Le prime recensioni di The Uprising – Cuore Ribelle sono arrivate e il giudizio è già piuttosto diviso. Il nuovo film storico di Paul Greengrass con Andrew Garfield, dedicato alla rivolta dei contadini inglesi del 1381, sta raccogliendo elogi per le interpretazioni e per l’energia di alcune scene, ma anche critiche molto dure sulla regia, sul ritmo e sulla costruzione del racconto. In Italia arriverà nei cinema il 5 novembre 2026.
Il film racconta una delle rivolte popolari più famose dell’Inghilterra medievale. Garfield interpreta Ploughman, un uomo comune trascinato dentro una ribellione contro le tasse, gli abusi della Corona e il potere del giovane re Riccardo II. Nel cast ci sono anche Jamie Bell, Cosmo Jarvis, Thomasin McKenzie, Tom Hollander, Stephen Dillane, Katherine Waterston e Woody Norman.
Le prime reazioni della critica non vanno però tutte nella stessa direzione.
The Guardian è tra le testate più severe. La recensione parla di un film ambizioso ma confuso, con un racconto che fatica a creare un vero coinvolgimento emotivo. Viene criticato anche l’uso della telecamera a mano, uno dei marchi di fabbrica di Greengrass, considerato qui meno efficace rispetto ai suoi lavori migliori. Secondo il quotidiano britannico, il film avrebbe personaggi interessanti ma non riuscirebbe a trasformare la rivolta in una storia abbastanza potente da lasciare il segno.
Molto diverso il giudizio del San Francisco Chronicle.
In questo caso il film viene descritto come un’opera energica e divertente, capace di trasformare la rivolta medievale in un grande racconto popolare. La recensione apprezza soprattutto Andrew Garfield, Woody Norman e il ritmo delle scene d’azione. Secondo il giornale americano, il film funziona proprio perché prende una vicenda storica poco conosciuta dal grande pubblico e la racconta con un tono più accessibile, quasi da grande avventura politica.
Anche le prime reazioni del pubblico che ha potuto vederlo in anteprima sono contrastanti, ma sembrano leggermente più positive rispetto a quelle della critica.
Su Rotten Tomatoes, al momento, ci sono ancora pochissime recensioni professionali ufficialmente conteggiate, quindi non ha senso parlare di una percentuale definitiva. Tra i commenti degli spettatori già pubblicati, però, diversi utenti apprezzano il ritmo, i costumi e soprattutto Garfield. Altri lamentano dialoghi difficili da seguire, accenti pesanti e una fotografia troppo cupa.
Una delle critiche più frequenti riguarda proprio il modo in cui Greengrass filma l’azione.
Il regista di The Bourne Ultimatum e Captain Phillips ha costruito gran parte della propria carriera su una regia nervosa, molto vicina ai personaggi e spesso caratterizzata da immagini instabili. In The Uprising questo stile viene utilizzato anche nelle battaglie medievali, ma per alcuni critici il risultato è coinvolgente, mentre per altri rende le scene troppo caotiche.
Andrew Garfield, invece, sembra mettere d’accordo quasi tutti.
L’attore interpreta un uomo che inizialmente non cerca di diventare un leader, ma viene progressivamente trascinato dagli eventi. Garfield aveva già raccontato che le riprese furono fisicamente molto dure e le aveva definite una sorta di “miseria nel miglior senso possibile”, spiegando però che lavorare con Greengrass era stato estremamente stimolante.
Il film ha anche un legame curioso con la leggenda di Robin Hood.
La campagna promozionale americana insiste sul fatto che la rivolta raccontata nel film avrebbe contribuito a ispirare alcune caratteristiche della leggenda. Non significa però che Garfield interpreti direttamente Robin Hood. La storia resta concentrata sulla rivolta del 1381, anche se alcune recensioni hanno notato diversi riferimenti visivi e narrativi al celebre fuorilegge inglese.
Il tono politico, inoltre, è molto evidente.
Greengrass racconta una società divisa tra una classe dominante ricchissima e una popolazione schiacciata dalle tasse. Garfield ha spiegato che vede nel film dei collegamenti con il presente e, durante una recente proiezione, ha persino detto di sperare che la storia possa mettere a disagio i miliardari. Una dichiarazione che ha fatto discutere parecchio negli Stati Uniti.
Al momento, quindi, il quadro è abbastanza chiaro: The Uprising – Cuore Ribelle non sembra essere uno di quei film capaci di mettere subito d’accordo critica e pubblico.
C’è chi vede un grande dramma storico, fisico e spettacolare, e chi invece trova la narrazione confusa e troppo cupa. Garfield viene quasi sempre indicato come uno degli elementi migliori, insieme a Woody Norman e al cast di supporto.
Per il pubblico italiano l’attesa non sarà lunghissima.
The Uprising – Cuore Ribelle arriverà nelle nostre sale il 5 novembre 2026, con questo titolo scelto per il mercato italiano.
A quel punto capiremo se il pubblico italiano sarà più vicino ai critici che lo stanno bocciando oppure a chi lo considera già uno dei film storici più interessanti dell’anno.
Tu andrai a vedere The Uprising – Cuore Ribelle al cinema il 5 novembre oppure queste prime recensioni ti hanno fatto venire qualche dubbio? Scrivilo nei commenti.


