Anne Hathaway e Dakota Johnson sono al centro del primo trailer di Verity, il nuovo thriller tratto dal romanzo di Colleen Hoover, in arrivo al cinema il 2 ottobre 2026. E già dalle prime immagini si capisce una cosa: non siamo dalle parti del romance lacrimoso e rassicurante, ma di un gioco psicologico pieno di attrazione, sospetto e dettagli disturbanti.
La storia ruota intorno a Lowen Ashleigh, interpretata da Dakota Johnson, una scrittrice in difficoltà che riceve un incarico enorme: completare la serie di libri di Verity Crawford, autrice bestseller interpretata da Anne Hathaway, rimasta impossibilitata a scrivere dopo un incidente. A proporle il lavoro è Jeremy Crawford, marito di Verity, interpretato da Josh Hartnett. Fin qui sembra quasi una storia editoriale con un bel po’ di tensione sotto al tavolo. Poi però Lowen entra nella casa dei Crawford, trova un manoscritto inquietante e tutto comincia a diventare molto meno chiaro.
Il trailer gioca proprio su questa ambiguità. C’è Lowen che si muove nella casa con aria sospesa, quasi come se fosse entrata in un posto in cui ogni stanza nasconde qualcosa. C’è Jeremy, affascinante e pericolosamente vicino. E poi c’è Verity, ferma, apparentemente fragile, ma mai davvero innocua. A un certo punto, secondo la descrizione diffusa da Variety, Lowen si avvicina a Jeremy, lo bacia, poi si stacca e al suo posto trova Verity. Una scena costruita per farti chiedere subito: cosa stiamo vedendo? Un sogno? Una paura? Una manipolazione? Una fantasia?
Ed è lì che Verity prova a giocarsi la sua carta più forte: non raccontare solo una relazione proibita, ma trasformarla in una trappola mentale.
Il romanzo di Colleen Hoover, uscito nel 2018, è uno dei titoli più discussi dell’autrice proprio perché si allontana dal territorio più sentimentale che molti lettori associano al suo nome. Verity è un thriller psicologico con una componente romantica molto scura, una storia dove desiderio e sospetto si sporcano a vicenda. Lowen non deve soltanto completare il lavoro di un’altra scrittrice. Deve anche capire se quello che scopre su Verity è reale, esagerato, inventato o forse qualcosa di ancora più pericoloso. La scheda italiana del libro parla di una scrittrice sull’orlo della bancarotta chiamata a completare i romanzi di un’autrice in coma, prima di imbattersi in materiale capace di rivelare verità inquietanti.
E qui il film ha un vantaggio enorme: Anne Hathaway. Perché Hathaway, quando vuole, sa essere luminosa e glaciale nello stesso momento. Può sorridere e metterti a disagio senza alzare la voce. In Verity il suo personaggio sembra costruito proprio su questa doppia sensazione: una donna immobilizzata dagli eventi, ma ancora presente in ogni angolo della casa. Anche quando non parla. Anche quando, teoricamente, non dovrebbe essere una minaccia.
Dakota Johnson, invece, porta in scena Lowen, cioè il nostro punto d’ingresso nella storia. È lei che entra in quella casa. È lei che legge, osserva, sbaglia forse a fidarsi e forse sbaglia anche a desiderare. Johnson ha spesso un modo di recitare molto trattenuto, quasi laterale, e in un thriller di questo tipo può funzionare bene: meno esplosione, più disagio che cresce piano. Non è un personaggio che deve gridare “sono in pericolo” ogni tre scene. Deve farti sentire che qualcosa non torna, anche quando la scena sembra calma.
Josh Hartnett completa il triangolo nei panni di Jeremy. E anche qui la scelta è interessante, perché Jeremy deve essere abbastanza affascinante da attirare Lowen, ma anche abbastanza ambiguo da non permetterti mai di rilassarti. Nei thriller domestici, il marito perfetto è quasi sempre un problema ambulante. Non perché sia per forza colpevole di qualcosa, ma perché il genere ti insegna a non fidarti mai troppo dell’uomo elegante che ti offre un lavoro nella villa piena di segreti. Vabbè, magari nella vita reale accetteremmo tutti, soprattutto con l’affitto da pagare. Però al cinema sappiamo già che finirà male.
Il film è diretto da Michael Showalter e distribuito da Amazon MGM Studios, che nel 2026 sta puntando molto anche sull’uscita in sala. Verity arriverà nei cinema americani il 2 ottobre 2026, una data perfetta per un thriller torbido, a ridosso della stagione più adatta alle storie scure e ai drammi psicologici.
C’è poi un altro elemento da non sottovalutare: il nome di Colleen Hoover. Dopo il successo delle sue storie adattate per il cinema, Hollywood ha capito che il suo pubblico non è soltanto fedele, ma molto attivo. Legge, commenta, litiga, difende, critica, analizza ogni scelta di casting. Con Verity, però, la partita è un po’ diversa. Non basta vendere una storia d’amore complicata. Bisogna reggere un tono più inquieto, più ambiguo, meno consolatorio.
E forse è proprio questo che rende il trailer interessante. Verity non sembra voler essere soltanto “il nuovo film tratto da un bestseller”. Sembra puntare a qualcosa di più sporco, sensuale e psicologico. Una storia in cui ogni personaggio può mentire, anche quando sembra dire la verità. Una di quelle trame dove a metà film inizi a sospettare perfino del divano, della tenda, del bicchiere lasciato sul tavolo. Sì, esagero. Ma hai capito.
Naturalmente, il trailer è solo un trailer. Può promettere tensione e poi consegnare un film più debole del previsto. Succede spesso. Però il materiale di partenza, il cast e l’atmosfera sembrano quelli giusti per attirare sia i fan di Hoover sia chi ama i thriller con case enormi, segreti familiari e protagoniste che forse stanno scoprendo troppo tardi di essere finite nel posto sbagliato.
Se il film saprà dosare bene erotismo, sospetto e paranoia, Verity potrebbe diventare uno dei titoli più chiacchierati dell’autunno cinematografico. Anche perché con Anne Hathaway e Dakota Johnson una contro l’altra, il rischio di annoiarsi sembra abbastanza basso. Almeno sulla carta.
E tu che ne pensi: Verity può diventare un thriller memorabile o temi l’ennesimo adattamento patinato da bestseller? Scrivilo nei commenti.


