C’è qualcosa di profondamente ironico nel raccontare il successo di tre comici attraverso una frase di condanna scolastica. Eppure è proprio questo che fa Brunori Sas con il suo nuovo singolo, uscito il 3 dicembre come colonna sonora del docu-film che celebra oltre trent’anni di carriera del trio più amato della comicità italiana.
Il brano nasce da una collaborazione inaspettata: Aldo Baglio ha scritto una poesia che Dario Brunori ha trasformato in canzone, tanto da definire con orgoglio il sodalizio “Baglio-Brunori“, paragonandolo senza mezzi termini ai grandi duetti della canzone d’autore italiana come Mogol-Battisti o Panella-Battisti. Una dichiarazione ambiziosa, certo, ma che rivela quanto il cantautore cosentino tenga a questo progetto, nonostante le sue dichiarazioni social ironiche sul non aver avuto voglia di lavorarci.
Il suono tra malinconia e leggerezza
Dal punto di vista della produzione, firmata da Riccardo Sinigallia, il brano si muove su coordinate acustiche familiari all’universo di Brunori. La chitarra acustica guida l’arrangiamento con un pattern fingerpicking delicato, creando un tappeto sonoro che lascia spazio alla narrazione cantata. L’orchestrazione minimale si arricchisce progressivamente con archi discreti e percussioni appena accennate, costruendo una dinamica che non esplode mai ma si espande con naturalezza organica.
La scelta timbrica privilegia le frequenze medio-alte, con una voce posizionata in primo piano ma mai aggressiva nel mix. Si percepisce una spazialità controllata, con riverberi brevi che mantengono l’intimità senza cadere nel claustrofobico. Il brano evita i picchi dinamici evidenti, preferendo una compressione moderata che mantiene la leggibilità del testo e l’immediatezza emotiva.
Dal punto di vista armonico, la struttura si mantiene su progressioni semplici ma efficaci, con modulazioni che non cercano la sorpresa ma accompagnano il flusso narrativo. La produzione mostra una maturità artigianale: niente fronzoli, niente effetti a effetto, solo una registrazione pulita al servizio della canzone. Forse si potrebbe desiderare una maggiore sperimentazione sonora o qualche scelta timbrica più audace, ma sarebbe fuori luogo rispetto all’intento del pezzo.
Un viaggio esistenziale mascherato da canzone pop
Il testo si apre con immagini oniriche: i tarocchi, lo sguardo diretto alla vita senza comprenderla, i ricordi archiviati nei neuroni. Brunori costruisce una metafora potente attorno a quella frase sulla pagella di Aldo Baglio – “Attitudini: nessuna” – trasformandola da sentenza scolastica a manifesto esistenziale.
La seconda strofa introduce riferimenti alla celebre favola de “Il re è nudo”, parlando di abbracciare la vita senza capirla fino in fondo. È un paradosso consapevole: ci si butta nelle esperienze non perché si sappia cosa fare, ma proprio perché non si hanno competenze predefinite. La libertà nasce dall’assenza di un percorso tracciato.
Il ritornello è il cuore pulsante del messaggio (scusate, diciamo pure: è il punto centrale): elenca le ragioni per cui vale la pena esserci, per cui vale la pena resistere e tornare ancora. “Per una storia d’amore“, “per una buccia di banana” (riferimento evidente alla comicità fisica), “per un malincuore“, “per poter ridere insieme“. Che sia amore o mestiere, l’importante è restare qui un’altra volta.
L’assenza come risorsa creativa
La strofa successiva ribalta completamente la prospettiva: “Attitudini: nessuna a capire come gira il mondo“. Il trio ha costruito la propria carriera girando in tondo mentre il mondo girava alla rovescia, senza riferimenti convenzionali: “Senza una donna, senza una macchina, senza neanche Dio“. Solo con “una canzone in bocca” – o meglio, con la voglia di raccontare storie, di fare ridere, di stare insieme.
Il secondo ritornello aggiunge una sfumatura: “per un batticuore” al posto di “malincuore”, un cambio sottile che sposta l’accento dall’emozione negativa a quella positiva, dall’angoscia all’eccitazione.
Il valore dell’amicizia oltre il tempo
L’outro è forse la parte più commovente: “Riuscire a volersi bene dopo tutti questi anni“. Qui Brunori va oltre la celebrazione professionale del trio e tocca il nucleo profondo della loro storia: la capacità di mantenere un legame autentico attraverso decenni di lavoro insieme, successi, pressioni, cambiamenti. “Belli o brutti, che ci importa?” – l’aspetto estetico, il giudizio esterno, tutto passa in secondo piano rispetto al fatto di essere ancora lì, “come la prima volta o forse l’ultima“.
La chiusura domestica (“Sta uscendo il caffè”) riporta tutto a una dimensione quotidiana, quasi banale, ma proprio in quella banalità c’è la verità più profonda: il successo non cancella la vita di tutti i giorni, anzi, trova il suo senso proprio lì.
Brunori Sas riesce a trasformare una nota negativa su una pagella in un inno alla perseveranza, all’amicizia, alla bellezza di costruire qualcosa insieme nonostante (o grazie a) l’assenza di un talento predefinito. Il brano non è un pezzo celebrativo retorico, ma una riflessione sincera su cosa significhi davvero riuscire nella vita: non avere tutte le risposte, ma avere il coraggio di provarci ancora.
E tu, hai mai sentito di non avere le attitudini giuste per qualcosa che poi invece è diventato importante nella tua vita? Racconta la tua esperienza nei commenti.
Il testo di Attitudini: Nessuna
[Strofa 1]
Ho girato i tarocchi, mi hanno letto la vita
L’ho guardata negli occhi, ma non l’ho capita
E soffia tra i neuroni che archiviano i ricordi
“Attitudini: nessuna”, mhm-mhm-mhm, è la risposta dei sogni
(Tu-ru-tu-tu, tu-ru-tu-tu)
[Strofa 2]
Più di una favola di un re in mutande
Più di un cuore senza domande
Dire: “Abbraccio la vita”
La guardi in faccia, ma non l’hai capita
E soffia sulle palpebre
[Ritornello 1]
Per una storia d’amore
Per una buccia di banana, per un malincuore
Per poter ridere insieme
Per amore o per mestiere, cosa importa?
Restare qui un’altra volta
Ancora una volta
Ancora
[Strofa 2]
Attitudini: nessuna a capire come gira il mondo
Perché il mondo gira alla rovescia, mentre noi giravamo in tondo
Senza una donna, senza una macchina, senza neanche Dio
Ma con in bocca una canzone
Na-na-na-na, na-na-na, na-na-na, oh-oh
[Ritornello 2]
Per una storia d’amore
Per una buccia di banana o per un batticuore
Per poter ridere insieme
Per amore o per mestiere, cosa importa?
Se siamo qui un’altra volta
[Outro]
Riuscire a volersi bene dopo tutti questi anni
Belli o brutti, che ci importa?
Noi siamo qui un’altra volta
Ancora una volta
Come la prima volta
O forse l’ultima
Babbo, Babbo
Eh, tesoro
Sta uscendo il caffè
Okay, amore, arriv…

