James Cameron vuole ancora portare avanti Avatar 4 e Avatar 5, ma stavolta il vero mostro da battere non sembra un predatore di Pandora. Sembra il budget. Il regista ha spiegato che i prossimi capitoli sono ancora in sviluppo, però dovranno essere realizzati in metà del tempo e con due terzi del costo rispetto ai film precedenti. Tradotto: non “a un terzo del costo”, ma con un taglio di circa un terzo sulla spesa. Che, per una saga come Avatar, significa comunque parlare di cifre gigantesche.
E qui viene da sorridere, ma solo un po’. Perché se c’è un regista che per anni ha vissuto come se il concetto di “risparmio” fosse una leggenda metropolitana raccontata dagli studios per spaventare i produttori, quello è proprio James Cameron. Lui è l’uomo di Titanic, Avatar, Avatar: La via dell’acqua, Avatar: Fuoco e Cenere. Uno che non pensa in piccolo nemmeno quando probabilmente ordina un caffè. Però adesso anche Pandora deve fare i conti con una parola molto meno poetica di “Eywa”: spending review.
La frase di Cameron è interessante proprio perché suona come una presa d’atto. Non dice semplicemente “faremo altri due film e sarà tutto meraviglioso”. Dice, in sostanza: li stiamo ancora studiando, ma dobbiamo capire come renderli più veloci e meno costosi. E questo cambia il tono della conversazione. Avatar 4 e 5 non sembrano più l’autostrada già tracciata verso il 2029 e il 2031. Sembrano piuttosto due progetti ancora possibili, ma da ricalcolare con molta attenzione.
Il motivo è abbastanza chiaro: Avatar: Fuoco e Cenere è stato comunque un successo enorme, ma non ha ripetuto i numeri mostruosi dei primi due capitoli. Il primo Avatar resta il film con il maggior incasso mondiale in dollari non corretti per l’inflazione, intorno ai 2,9 miliardi. Avatar: La via dell’acqua ha superato i 2,3 miliardi. Fuoco e Cenere ha superato il miliardo ed è arrivato attorno a 1,4 miliardi nelle stime riportate nei mesi successivi. Per qualunque altro franchise, numeri del genere farebbero aprire champagne anche ai contabili più tristi. Per Avatar, invece, diventano quasi un campanello d’allarme.
Assurdo? Sì e no. Perché Avatar non è un film normale. Ogni capitolo richiede anni di lavoro, tecnologie complesse, performance capture, effetti visivi pesantissimi, mondi digitali costruiti con una cura maniacale. Non è il tipo di saga che puoi girare in quattro mesi con due green screen e una preghiera. Se il costo di produzione e promozione sale troppo, anche un incasso da 1,4 miliardi può sembrare meno rassicurante di quanto sembri al pubblico. Secondo alcuni report, Disney avrebbe speso cifre enormi tra produzione e marketing di Fuoco e Cenere, rendendo il margine più delicato del previsto.
E allora sì, la sensazione è proprio quella: Cameron sembra essere stato spinto a ragionare da produttore prima ancora che da demiurgo di Pandora. Come se qualcuno gli avesse detto: “James, bellissimo tutto, i tulkun, i Na’vi, l’acqua, il fuoco, la cenere, ma adesso troviamo un modo per non costruire un piccolo pianeta ogni volta”. Non sarà andata così, ovviamente, ma l’impressione è quella.
Il punto è che Cameron non parla solo di tagli. Parla anche di reinvenzione tecnologica. E questa è la parte più sua. Perché lui non è uno che dice “spendiamo meno e basta”. Più probabilmente ragiona così: se dobbiamo spendere meno, allora dobbiamo inventare un sistema migliore. Meno tempo, meno costi, ma senza far sembrare Pandora una versione economica di sé stessa. Per un regista come lui, la sfida non è soltanto finanziaria. È quasi ingegneristica.
Il problema, però, è che il pubblico non aspetta Avatar come aspetta un film qualunque. Si aspetta stupore. Si aspetta immersione. Si aspetta un salto tecnico. Se Cameron abbassa troppo l’ambizione visiva, il franchise perde una parte della sua identità. Se non abbassa i costi, rischia di diventare troppo pesante anche per Disney. È un equilibrio complicato: devi fare un blockbuster gigantesco, ma non troppo gigantesco. Devi sembrare rivoluzionario, ma costare meno. Praticamente la richiesta più hollywoodiana possibile: fai la magia, però con lo sconto.
C’è poi la questione dei tempi. Cameron ha detto che potrebbe servire anche un anno solo per capire come realizzare i prossimi film in questa nuova forma più sostenibile. Questo significa che Avatar 4, almeno sulla carta fissato per il 2029, non è proprio dietro l’angolo. E anche se la data resta presente nei calendari, il fatto che lo stesso Cameron parli di una fase ancora da definire rende tutto più prudente.
Il paradosso è che Avatar continua a essere uno dei pochi marchi cinematografici capaci di portare masse enormi al cinema. Non è una saga da consumo distratto in streaming. Funziona sul grande schermo, con il 3D, con l’idea dell’esperienza. Però il mondo è cambiato. Anche i kolossal devono giustificare meglio i costi. Anche Disney, dopo anni di investimenti pesanti e risultati altalenanti, guarda con più attenzione ai margini. E Avatar, per quanto enorme, non vive fuori dall’economia reale.
La domanda, quindi, non è solo “Avatar 4 si farà?”. La domanda più interessante è: che tipo di Avatar può esistere in una Hollywood che vuole spendere meno? Un Avatar più snello può restare Avatar? Oppure la sua natura è proprio quella di essere fuori scala, smisurata, quasi arrogante nella sua ambizione?
Cameron, va detto, ha già dimostrato più volte di saper fare cose che sembravano impossibili. Prima di Titanic dicevano che era un disastro annunciato. Prima di Avatar dicevano che nessuno voleva vedere alieni blu per tre ore. Prima di La via dell’acqua molti erano convinti che il pubblico si fosse dimenticato Pandora. Poi, puntualmente, lui è tornato e ha incassato cifre che altri registi vedono solo nei sogni dopo una cena pesante.
Stavolta però la sfida è diversa. Non deve solo convincere il pubblico. Deve convincere anche i conti. E forse questa è la battaglia meno spettacolare, ma più difficile, della sua carriera recente.
Pandora può tornare. Ma prima deve imparare a costare un po’ meno.
Tu cosa ne pensi: Avatar 4 e 5 devono andare avanti anche con budget ridotti o la saga rischia di perdere la sua grandezza se Cameron sarà costretto a risparmiare? Scrivilo nei commenti e dimmi la tua.
