Alberto Angela torna stasera, lunedì 25 maggio, in prima serata su Rai 1 con una nuova puntata di Ulisse dedicata a Parigi, la città in cui è nato nel 1962. E già questo basta a rendere l’appuntamento un po’ speciale, perché non sarà il solito giro tra Torre Eiffel, Louvre e Champs-Élysées messi in fila come in una guida turistica. La puntata si intitola Parigi nascosta e promette di portare il pubblico in luoghi meno consumati dal turismo di massa, tra castelli, arte, letteratura, moda, cinema, fotografia e cucina. Insomma, una di quelle serate in cui Alberto Angela fa la cosa che gli riesce meglio: prendere una città che crediamo di conoscere e farci capire che, in realtà, ne abbiamo visto solo la superficie.
E con Parigi il discorso diventa ancora più personale. Alberto Angela è nato proprio nella capitale francese l’8 aprile 1962, quando suo padre Piero Angela e sua madre Margherita Pastore vivevano in Francia per motivi di lavoro. Quindi, quando lo vediamo camminare per quelle strade, non siamo davanti soltanto al divulgatore che racconta una città. C’è anche un ritorno, una specie di cerchio emotivo. Magari non verrà raccontato in modo troppo esplicito, perché Angela ha sempre uno stile elegante e misurato, però il dato biografico resta lì e dà alla puntata un sapore diverso.
La stagione di Ulisse, il piacere della scoperta era già partita con una tappa francese importante: la puntata speciale dedicata a Versailles, disponibile anche su RaiPlay. Ora il viaggio resta nell’orbita di Parigi, ma cambia prospettiva. Non più solo il simbolo assoluto della monarchia francese, con tutto il suo splendore e la sua macchina di potere, ma una Parigi più laterale, fatta di angoli, storie, luoghi meno immediati. Quelli che spesso saltano quando hai tre giorni di vacanza e devi scegliere se vedere un museo o mangiare una crêpe gigante in piedi.
Tra le prime tappe ci sarà il castello di Vaux-le-Vicomte, uno di quei luoghi che sembrano usciti da un romanzo di intrighi. La sua storia è legata a Nicolas Fouquet, sovrintendente alle finanze di Luigi XIV, uomo ricchissimo e ambizioso, finito poi travolto dalla gelosia e dalla durezza del Re Sole. Vaux-le-Vicomte è anche importante perché anticipa, in un certo senso, l’immaginario di Versailles: giardini, scenografie, potere trasformato in architettura. Un posto perfetto per Angela, perché lì ogni corridoio sembra dire: guarda quanto può essere pericoloso essere troppo brillanti vicino a un sovrano.
Poi si andrà al castello di Chantilly, che ospita la più grande pinacoteca di Francia dopo il Louvre e che viene spesso ricordato anche come luogo legato alla celebre crema Chantilly. E qui già immagino la puntata fare quel movimento tipico di Ulisse: partire da un castello, passare dall’arte, arrivare alla cucina e farti sentire come se tutto fosse collegato. Perché, in effetti, lo è. La cultura non sta solo nei quadri appesi, ma anche nei sapori, nei gesti, nelle tradizioni che sopravvivono senza fare troppo rumore.
Altro momento atteso: Giverny, la casa di Claude Monet. Qui Ulisse entrerà nel mondo dell’impressionismo passando dai giardini che hanno ispirato alcune delle immagini più famose della pittura moderna. È uno di quei luoghi in cui natura e arte si confondono in modo quasi naturale. Monet non dipingeva semplicemente fiori, acqua e ninfee. Dipingeva il modo in cui la luce cambia le cose. E già questa, detta così, sembra una frase da cartolina, ma nel suo caso è proprio il centro della questione. Vedere quei giardini con lo sguardo di Alberto Angela può essere un piccolo regalo televisivo, perché lui sa rallentare. E oggi rallentare, davanti alla bellezza, è quasi un atto rivoluzionario.
La puntata passerà anche dall’Hôtel des Invalides, il grande complesso monumentale che custodisce la tomba di Napoleone Bonaparte. E qui il racconto cambierà tono, perché da Monet e dai giardini si entra nella storia militare, nel culto della grandezza, nel mito napoleonico. Parigi è anche questo: una città romantica, certo, ma piena di potere, guerre, rivoluzioni, ambizioni smisurate. La “città dell’amore”, sì. Ma anche una città che ha visto teste cadere, imperi nascere, regimi crollare e artisti reinventare il mondo.
Uno dei luoghi più curiosi annunciati è il museo delle giostre, dedicato alle attrazioni storiche francesi. E questa è una tappa che mi piace già sulla fiducia, perché Ulisse funziona molto bene quando apre porte inattese. Non solo i grandi monumenti, ma anche i luoghi che conservano un immaginario popolare, infantile, un po’ magico. Le giostre raccontano un’altra Parigi: non quella dei re e dei pittori, ma quella delle feste, delle luci, dei bambini, della meraviglia semplice. E ogni tanto serve anche quella.
Non mancherà la Parigi dei libri. Le telecamere passeranno tra le storiche boîte dei bouquinistes lungo la Senna, quelle bancarelle verdi che sono quasi un simbolo silenzioso della città. Libri antichi, stampe, cartoline, volumi consumati, pagine che hanno attraversato mani e decenni. Da lì il racconto arriverà anche alle case di Victor Hugo e Alexandre Dumas, due nomi enormi della letteratura francese. E qui Parigi smette di essere solo città e diventa biblioteca a cielo aperto.
Spazio anche alla moda, con una visita all’atelier di Azzedine Alaïa, dove Alberto Angela incontrerà Carla Sozzani, figura centrale nel mondo della moda e dell’arte contemporanea. È un passaggio interessante perché Parigi non è solo passato. È anche corpo, tessuto, taglio, visione estetica. L’alta moda fa parte della sua identità quasi quanto i musei e i boulevard. E raccontarla dentro Ulisse significa trattarla non come vanità, ma come linguaggio culturale.
La chiusura, almeno secondo le anticipazioni, sarà affidata alla crêpe, una delle specialità francesi più amate. E sembra una scelta perfetta. Dopo castelli, imperatori, pittori, libri e atelier, si finisce con qualcosa che puoi tenere in mano e mangiare. Una piccola cosa quotidiana che, se raccontata bene, diventa storia anche lei.
Questa è la forza di Alberto Angela: non ti fa sentire ignorante, ti fa venire voglia di sapere. E non è poco, in una televisione che spesso urla anche quando non ha niente da dire. Ulisse, invece, prova ancora a fare una cosa quasi antica: accompagnarti, mostrarti, farti guardare meglio.
Stasera Parigi non sarà solo una cartolina. Sarà una città da ascoltare.
E tu cosa ne pensi? Ti piace quando Alberto Angela racconta le grandi città partendo dai luoghi meno conosciuti o preferisci le puntate dedicate ai monumenti più famosi? Scrivilo nei commenti.


