ATTENZIONE SPOILER: da questo punto parleremo apertamente del finale di Angeli e demoni, compresi l’identità del vero responsabile, il destino del camerlengo e l’elezione del nuovo Papa.
Dopo il pasticcio de Il Codice Da Vinci, stavolta Rai 2 ha lasciato arrivare Angeli e demoni fino al suo vero finale. E meno male, perché gli ultimi venti minuti del film cambiano completamente il significato di ciò che abbiamo visto fino a quel momento.
Per quasi tutta la storia siamo portati a credere che gli Illuminati siano tornati per vendicarsi della Chiesa, rapendo quattro cardinali, uccidendoli secondo il percorso dei quattro elementi e piazzando una bomba all’antimateria sotto il Vaticano. Poi Robert Langdon scopre che la verità è molto diversa.
Il nemico non arriva dall’esterno.
È già dentro il Vaticano.
Il camerlengo McKenna è il vero responsabile
La rivelazione più importante riguarda Patrick McKenna, il camerlengo interpretato da Ewan McGregor.
Per gran parte del film appare come uno dei personaggi più coraggiosi. È lui a collaborare con Langdon, ad affrontare l’emergenza e soprattutto a prendere l’antimateria pochi minuti prima dell’esplosione.
La porta su un elicottero, sale sopra Roma e si lancia con il paracadute poco prima della detonazione.
L’antimateria esplode in cielo e il Vaticano viene salvato.
A quel punto McKenna sembra letteralmente un eroe. I fedeli lo acclamano e alcuni cardinali iniziano persino a considerare la possibilità di eleggerlo Papa per acclamazione.
Solo che aveva organizzato lui l’intera crisi.
Richter non era il cattivo che sembrava
Uno dei trucchi più riusciti del finale riguarda il comandante Richter, capo della Guardia Svizzera.
Per buona parte del film si comporta in maniera sospetta. Ostacola Langdon, sequestra documenti e sembra sapere più di quanto voglia raccontare.
Poi arriva la scena in cui viene trovato con una pistola davanti al camerlengo, mentre McKenna porta sul petto il marchio degli Illuminati.
Le guardie vedono la situazione e sparano a Richter.
Sembra quindi confermato: era lui uno dei traditori.
In realtà stava cercando di fermare McKenna.
Prima di morire riesce a consegnare a Langdon una piccola chiave. Sarà proprio quella chiave a permettere di scoprire la verità.
La telecamera nascosta svela il complotto
Langdon e Vittoria recuperano i documenti del fisico Silvano e scoprono che Richter aveva fatto installare delle telecamere nascoste negli appartamenti papali.
Non lo aveva fatto per spiare il Papa per motivi politici. Le telecamere servivano per controllarne le condizioni di salute.
La chiave lasciata da Richter permette di accedere alle registrazioni.
Ed è lì che Langdon vede ciò che era successo.
McKenna aveva organizzato il complotto degli Illuminati, utilizzando la vecchia società segreta come copertura. Aveva fatto assassinare il Papa, commissionato il rapimento dei quattro cardinali e messo in moto l’intero percorso degli elementi.
Persino il marchio sul proprio petto faceva parte della messinscena.
Lo scopo era presentarsi prima come vittima e poi come salvatore della Chiesa.
Perché McKenna fa tutto questo?
La motivazione è legata al conflitto tra religione e scienza, uno dei temi principali del film.
Il Papa aveva deciso di appoggiare pubblicamente il lavoro degli scienziati del CERN sull’antimateria. Voleva presentare quella scoperta come qualcosa che non necessariamente contraddiceva la fede.
McKenna considera questa posizione pericolosa e blasfema.
Dal suo punto di vista la Chiesa sta cedendo troppo spazio alla scienza e rischia di perdere la propria identità.
Decide quindi di provocare una crisi enorme.
Crea artificialmente il ritorno degli Illuminati, costruisce un nemico perfetto e prepara una situazione nella quale lui stesso possa apparire come l’uomo capace di salvare il Vaticano.
La sua idea è semplice quanto folle: creare paura per ricompattare la Chiesa attorno alla fede.
C’è anche una fortissima ambizione personale. Dopo aver salvato Roma dall’antimateria, McKenna sa che i cardinali potrebbero eleggerlo Papa.
Non è quindi soltanto fanatismo religioso.
È anche sete di potere.
Gli Illuminati quindi non esistevano?
Nel film, almeno per quanto riguarda gli attentati che vediamo, gli Illuminati non sono i veri responsabili.
McKenna utilizza il loro nome, la loro simbologia e la loro storia per costruire un nemico credibile.
