Sabato 11 aprile Arisa ha vinto la quarta puntata di Canzonissima 2026 con La notte, e la cosa interessante non è solo il risultato finale. È soprattutto il modo in cui è arrivato. La serata aveva come tema “La rivincita di Sanremo”, quindi canzoni che al Festival non hanno vinto ma che col tempo sono rimaste ben più di tanti brani arrivati primi. E in questo senso la scelta di Arisa era quasi perfetta: La notte, seconda a Sanremo 2012, è uno di quei pezzi che negli anni non si sono mai davvero allontanati. Ogni tanto spariscono un po’, poi tornano, e capisci subito che erano rimasti lì.
Il punto, secondo me, è proprio questo. Arisa non ha vinto solo una puntata, ha vinto con una canzone che si portava dietro già un suo peso preciso. La notte non è una riscoperta forzata o una scelta da archivio. È un brano che il pubblico riconosce subito e che, se viene cantato bene, ha ancora una forza molto chiara. In questa quarta puntata di Canzonissima il pezzo le ha dato il pass per la finalissima del 25 aprile, dove ritroverà gli altri brani vincitori delle serate precedenti. E già questo racconta bene il tono del programma: più che una gara tradizionale, sembra una specie di confronto tra canzoni che hanno saputo resistere al tempo.
La serata, per come è stata costruita, puntava proprio su quel tipo di nostalgia che però non deve sembrare polverosa. Non “vi ricordate questa?”, ma “guardate quanto è rimasta viva questa canzone”. E in effetti la playlist della puntata andava in quella direzione. Oltre ad Arisa, sul palco sono passati Enrico Ruggeri con Il ragazzo della via Gluck, Fabrizio Moro con Sono solo parole, Leo Gassmann con Io che amo solo te, Michele Bravi con Il nostro concerto, Fausto Leali con Io amo, Malika Ayane con La prima cosa bella, Irene Grandi con Incoscienti giovani, Elettra Lamborghini con I bambini fanno ooh, Vittorio Grigolo con Quando quando quando, Elio e le Storie Tese con La canzone monotona e i Jalisse con Su di noi. Tutti gli altri sono stati considerati secondi a pari merito, quindi niente classifica dettagliata dietro la vincitrice.
Anche questo meccanismo dice qualcosa. Canzonissima 2026 non sembra voler creare una gara feroce dal primo all’ultimo posto. Preferisce valorizzare la serata, il brano che emerge di più e poi lasciare gli altri in una specie di area di rispetto comune. È una scelta che può piacere o no. Da una parte toglie un po’ di pepe competitivo. Dall’altra evita quelle classifiche stiracchiate che spesso, nei programmi musicali, servono solo a fare volume il giorno dopo. In questo caso il focus resta sul pezzo che ha lasciato il segno. E sabato il pezzo è stato chiaramente La notte.
Un dettaglio curioso riguarda anche la giuria. Secondo varie ricostruzioni, nella serata dell’11 aprile il panel fisso è stato affiancato anche da Alessandro Del Piero, ospite speciale che ha aggiunto un elemento un po’ insolito a una trasmissione del genere. Non è la presenza che ti aspetti in automatico in uno show musicale, ma Canzonissima sembra voler tenere insieme intrattenimento, memoria pop e volti trasversali. In fondo è anche questo il senso del programma di Milly Carlucci: non fare solo una gara di canzoni, ma costruire una serata televisiva abbastanza larga da parlare a pubblici diversi.
Nel caso di Arisa, poi, c’è un elemento in più. Lei era già entrata nella finalissima grazie alla vittoria della seconda puntata con La leva calcistica della classe ’68. Quindi questa nuova affermazione rafforza ancora di più la sua presenza dentro il programma. E diciamolo: non è neanche sorprendente più di tanto. Arisa, quando trova il brano giusto e la temperatura giusta, ha ancora una capacità rara di tenere insieme tecnica e immediatezza. Non sembra quasi mai una che sta lì a “dimostrare” qualcosa. Canta, e basta. Che in televisione, dove spesso si vede gente più impegnata a sottolineare l’emozione che a trasmetterla, non è una qualità così comune.
Tra le esibizioni più citate dopo la puntata ci sono state anche quelle di Fausto Leali, Fabrizio Moro, Malika Ayane, Vittorio Grigolo ed Enrico Ruggeri. Segno che la serata, pur avendo una vincitrice chiara, non si è ridotta a un monologo. Il format continua a funzionare proprio perché mette insieme repertori, voci e generazioni diverse senza dare l’idea di un’operazione troppo rigida. Certo, qualche volta si sente che il programma vorrebbe essere un po’ più evento di quanto in realtà riesca a diventare. Però il materiale musicale, quando è scelto bene, tiene in piedi molto. E il tema della serata era uno di quelli giusti.
Alla fine, la vittoria di Arisa con La notte sembra una di quelle decisioni che il pubblico capisce subito, anche senza stare lì a fare il processo alla classifica. È una canzone che ha senso dentro il tema, ha una storia chiara alle spalle e resta in testa facilmente. Forse è anche per questo che il verdetto non ha dato l’idea di una sorpresa strana, ma piuttosto di una conclusione naturale. E in un programma come Canzonissima, dove la memoria musicale pesa quasi più della gara, probabilmente è proprio quello che serve. Tu come la vedi: La notte era davvero la scelta più giusta della serata oppure avresti premiato un altro brano?


