La Nazionale italiana ha battuto il Lussemburgo 1-0 in amichevole, ma la vera notizia forse è un’altra: su Rai1 la partita si è fermata sotto i 4 milioni di spettatori. Per la precisione, 3.995.000 spettatori con il 21,7% di share. Un dato che, preso da solo, può sembrare anche dignitoso. Poi però pensi che stiamo parlando dell’Italia, della prima serata di Rai1, della maglia azzurra, e un po’ ti viene quella sensazione brutta da “ma come ci siamo ridotti?”.
La partita contro il Lussemburgo doveva essere una tappa di ripartenza. Una di quelle serate in cui provi a ricostruire entusiasmo, a dare spazio a volti nuovi, a far capire al pubblico che la Nazionale esiste ancora e può tornare a essere qualcosa di più di un ricordo glorioso da tirare fuori durante gli Europei vinti o i Mondiali che ormai guardiamo da spettatori. Invece è arrivato un successo minimo, deciso da Pio Esposito, e una risposta televisiva tiepida.
Sì, l’Italia ha vinto. Ma battere il Lussemburgo 1-0 non è esattamente una serata da caroselli, bandiere e clacson sotto casa.
La prima serata dice una cosa semplice: la Nazionale attira meno di prima
Il dato della partita è il più alto della serata, questo va detto. Rai1 ha vinto con Lussemburgo-Italia, trasmessa dalle 20:45 alle 22:36, ma il risultato non ha quel peso che una volta associavamo alla Nazionale. Meno di 4 milioni per una gara dell’Italia in chiaro fanno impressione, soprattutto se pensiamo a quanto il calcio abbia dominato per anni l’immaginario televisivo italiano.
Canale 5, senza strafare, ha retto bene con Ticket to Paradise, che ha conquistato 2.053.000 spettatori e il 14,7%. Una commedia romantica con George Clooney e Julia Roberts, quindi non proprio un evento costruito per travolgere la serata. Eppure ha tenuto botta. Questo già racconta parecchio: una parte del pubblico ha preferito un film leggero a una Nazionale che, evidentemente, oggi non accende più la stessa voglia di sedersi davanti alla tv.
Su Rai3 Chi l’ha visto? ha fatto il suo, con 1.477.000 spettatori e il 10,2%. Federica Sciarelli resta una certezza, una di quelle presenze televisive che magari non urlano, non fanno casino, ma portano a casa un pubblico fedele. Su La7, Una Giornata Particolare con Aldo Cazzullo ha raggiunto 1.251.000 spettatori e il 7,7%, un altro risultato solido per una proposta culturale in prima serata.
Insomma, non c’era un colosso imbattibile contro la Nazionale. Non c’era una finale, non c’era Sanremo, non c’era il programma evento capace di svuotare Rai1. C’era una normale serata televisiva. E l’Italia ha vinto, ma senza dominare davvero la scena.
Il problema non è solo il risultato, è la percezione
Il calcio italiano vive una fase strana. Da una parte continuiamo ad avere club importanti, giocatori interessanti, giovani da seguire, allenatori preparati. Dall’altra la Nazionale sembra spesso lontana dal cuore del pubblico. Non è solo questione di vittorie o sconfitte. È questione di legame.
Per anni la maglia azzurra era un rito. Anche chi non seguiva il campionato guardava l’Italia. Anche chi non sapeva il nome del terzino destro si metteva davanti alla tv. Adesso sembra tutto più fragile. La gente guarda se c’è una grande partita, se c’è un torneo importante, se c’è una posta vera. L’amichevole contro il Lussemburgo diventa quasi un test di affetto. E il test, diciamolo, non è andato benissimo.
Poi c’è il campo. Vincere 1-0 contro il Lussemburgo, anche con una squadra giovane e in fase di ripartenza, non aiuta a ricostruire entusiasmo. Certo, non tutte le partite si vincono 5-0. Certo, il calcio moderno non regala più goleade automatiche. Però una Nazionale come l’Italia deve dare un segnale più forte, almeno nella sensazione.
La vittoria c’è. La scintilla molto meno.
La Rai vince, ma la serata lascia un retrogusto amaro
Dal punto di vista televisivo, Rai1 può dire di aver vinto la prima serata. Ed è vero. Però il dato resta più basso di quello che ci si aspetterebbe da una partita della Nazionale. Anche perché l’access prime time racconta un altro dettaglio curioso: La Ruota della Fortuna su Canale 5 ha raccolto 5.161.000 spettatori con il 26,8%, molto più della partita. È un confronto tra fasce diverse, quindi va preso con cautela, ma fa comunque effetto.
La gente si è radunata volentieri davanti a Gerry Scotti. Poi, davanti alla Nazionale, una parte del pubblico si è dispersa. Fa un po’ male scriverlo, ma racconta bene il momento.
Il calcio italiano non è morto, per carità. Però la Nazionale sembra aver perso quella forza automatica che un tempo bastava da sola. Non basta più mandare in onda l’Italia per creare evento. Serve una squadra capace di emozionare, una narrazione meno depressa, un progetto riconoscibile e magari qualche partita che faccia venire voglia di parlarne il giorno dopo per qualcosa di diverso dalla nostalgia.
Lussemburgo-Italia ha portato a casa il risultato. La televisione, però, ci ha ricordato che il pubblico non aspetta più la Nazionale con la stessa fame di una volta.
Secondo voi questi ascolti sono solo il segnale di un’amichevole poco interessante o raccontano una crisi più profonda del rapporto tra gli italiani e la Nazionale? Scrivetelo nei commenti.