Il sicario che uccide i cardinali crede di lavorare per un’organizzazione legata agli Illuminati, ma è stato in realtà assunto nell’ambito del piano del camerlengo.
Prima di morire lascia anche un indizio importante a Langdon e Vittoria: dice di essere stato ingaggiato da “uomini di Dio”.
Una frase che acquista un significato completamente diverso dopo la rivelazione finale.
Perché il camerlengo si dà fuoco?
Una volta mostrata la registrazione ai cardinali, per McKenna non rimane più alcuna possibilità di continuare la messinscena.
La sua immagine di salvatore crolla in pochi secondi.
La cosa più interessante della scena è che McKenna non cerca realmente di fuggire.
Entra nella basilica, prende dell’olio da una lampada e si dà fuoco, morendo davanti all’altare.
Il gesto può essere interpretato in diversi modi.
C’è certamente la disperazione di un uomo che sa di essere stato smascherato. Ma c’è anche una componente religiosa molto forte: McKenna continua a vedere se stesso come qualcuno che ha agito per difendere la Chiesa.
La sua morte assume quindi la forma di una punizione che si infligge da solo.
Non chiede perdono e non cerca una via d’uscita.
Porta fino alle estreme conseguenze la convinzione di aver combattuto una battaglia religiosa.
Nel romanzo di Dan Brown questa parte è ancora più complessa e la storia personale del camerlengo è molto diversa, compreso un legame sorprendente con il Papa che nel film è stato eliminato.
Perché il Vaticano non dice al pubblico la verità?
Dopo la morte di McKenna arriva un dettaglio molto interessante.
Il Vaticano non rivela pubblicamente che il camerlengo era il responsabile degli attentati.
Alla folla viene raccontato che è morto a causa delle ferite riportate durante il lancio con il paracadute.
Per il mondo esterno rimane quindi l’uomo che ha preso la bomba, è salito sull’elicottero e ha salvato Roma.
La ragione è abbastanza chiara.
Rivelare che una delle figure più importanti del Vaticano aveva assassinato il Papa, organizzato una serie di omicidi e simulato un attacco degli Illuminati avrebbe provocato uno scandalo enorme.
I cardinali scelgono quindi di proteggere l’istituzione.
McKenna resta ufficialmente un eroe e tra la gente cominciano perfino a circolare richieste per la sua santificazione.
È una conclusione piuttosto amara: la verità viene scoperta, ma non viene raccontata al mondo.
Chi diventa Papa alla fine?
Dei quattro cardinali rapiti, soltanto il cardinale Baggia sopravvive.
Langdon riesce a salvarlo nella Fontana dei Quattro Fiumi in Piazza Navona.
Alla fine del film Baggia viene eletto Papa e sceglie il nome di Luca.
Non è una scelta casuale.
San Luca viene tradizionalmente indicato come medico oltre che evangelista. Il nuovo nome diventa così un simbolo del tentativo di conciliare scienza e religione, proprio il tema che aveva scatenato la follia di McKenna.
In pratica, il camerlengo ha ucciso e organizzato una strage per impedire alla Chiesa di avvicinarsi alla scienza, ma alla fine ottiene l’effetto opposto.
Il nuovo Papa rappresenta proprio quella possibile convivenza.
E Robert Langdon cosa ottiene?
Il Vaticano ringrazia Langdon in un modo che per lui vale probabilmente più di qualsiasi medaglia.
Il cardinale Strauss gli consegna il Diagramma di Galileo, il testo che Langdon aveva cercato di consultare negli archivi.
Naturalmente non diventa realmente suo.
Gli viene affidato con una richiesta molto precisa: dovrà fare in modo che torni al Vaticano nel suo testamento.
È un piccolo momento ironico dopo una storia nella quale Langdon ha rischiato più volte di morire per aiutare proprio un’istituzione con cui aveva avuto rapporti tutt’altro che semplici.
Il film si chiude poi con Papa Luca che appare davanti alla folla, mentre Langdon e Vittoria osservano la scena.
Stavolta, a differenza di quanto successo la sera precedente con Il Codice Da Vinci, Rai 2 ha permesso agli spettatori di arrivare fino alla conclusione. Angeli e demoni ha raccolto 926 mila spettatori con il 7,5% di share nella serata del 25 agosto, un risultato molto buono per la rete.
E soprattutto nessuno è rimasto senza sapere chi fossero i veri “demoni” del titolo.
Tu avevi capito prima della rivelazione che il camerlengo fosse il vero responsabile oppure il finale di Angeli e demoni ti ha sorpreso? Scrivilo nei commenti.


