Ci sono serie televisive che fanno passare il tempo piacevolmente e poi ci sono quelle che ti lasciano a rimuginare sul divano anche dopo i titoli di coda. La prima puntata di Guerrieri – La regola dell’equilibrio, andata in onda stasera su Rai 1, appartiene chiaramente alla seconda categoria. E il motivo è una domanda semplice ma scomoda, che rimane sospesa nell’aria senza risposta: come si difende in tribunale qualcuno che ti ha tradito?
Questo è il dubbio enorme con cui si chiude il primo episodio. Non è solo una questione legale. È una questione umana, e la serie di Alessandro Gassmann lo mette in chiaro fin dai primissimi minuti.
L’avvocato Guido Guerrieri attraversa uno dei momenti più difficili della sua vita. Il matrimonio con Sara è finito, la casa è troppo silenziosa e le notti a Bari le passa camminando per le strade della città come se stesse cercando qualcosa che non sa ancora nominare. È in questo stato d’animo fragile che accetta di difendere Fabio Paolicelli, un uomo condannato in primo grado per traffico internazionale di droga che improvvisamente ritratta la propria confessione e si dichiara innocente.
Il problema non è solo che le prove contro Paolicelli sembrano schiaccianti. Il problema è che tra i due uomini esiste un conto in sospeso legato al passato, un tradimento mai del tutto metabolizzato. La serie non svela subito di cosa si tratti, e questa scelta è intelligente: lascia lo spettatore con la curiosità di capire cosa è successo tra loro, mentre allo stesso tempo osserva Guerrieri fare qualcosa di molto difficile, ovvero mettere da parte il rancore personale per fare il proprio lavoro.
Fin qui potrebbe sembrare un legal drama classico. Ma Guerrieri non è un legal drama classico.
A rendere la situazione ancora più instabile entra in scena Odile, la moglie di Paolicelli. Tra lei e Guerrieri nasce un rapporto ambiguo, fatto di sguardi e silenzi che dicono più delle parole. Un avvocato che si avvicina emotivamente alla moglie del proprio assistito è già di per sé una storia complicata. Ma se quell’assistito è anche qualcuno che ti ha fatto del male in passato, la situazione diventa esplosiva.
La puntata non risolve nulla di tutto questo. Anzi, sembra quasi costruita apposta per moltiplicare le domande invece di dare risposte. Paolicelli è davvero innocente? Il suo cambiamento di versione è sincero o è una mossa strategica? E il rapporto tra Guerrieri e Odile dove porterà? Il pubblico arriva alla fine del primo episodio con la sensazione di aver appena sollevato un angolo del tappeto, senza sapere ancora cosa ci sia sotto.
Come se non bastasse, la prima puntata introduce anche una seconda storia parallela. Il giudice Piero Larocca (interpretato da Stefano Dionisi), vecchio amico di Guerrieri dai tempi dell’università, si presenta da lui con una richiesta di aiuto. Un procuratore ambizioso, Berardi, lo sta indagando con l’accusa di corruzione. Larocca è descritto come un uomo affascinante, stimato da tutti, ma anche capace di manipolare le situazioni a suo vantaggio. La serie lascia intendere che questo caso avrà sviluppi molto più gravi di quanto sembri in partenza.
Due casi aperti, entrambi con risvolti personali per il protagonista. È un inizio denso, forse anche volutamente caotico, che rispecchia lo stato d’animo di Guerrieri stesso: un uomo che fa fatica a tenere tutto sotto controllo, nella vita come nel lavoro.
Alessandro Gassmann porta in scena un protagonista che è il contrario dell’eroe classico. Guerrieri non è sicuro di sé, non ha sempre la risposta giusta, cammina guardando per terra e si lascia travolgere dalle emozioni nel momento sbagliato. Gassmann ha dichiarato di essersi affidato alle proprie fragilità personali per costruire il personaggio, e si vede. C’è qualcosa di molto riconoscibile in quest’uomo che vorrebbe fare la cosa giusta ma non è sempre sicuro di sapere quale sia.
La serie è tratta dai romanzi di Gianrico Carofiglio, ex magistrato e scrittore barese, che ha firmato anche la sceneggiatura insieme ad altri autori. Questa continuità tra chi ha creato il personaggio sulla carta e chi lo ha portato sullo schermo si sente: i dialoghi hanno una precisione rara, le scene processuali hanno il peso giusto, e la città di Bari non è mai una cartolina ma un posto vivo, con le sue luci e le sue ombre.
I prossimi appuntamenti sono il 16, il 23 e il 30 marzo, sempre su Rai 1 in prima serata. Tutti gli episodi sono disponibili anche su RaiPlay.
Hai visto la prima puntata? Pensi che Paolicelli stia dicendo la verità oppure sta usando Guerrieri? Dillo nei commenti.


