Ti ricordi quando andavi al videonoleggio e trovavi quei film d’azione con cognomi famosi in copertina, per poi scoprire che erano i parenti sfigati delle star? Ecco, Alarum mi ha riportato a quei tempi, con una differenza sostanziale: stavolta il vero Sylvester Stallone c’è davvero, ed è proprio questo il problema. Vederlo sprecare il suo talento in questa ciofeca mi ha fatto più male che rivedere Rocky perdere contro Clubber Lang.
La trama: spie, chiavette USB e tanta confusione
Scott Eastwood (sì, il figlio di Clint) e Willa Fitzgerald interpretano Joe e Laura, due spie governative che si sono innamorate durante una missione, hanno mollato le rispettive agenzie e si sono sposate. Cinque anni dopo li troviamo in Polonia per quella che dovrebbe essere una vacanza, quando un aereo si schianta nei boschi vicino al loro resort.
E qui inizia il delirio: Joe trova una chiavetta USB misteriosa tra i rottami (non chiedetemi come o dove, il film non lo spiega) e improvvisamente si ritrova braccato da due gruppi. Da una parte ci sono dei mercenari guidati dal temibile Orion (Mike Colter), dall’altra la sua ex agenzia che teme sia passato ad Alarum, un’organizzazione segreta che vuole distruggere la rete di intelligence globale.
Nel mezzo di questa confusione appare Chester, interpretato da Stallone, un ex collega che dovrebbe eliminare Joe ma che invece decide di aiutarlo a far esplodere cose a caso. Se ti sembra tutto molto confuso, tranquillo: lo è anche per chi ha visto il film.
Un’occasione sprecata per tutti
La cosa che più mi ha deluso è vedere Willa Fitzgerald, reduce dalla straordinaria performance in “Strange Darling”, relegata a un ruolo così piatto. È come usare un violino Stradivari per suonare la sigla dei Teletubbies. Scott Eastwood, dal canto suo, continua a dimostrare che il talento paterno non si eredita automaticamente: la sua presenza scenica ha il carisma di un mobile dell’IKEA.
Ma il vero dramma è Stallone. Guardarlo recitare in questo film è stato doloroso come vedere tuo nonno che cerca di ballare su TikTok. La sua interpretazione qui fa sembrare la sua performance in “I Mercenari 4” un capolavoro di intensità drammatica. È evidente che è lì solo per il cachet, e onestamente non posso biasimarlo: anche le leggende devono pagare le bollette.
Effetti speciali da PlayStation 2
Le scene d’azione, che dovrebbero essere il cuore pulsante di un film del genere, sono talmente mal realizzate che mi sono ritrovato a ridere invece che a emozionarmi. I colpi di pistola in CGI sembrano usciti da un videogioco degli anni 2000, e non dei migliori. Le esplosioni hanno la credibilità di un fuoco d’artificio bagnato.
La sceneggiatura di Alexander Vesha riesce nell’impresa impossibile di essere allo stesso tempo troppo complicata e completamente prevedibile. È come un labirinto dove vedi l’uscita dall’inizio ma sei costretto a fare tutto il percorso lo stesso.
La caduta di un regista promettente
La cosa più triste di tutto questo disastro è scoprire che alla regia c’è Michael Polish, un tempo autore di film indie affascinanti e originali come “Northfork”. Vederlo ridotto a dirigere questa paccottiglia è come scoprire che il tuo chef preferito ora lavora al McDonald’s. È la dimostrazione che nell’industria cinematografica di oggi l’originalità viene punita e la mediocrità premiata.
Il verdetto finale
Alarum è il tipo di film che ti fa rimpiangere i 95 minuti della tua vita che non riavrai mai indietro. È un’operazione pigra, senza anima, che esiste solo per sfruttare i nomi coinvolti. Se proprio hai voglia di vedere Stallone in azione, riguardati “Creed” o anche “Rambo: Last Blood”. Se vuoi vedere un Eastwood, scegli il padre. E se vuoi vedere un buon film d’azione del 2025, beh… continua a cercare, perché questo non lo è.
L’unica cosa positiva che posso dire è che, almeno, non dovrai pagare una multa per il ritardo come ai vecchi tempi del videonoleggio. Ma sinceramente, preferirei pagare la multa piuttosto che vedere di nuovo questo film.
La Recensione
Alarum
Un disastro su tutti i fronti che spreca il talento di Stallone e conferma che il cognome Eastwood non garantisce automaticamente il carisma. Con effetti speciali imbarazzanti, una trama confusa e performance svogliate, Alarum rappresenta il punto più basso del cinema d'azione contemporaneo.
PRO
- Dura solo 95 minuti, poteva andare peggio
CONTRO
- Gli effetti speciali sembrano usciti da un videogame del 1996
- La trama è contemporaneamente confusa e prevedibile
- Vedere Stallone così svogliato fa male al cuore
- Scott Eastwood dimostra ancora una volta che il talento non è ereditario


