L’Eurovision Song Contest 2026 è partito su Rai2 con 1.856.000 spettatori e il 10.1% di share, ma il debutto della prima semifinale non ha acceso la serata televisiva italiana come forse ci si aspettava. E il dato pesa ancora di più se pensiamo che in gara c’era anche Sal Da Vinci, chiamato a portare un pezzo d’Italia sul palco europeo. Alla fine, però, davanti alla tv sono rimasti in pochi rispetto al potenziale dell’evento, mentre la replica de Il Commissario Montalbano su Rai1 ha vinto per numero di spettatori con 2.762.000 persone e il 16.9%.
Sì, hai letto bene. Una replica di Montalbano ha raccolto più pubblico del grande carrozzone europeo della musica. E non è nemmeno una sorpresa totale, se conosciamo un minimo il pubblico italiano. Montalbano, anche quando torna in replica, ha ancora quella forza da coperta sul divano: lo conosci, sai cosa ti aspetta, ti ci siedi davanti e via. L’Eurovision, invece, richiede un altro tipo di attenzione. Più ritmo, più curiosità, più voglia di stare dentro a uno show internazionale dove non tutto parla subito alla pancia dello spettatore medio di Rai2.
Il problema, però, è proprio questo: Sal Da Vinci avrebbe meritato una spinta più forte dal pubblico italiano. Non parlo solo di tifo da stadio, perché l’Eurovision non è Sanremo con le bandierine sotto casa. Parlo di presenza, di interesse, di quella sensazione da “vediamo come se la cava uno dei nostri”. Invece la semifinale si è fermata al 10.1%, un risultato dignitoso per Rai2, certo, ma non abbastanza rumoroso da far pensare a una mobilitazione nazionale.
La serata era anche complicata, va detto. Su Canale 5 il Grande Fratello Vip ha conquistato 2.052.000 spettatori con il 18.2% di share, grazie anche alla durata lunghissima, dalle 22:01 all’1:18. È il solito meccanismo: magari non domina per spettatori assoluti, ma allunga, trattiene, rosicchia share e alla fine si prende un risultato pesante. La parte “Night”, poi, è arrivata al 26.4%, confermando che il pubblico notturno del reality resta fedele come un parente che non se ne va mai dal pranzo di Natale.
In mezzo a tutto questo, l’Eurovision si è trovato schiacciato tra abitudini fortissime e concorrenza molto riconoscibile. Rai1 aveva Montalbano, Canale 5 aveva il GF Vip, La7 aveva un ottimo DiMartedì con 1.386.000 spettatori e il 9.2%, mentre Rete4 con È Sempre Cartabianca è risalita al 5.4%. Insomma, non era una serata vuota. Ma proprio per questo il dato di Rai2 racconta qualcosa: l’evento c’era, Sal Da Vinci pure, però il grande pubblico non si è radunato in massa.
E qui arriva la parte un po’ amara. Perché l’Eurovision, negli ultimi anni, è diventato molto più popolare anche in Italia. Non è più quella cosa che “la guardano solo gli appassionati e quelli che commentano tutto su X con la bandiera nel nome”. Dopo i Maneskin, dopo il ritorno dell’Italia al centro del concorso, dopo una copertura Rai sempre più convinta, ci si poteva aspettare un debutto più caldo. Non necessariamente un boom, ma almeno un segnale più forte.
Il 10.1% non è un disastro. Anzi, per Rai2 è un risultato che si difende. Però la sensazione resta: per una semifinale con un nome italiano coinvolto, il pubblico poteva fare di più. Sal Da Vinci non è un artista qualunque nel nostro panorama. Ha una storia, un pubblico affezionato, un’identità musicale chiara. Però l’Eurovision gioca su regole diverse: non basta essere amati in Italia, bisogna entrare in una macchina televisiva dove scenografia, racconto, posizionamento e percezione internazionale contano tantissimo.
Forse una parte del pubblico ha aspettato la finale. Forse molti hanno seguito clip e aggiornamenti sui social, senza sedersi davvero davanti alla tv. Forse, banalmente, Montalbano in replica resta ancora più comodo di qualunque semifinale europea. E questa, detta così, fa un po’ ridere ma anche pensare: l’Italia televisiva cambia, sì, ma fino a un certo punto. Quando c’è da scegliere tra un evento musicale internazionale e il commissario più amato della fiction italiana, molti vanno ancora sul sicuro.
Il resto della serata conferma un quadro abbastanza chiaro. Rai1 ha vinto in valori assoluti, Canale 5 ha tirato fuori lo share con il reality, Rai2 ha portato a casa una semifinale rispettabile ma senza fuochi d’artificio. Italia1 con Le Iene presentano: Inside ha raccolto 780.000 spettatori e il 6.7%, Rai3 con Indovina Chi Viene a Cena si è fermata a 874.000 spettatori e il 4.8%, mentre Tv8 e Nove sono rimaste più indietro con i rispettivi programmi.
Anche l’access prime time dice molto sul tipo di pubblico che poi si sposta in prima serata. Affari Tuoi su Rai1 ha raggiunto 4.560.000 spettatori con il 22.3%, mentre La Ruota della Fortuna su Canale 5 ha raccolto 4.517.000 spettatori con il 22.1%. Due numeri praticamente appaiati, due locomotive fortissime prima della serata vera. Poi però Rai1 ha potuto consegnare il pubblico a Montalbano, mentre Rai2 ha dovuto costruire da sé l’attenzione sull’Eurovision. E non è la stessa cosa.
La domanda ora è semplice: l’Eurovision crescerà con le prossime serate oppure questo debutto tiepido è già un segnale? Molto dipenderà dal percorso di Sal Da Vinci, dalla curiosità che riuscirà a generare e da quanto la Rai saprà trasformare la partecipazione italiana in una piccola storia da seguire, non solo in una gara musicale da appassionati.
Per ora resta un dato: il debutto c’è stato, ma il grande abbraccio televisivo no. E per Sal Da Vinci, in una competizione dove ogni sguardo conta, è un peccato.
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