Nel 1991 gli Anthrax pubblicarono Attack of the Killer B’s, un album costruito con lati B, cover, registrazioni dal vivo e materiale fuori dagli schemi. A renderlo storico, però, fu soprattutto Bring the Noise, l’incontro esplosivo con i Public Enemy che dimostrò quanto rap e thrash metal potessero convivere senza sembrare due generi incollati a forza.
Sono passati 35 anni e quella collaborazione conserva ancora una potenza particolare. Prima erano già esistiti incroci importanti, a partire dalla versione di Walk This Way realizzata nel 1986 dai Run-DMC con Steven Tyler e Joe Perry degli Aerosmith. Gli Anthrax e i Public Enemy, però, andarono oltre la semplice apparizione speciale. Presero un brano hip hop già abrasivo e lo trasformarono in un assalto metal senza soffocare la voce di Chuck D.
Il risultato non suonava come un esperimento organizzato da qualche dirigente discografico per mettere insieme pubblici diversi. Sembrava piuttosto l’incontro naturale tra due gruppi che utilizzavano strumenti differenti per produrre la stessa sensazione: rumore, rabbia, velocità e ribellione.
Tutto cominciò da un verso dedicato agli Anthrax
La versione originale di Bring the Noise era stata pubblicata dai Public Enemy nel 1987 e inserita l’anno seguente in It Takes a Nation of Millions to Hold Us Back. Nel testo Chuck D difendeva il rap da chi lo considerava musica di serie B o semplice confusione, citando artisti molto diversi tra loro. Tra i nomi comparivano anche gli Anthrax.
Scott Ian, chitarrista della band, era già un grande appassionato dei Public Enemy. Negli anni Ottanta indossava le loro magliette anche davanti a un pubblico metal che spesso non conosceva il gruppo o non vedeva di buon occhio il rap. Per Ian, la voce di Chuck D aveva la stessa forza e riconoscibilità del suono di un grande chitarrista.
Gli Anthrax iniziarono a eseguire Bring the Noise dal vivo prima ancora di incidere la collaborazione ufficiale. Ian contattò poi Chuck D con l’idea di costruire una nuova base metal intorno al brano. Il rapper inizialmente non prese la proposta troppo sul serio, ma cambiò opinione dopo aver ascoltato il risultato.
La canzone pubblicata nel giugno del 1991 mantenne le parti vocali dei Public Enemy e aggiunse chitarre thrash, batteria martellante e un ritmo capace di passare dall’hip hop al metal senza perdere fluidità. Charlie Benante non si limitò ad accelerare un beat rap: adattò il proprio modo di suonare alle strofe, lasciando spazio alla voce prima di scatenare la band nei momenti più pesanti.
Bring the Noise non chiedeva il permesso a nessuno
La forza del brano stava anche nel modo in cui rifiutava qualsiasi compromesso. I Public Enemy non addolcirono il testo per conquistare il pubblico rock. Gli Anthrax non rallentarono né ripulirono le chitarre per renderle più accessibili agli ascoltatori hip hop.
Entrambi rimasero riconoscibili.
Il video mostrava Chuck D e Flavor Flav accanto agli Anthrax in un ambiente industriale, tra amplificatori, strumenti e persone ammassate. Non serviva una trama particolarmente elaborata. Bastava osservare i due gruppi nello stesso spazio per capire che la collaborazione funzionava anche sul piano umano.
Il singolo raggiunse il quattordicesimo posto nella classifica britannica, un risultato notevole per un brano tanto aggressivo e lontano dalle regole del pop radiofonico. Comparve sia in Attack of the Killer B’s degli Anthrax sia in Apocalypse 91… The Enemy Strikes Black dei Public Enemy, diventando parte delle discografie di entrambi.
Il titolo dell’album degli Anthrax poteva far pensare a una raccolta secondaria. In realtà conteneva materiale capace di mostrare il lato più libero e imprevedibile della band. Accanto a Bring the Noise c’erano una nuova versione di I’m the Man, cover, brani dal vivo e registrazioni che difficilmente avrebbero trovato posto in un album tradizionale.
Il tour insieme trasformò l’esperimento in qualcosa di più grande
La collaborazione non finì in studio. Anthrax e Public Enemy decisero di partire insieme per un tour negli Stati Uniti, accompagnati in alcune date da Primus e Young Black Teenagers. Ogni serata si concludeva con i due gruppi riuniti sul palco per suonare Bring the Noise.
L’idea nacque rapidamente, durante un incontro tra Chuck D e gli Anthrax. Le due formazioni capirono che il pubblico aveva bisogno di vedere dal vivo ciò che il brano aveva già dimostrato: rap e metal potevano condividere lo stesso spazio senza che uno dei due dovesse fare da semplice decorazione all’altro.
Le prime date non furono semplici per i Public Enemy. Chuck D ha raccontato che l’impatto degli Anthrax sul palco li spinse ad aumentare l’intensità delle proprie esibizioni. Con il passare del tour, i due spettacoli diventarono sempre più equilibrati, fino alla chiusura congiunta che trasformava Bring the Noise in una specie di detonazione collettiva.
Non tutti i fan accettarono subito l’unione. Una parte del pubblico metal guardava il rap con diffidenza, mentre alcuni ascoltatori dei Public Enemy temevano che la collaborazione potesse sembrare una concessione commerciale. La risposta arrivò sul palco: le differenze erano evidenti, ma l’energia era la stessa.
Senza quel brano, gli anni Novanta sarebbero stati diversi
Bring the Noise non inventò da sola il rap rock. Run-DMC, Aerosmith, Beastie Boys e altri artisti avevano già aperto diverse porte. Gli Anthrax e i Public Enemy dimostrarono però che la fusione poteva diventare più aggressiva, politica e musicalmente compatta.
Negli anni successivi arrivarono i Rage Against the Machine, la colonna sonora di Judgment Night e poi l’ondata nu metal con Korn, Limp Bizkit e Linkin Park. Non tutti seguirono direttamente la strada degli Anthrax, ma dopo il 1991 mettere rap e chitarre pesanti nella stessa canzone non sembrava più una trovata assurda.
A distanza di 35 anni, Attack of the Killer B’s resta quindi molto più di una raccolta per completisti. Contiene il momento in cui due mondi musicali smisero di osservarsi da lontano e decisero di alzare insieme il volume.
Bring the Noise funziona ancora perché non tratta il rap come un accessorio del metal e non utilizza le chitarre come semplice sfondo per Chuck D. I due linguaggi si scontrano, si provocano e finiscono per rafforzarsi.
Secondo te Bring the Noise resta la migliore collaborazione tra rap e metal? Scrivilo nei commenti e raccontaci quale brano ha unito meglio questi due generi.


