Arnold Schwarzenegger ha raccontato come conobbe Dolph Lundgren, uno degli attori simbolo del cinema d’azione degli anni Ottanta, e il ricordo è finito dentro Dolph: Unbreakable, il documentario dedicato alla vita e alla carriera dell’interprete di Ivan Drago. Il film arriva sulle piattaforme digitali e in VOD il 6 ottobre 2026 e raccoglie anche testimonianze di Sylvester Stallone, Jean-Claude Van Damme e altre persone che hanno attraversato la storia professionale di Lundgren.
Il racconto di Schwarzenegger interessa perché Lundgren, negli anni Ottanta, venne spesso percepito come uno dei possibili eredi di quella generazione di star muscolari che aveva trasformato il cinema action in un fenomeno mondiale. Alto, atletico, europeo e con una presenza fisica difficile da ignorare, sembrava avere tutte le caratteristiche giuste per seguire una strada simile.
La sua storia, però, era già particolare prima ancora di Hollywood. Dolph Lundgren aveva studiato ingegneria chimica, aveva ottenuto una borsa di studio per il MIT e sembrava destinato a una carriera completamente diversa. Poi arrivò Grace Jones, che lo volle come guardia del corpo. Da lì il cinema iniziò a entrare sempre più seriamente nella sua vita.
Il primo piccolo ruolo arrivò in 007 – Bersaglio mobile, accanto proprio a Jones. Poco dopo Sylvester Stallone lo scelse per interpretare Ivan Drago in Rocky IV, personaggio che nel 1985 lo trasformò in un volto conosciuto in tutto il mondo. Da quel momento arrivarono film action a raffica e, nel 1987, anche I dominatori dell’universo, dove vestì i panni di He-Man.
Schwarzenegger racconta il suo ricordo di Lundgren in una clip tratta da Dolph: Unbreakable, presentata da Collider. I due si conoscono da decenni e in seguito hanno anche lavorato insieme nella saga de I mercenari. Il documentario usa proprio queste testimonianze per ricostruire un periodo in cui attori come Schwarzenegger, Stallone, Van Damme e Lundgren rappresentavano quasi un genere a parte dentro Hollywood.
La carriera di Lundgren, però, non è stata una salita continua. Dopo il grande successo degli anni Ottanta e Novanta, la sua presenza nelle produzioni hollywoodiane più importanti si è ridotta. Molti film sono usciti direttamente per il mercato home video e per anni il suo nome è rimasto legato soprattutto alla nostalgia per quel tipo di cinema.
Poi è arrivata una nuova fase. Le apparizioni ne I mercenari, il ritorno come Ivan Drago in Creed II e altri progetti hanno riportato Lundgren davanti a un pubblico più ampio. Nel frattempo l’attore ha affrontato anche una lunga battaglia contro il cancro, uno degli aspetti personali raccontati nel documentario insieme all’infanzia difficile, agli infortuni e ai rapporti familiari.
Dolph: Unbreakable dura circa 78 minuti ed è scritto e diretto da Andrew Holmes. Oltre a Schwarzenegger e Stallone, compaiono Jean-Claude Van Damme, Randy Couture, familiari e collaboratori di Lundgren. Il documentario prova quindi a raccontare una figura che per anni è stata identificata soprattutto con fisico, combattimenti e film d’azione, mostrando anche ciò che succedeva lontano dal set.
Per chi è cresciuto con Rocky IV, Universal Soldier o I dominatori dell’universo, il film promette inevitabilmente una buona dose di nostalgia. La presenza di Schwarzenegger e Stallone aggiunge anche uno sguardo diretto su un’epoca in cui pochi attori potevano trasformare il proprio nome in un marchio cinematografico riconoscibile ovunque.
Tu quale film di Dolph Lundgren ricordi con più affetto? E lo consideri ancora uno dei grandi volti del cinema action degli anni Ottanta? Scrivicelo nei commenti.


