già da oltre sei mesi. Un dettaglio fa capire quanto avessero pianificato tutto: il quotidiano bavarese Abendzeitung ha ricevuto una lettera con la disdetta del loro abbonamento. Alice aveva scritto al computer come data di cancellazione il 30 novembre, poi l’aveva corretta a mano indicando il 17 novembre 2025.
Vivevano in due appartamenti confinanti separati solo da una parete scorrevole. Anche fisicamente non si erano mai separate. E avevano più volte dichiarato che per loro era inimmaginabile che una delle due potesse continuare a vivere senza l’altra. “È ciò che abbiamo stabilito nel nostro testamento”, aveva raccontato Ellen in un’intervista nell’aprile 2024, spiegando che volevano essere sepolte insieme in un’unica urna, accanto alle ceneri della madre Elsa e del loro cane Yello.
Come è avvenuto il suicidio assistito
La portavoce dell’associazione, Wega Wetzel, ha spiegato nel dettaglio la procedura. Le gemelle avevano fatto richiesta anni fa ed erano state seguite da un legale e da un medico per assicurarsi che la loro decisione fosse libera e responsabile. Il legale doveva verificare che la scelta fosse maturata da tempo, che non vedessero alternative e che non avessero malattie psichiatriche. Poi era intervenuto il medico per gli stessi controlli.
Il 17 novembre, entrambi erano presenti nella casa. Il medico ha preparato l’infusione, ma sono state le gemelle stesse a girare la valvola per farsi iniettare la dose letale. Prima è stata fatta una prova tecnica con soluzione salina, e solo dopo un’ultima conferma della loro volontà hanno potuto procedere. In Germania il suicidio assistito è legale dal 2020, ma l’eutanasia attiva resta vietata: deve essere sempre la persona stessa a compiere l’atto finale.
L’infanzia difficile e la fuga dalla DDR
Alice ed Ellen erano nate il 20 agosto 1936 a Nerchau, in Sassonia. L’infanzia non era stata facile. Il padre era un alcolista che, pur spronandole a ballare, picchiava spesso la madre. “La violenza domestica era un tema quotidiano. Ci siamo ripromesse che non sarebbe successo anche a noi”, aveva raccontato Ellen in un’intervista.
A sedici anni avevano lasciato la Germania Est per trasferirsi a Dusseldorf, nella Germania Ovest. “La nostra carriera sarebbe stata molto diversa se fossimo rimaste nella DDR”, aveva dichiarato Ellen. Sin da bambine studiavano danza, e questa passione le aveva portate a Parigi negli anni Cinquanta, dove erano entrate nel corpo di ballo delle Bluebell Girls di Margaret Kelly.
Il trionfo in Italia: da “Giardino d’inverno” a “Studio Uno”
Il vero successo internazionale arriva nel 1961 quando sbarcano in Italia. La loro partecipazione al varietà “Giardino d’inverno”, con la regia di Antonello Falqui, le coreografie di Don Lurio e l’orchestra di Gorni Kramer, le consacra come star. Ma è con “Studio Uno” e la sigla “Da-da-un-pa” che Alice ed Ellen diventano un fenomeno di massa.
Erano le prime gambe scoperte della televisione italiana, e questo scatenò polemiche e interventi della censura. Ma la loro bravura era innegabile: non erano solo ballerine, ma anche cantanti, soubrette e attrici a tutto tondo. La stampa le chiamava “le gambe della nazione”, ma loro erano molto di più. Erano icone di stile, di eleganza, di professionalità.
La copertina di Playboy e il record di vendite
Negli anni Settanta, sulla soglia dei 40 anni, decisero di posare per Playboy. In Italia se ne discusse moltissimo, e l’edizione italiana della rivista di Hugh Hefner toccò il record di copie vendute. Era un’epoca in cui certe cose facevano ancora scandalo, ma Alice ed Ellen erano donne libere che facevano le loro scelte senza chiedere il permesso a nessuno.
La loro presenza in televisione attraversa tutti gli anni ’60 e ’70, l’epoca d’oro della tv italiana. Erano il simbolo di un varietà leggero, educato, garbato, molto diverso da quello che sarebbe venuto dopo. Chi le ricorda le associa alla tv in bianco e nero, al canale unico Rai, ai sabati sera in famiglia davanti alla televisione.
La generosità: tutta l’eredità in beneficenza
Nel 2006 le gemelle Kessler avevano donato in vita il loro intero patrimonio all’organizzazione Medici Senza Frontiere. “Non abbiamo più parenti e se li abbiamo non li conosciamo. Abbiamo scelto loro perché rischiano la vita per gli altri, hanno preso il Nobel per la Pace e sono seri”, avevano spiegato.
Nell’autunno del 2023 avevano però modificato il testamento per dividere l’eredità in modo più equo. Oltre a Medici Senza Frontiere, parte del patrimonio andrà alla CBM Blind Mission, all’Unicef, alla Fondazione Sociale per l’Assistenza agli Artisti Paul Klinger e alla Fondazione Tedesca per la Protezione dei Pazienti. L’entità esatta del patrimonio non è nota, ma il gesto resta quello di due donne che hanno voluto lasciare qualcosa di buono anche dopo la loro morte.
Una scelta che fa discutere
La decisione delle gemelle Kessler ha riaperto il dibattito sul suicidio assistito in Italia, dove questa pratica non è legale. Secondo alcuni è stato un atto di libertà, la scelta di due donne che hanno sempre vissuto secondo le proprie regole. Secondo altri è una sconfitta della società, incapace di offrire alternative e di valorizzare ogni persona anche nelle fasi più difficili della vita.
Le gemelle non erano malate terminali, ma avevano dichiarato più volte che per loro spegnersi lentamente, perdendo autonomia e indipendenza, non era un’opzione accettabile. Anche la loro nonna aveva una gemella e dopo la morte del marito aveva trascorso la vecchiaia con la sorella. Il legame tra gemelle era qualcosa che attraversava generazioni nella loro famiglia.
Un’eredità che resta
Aldilà delle opinioni sulla loro scelta finale, resta l’eredità artistica di Alice ed Ellen Kessler. Hanno fatto sognare milioni di italiani, hanno portato eleganza e professionalità in televisione, hanno dimostrato che si poteva essere belle e brave allo stesso tempo. Erano icone quando questa parola ancora non si usava.
La loro storia racconta anche la libertà. La libertà di fuggire da una situazione familiare difficile, di lasciare un paese per inseguire un sogno, di fare scelte che all’epoca erano considerate scandalose, di vivere secondo le proprie regole fino all’ultimo giorno. Due donne che non hanno mai smesso di essere loro stesse.
Cosa ne pensi? Ricordi le gemelle Kessler in televisione? Come ti fa sentire la loro storia e la scelta che hanno fatto? Scrivilo qui nei commenti, con rispetto per tutte le sensibilità su questo tema così delicato.


