Anthony Hopkins pubblicherà il 21 agosto 2026 Life Is a Dream, un album di musica classica formato da dodici composizioni scritte nell’arco di oltre sessant’anni. L’attore premio Oscar ha firmato con Decca Classics e ha affidato i suoi brani alla Philharmonia Orchestra, diretta da Gustavo Dudamel. Non si tratta quindi di un progetto improvvisato per curiosità: la musica accompagna Hopkins fin dall’infanzia e molte delle pagine presenti nel disco risalgono ai primi anni della sua carriera.
Il primo brano pubblicato è Bracken Road, secondo movimento della suite per pianoforte e orchestra intitolata 1947. Hopkins lo compose nel 1963, mentre lavorava come giovane attore al Liverpool Playhouse, partendo dai ricordi della propria infanzia a Margam, nel Galles meridionale. Strade, prati, montagne e terreni agricoli vicini alla casa di famiglia riaffiorano in una musica costruita più sulla memoria che sulla dimostrazione tecnica.
Life Is a Dream non nasce dal desiderio di cambiare carriera
Anthony Hopkins non sta abbandonando il cinema per reinventarsi musicista a 88 anni. La composizione è sempre stata presente nella sua vita, anche se il pubblico continua ad associarlo soprattutto a Hannibal Lecter, a Quel che resta del giorno e a The Father.
Ha iniziato a suonare il pianoforte a quattro anni e ha scritto musica fin da giovane. Life Is a Dream raccoglie lavori nati in periodi molto diversi, alcuni conservati e ripresi per decenni. Hopkins ha spiegato che la musica fu il suo primo desiderio e che continua ancora oggi a tornare su spartiti composti molto tempo fa.
Definire Life Is a Dream il suo primo incontro con la discografia sarebbe però inesatto. Hopkins aveva già pubblicato altre composizioni e nel 2012 era uscito Composer, un progetto dedicato alla sua attività musicale. Anche il valzer And the Waltz Goes On, scritto nel 1964 e successivamente eseguito da André Rieu, aveva fatto conoscere questo lato meno evidente della sua carriera. Il nuovo disco rappresenta piuttosto il progetto classico più ampio e prestigioso della sua vita, oltre al primo realizzato con Decca Classics.
Che genere di musica contiene il disco
Life Is a Dream appartiene alla musica classica contemporanea di carattere orchestrale, ma il linguaggio scelto da Hopkins sembra vicino anche alle colonne sonore. Le composizioni vengono descritte come melodiche, emotive e riccamente orchestrate, con immagini sonore legate ai ricordi, ai paesaggi e alle esperienze cinematografiche dell’autore.
Non bisogna quindi aspettarsi un disco astratto o particolarmente difficile da avvicinare. Bracken Road suggerisce una scrittura narrativa, capace di evocare luoghi e stati d’animo senza bisogno di parole. Il pianoforte dialoga con l’orchestra, mentre la melodia cresce con un tono malinconico che sembra guardare all’infanzia da una grande distanza.
Tra le dodici tracce compare anche My Fatherland, composizione ispirata alla tradizione musicale gallese e alle origini familiari di Hopkins. L’attore ha collegato il pezzo alla figura del padre, che lavorava come fornaio, e al desiderio di rendere omaggio alla semplicità del luogo in cui è cresciuto. Altre musiche richiamano il cinema che alimentò la sua immaginazione da ragazzo e le persone più vicine, comprese la moglie e la nipote.
Gustavo Dudamel dirige la Philharmonia Orchestra
La presenza di Gustavo Dudamel dà al progetto un peso notevole. Il direttore venezuelano, vincitore di numerosi Grammy e noto per il lavoro con la Los Angeles Philharmonic, guida la Philharmonia Orchestra nell’incisione delle composizioni. Dudamel non è un violista, come riportato erroneamente da alcune ricostruzioni: è uno dei direttori d’orchestra più conosciuti della sua generazione.
Hopkins ha raccontato di essere rimasto colpito dal modo in cui Dudamel ha trasformato gli spartiti in paesaggi sonori, dando a ogni passaggio un significato più profondo. Il direttore, da parte sua, ha riconosciuto nella musica dell’attore la stessa sensibilità e attenzione per i personaggi presenti nelle sue interpretazioni cinematografiche.
Alle registrazioni partecipano anche Sergio Tiempo al pianoforte e Gregorio Nieto al violoncello. La collaborazione con solisti e orchestra permette alle composizioni di assumere una forma più ampia rispetto ai video in cui Hopkins si mostra semplicemente al pianoforte sui social.
Dal debutto dal vivo al contratto con Decca Classics
Hopkins aveva già portato parte di questa musica davanti a un pubblico. Nel 2025 si era esibito in Arabia Saudita con la Royal Philharmonic Orchestra, presentando alcune composizioni poi confluite nel nuovo progetto. Quell’esperienza aveva mostrato quanto prendesse sul serio la propria attività musicale, lontana dall’idea di un semplice passatempo coltivato tra un film e l’altro.
Il contratto con Decca Classics rappresenta ora un riconoscimento ufficiale. Life Is a Dream uscirà il 21 agosto in CD e sulle piattaforme digitali, mentre la versione in doppio vinile è prevista per il 30 ottobre. Il disco contiene dodici brani e viene presentato come il ritratto musicale di una vita attraversata da cinema, famiglia, ricordi gallesi e composizione.
Un album che racconta Anthony Hopkins senza bisogno della recitazione
Il titolo Life Is a Dream sembra quasi una sintesi della sua carriera. Hopkins ha attraversato teatro, cinema, televisione, pittura e musica senza trattare queste attività come compartimenti separati. La recitazione gli ha dato fama mondiale, ma la composizione gli ha permesso di conservare pensieri e immagini che non trovavano spazio nei personaggi interpretati.
Bracken Road non racconta una trama precisa. Fa qualcosa di più intimo: ricostruisce l’atmosfera di un luogo perduto e lascia che sia l’ascoltatore a riempire gli spazi. Anche per questo l’album incuriosisce. Permette di avvicinarsi a Hopkins senza il filtro di Hannibal Lecter, di un copione o della telecamera.
A 88 anni avrebbe potuto limitarsi a celebrare la propria carriera cinematografica. Ha scelto invece di aprire un archivio personale costruito in sessant’anni e affidarlo a una delle orchestre più importanti del Regno Unito.
Ti incuriosisce ascoltare Anthony Hopkins come compositore oppure preferisci continuare ad associarlo soltanto ai suoi personaggi cinematografici? Scrivilo nei commenti e raccontaci cosa ti aspetti da Life Is a Dream.


