Nella puntata di Canzonissima andata in onda sabato 11 aprile, Arisa ha fatto una cosa che in televisione non sempre riesce bene: si è mostrata fragile senza sembrare costruita. Prima di cantare La notte, il brano con cui poi ha vinto la serata, si è lasciata andare a uno sfogo molto personale sull’amore e sulla solitudine. Le parole che hanno colpito di più sono state queste: ha detto di non essere mai riuscita a far innamorare davvero nessuno e di rimproverarsi di non essere stata abbastanza per convincere una persona a restarle accanto. Alcune ricostruzioni riportano anche un’altra frase molto forte, cioè che “Rosalba”, il suo nome vero, preferisce tenerla per sé perché alla gente non interesserebbe.
Il punto, secondo me, è che Arisa non ha parlato solo di una delusione sentimentale. Ha detto qualcosa di più ampio, e forse anche più scomodo. Ha fatto capire la distanza tra Arisa, il personaggio pubblico che tutti conoscono, e Rosalba Pippa, la persona privata. È un discorso che nel suo caso torna spesso, ma stavolta è arrivato in modo più diretto del solito. Non come una battuta, non come una frase lanciata lì per fare effetto, ma come una riflessione che aveva addosso un peso reale.
Quello che rende il momento ancora più forte è il contesto. La puntata aveva come tema “La rivincita di Sanremo”, cioè canzoni che al Festival non avevano vinto ma che nel tempo erano rimaste nella memoria del pubblico. E Arisa si è presentata proprio con La notte, il brano con cui nel 2012 arrivò seconda a Sanremo dietro Emma Marrone. Sabato quella canzone ha vinto la puntata di Canzonissima, riportandola in finale. C’è quasi qualcosa di ironico in tutto questo: una delle confessioni più amare della serata è arrivata poco prima di una vittoria molto netta sul piano artistico.
In studio, a quanto riportato da diversi siti che hanno seguito la puntata, il clima si è fatto subito più emotivo. Arisa ha parlato anche del fatto che forse oggi è più importante imparare a stare bene da sole, e che una donna sola può vivere bene comunque. È una frase che, detta così, può sembrare quasi da autodifesa. In realtà dentro c’è una forma di lucidità molto chiara. Non il classico “non mi importa niente”, che spesso non convince nessuno, ma una presa d’atto più asciutta: a volte l’amore non arriva come lo immagini, e a un certo punto devi smettere di misurare il tuo valore su quello.
Poi, certo, c’è anche la televisione. E la televisione fa sempre il suo lavoro, a volte bene, a volte meno bene. In alcune ricostruzioni si racconta che in studio si sia cercato anche di alleggerire il discorso, quasi di spostarlo verso il gioco o verso il solito tema del “troviamole qualcuno”. Ed è forse il passaggio meno interessante di tutta la faccenda, perché quando una persona si espone in quel modo, cercare subito la soluzione simpatica o il siparietto tende a rovinare un po’ il momento. Per fortuna poi ci ha pensato la musica a riportare il centro al posto giusto.
Alla fine, quello che resta non è solo lo sfogo, e nemmeno soltanto la vittoria con La notte. Resta l’immagine di un’artista che continua a esporsi molto più di tanti altri e che, proprio per questo, ogni tanto lascia intravedere qualcosa di più vero del solito standard televisivo. Arisa ha spesso questo effetto: può sembrare spiazzante, può sembrare troppo diretta, ma difficilmente dà l’idea di essere finta. E forse è anche per questo che, quando parla così, certe frasi arrivano più forte. Tu come l’hai vista: ti è sembrato uno sfogo sincero oppure pensi che in tv, quando si toccano certi temi, ci sia sempre una parte di messa in scena?


