C’è una scena nel primo episodio di Avvocato Ligas in cui il protagonista, di fronte a un’aula di tribunale gremita, dice una cosa che ti rimane in testa per il resto della serie: «Pensi di trovare la giustizia qui dentro? Qui c’è soltanto la legge. Sono due cose ben diverse.» È una battuta che potrebbe appartenere a un personaggio americano di un legal drama HBO. E invece no: è Milano, è italiano, è Luca Argentero – e dal 6 marzo 2026 è disponibile su Sky Atlantic e NOW.
Benvenuti nell’Italia di Lorenzo Ligas. Un posto dove le regole esistono per essere aggirate, il gin tonic scorre a profusione e l’unico modo per vincere una causa impossibile è essere disposti a fare quello che nessun altro ha il coraggio di fare.
Il dottor Fanti è morto, lunga vita all’avvocato Ligas
Per capire quanto sia grande il salto che Argentero ha deciso di fare, bisogna ricordare chi era fino a ieri. Negli ultimi anni lo abbiamo conosciuto come Andrea Fanti, il medico di Doc – Nelle tue mani: empatico, solido, moralmente irreprensibile, il tipo di personaggio con cui ti sentiresti al sicuro in corsia. Un ruolo che gli ha costruito addosso un’immagine precisa e affettuosa nel pubblico italiano.
Lorenzo Ligas è esattamente il contrario. La patente ritirata per guida in stato di ebbrezza. Un rapporto complicato con l’alcol – il gin tonic è praticamente un personaggio secondario della serie. Una vita sentimentale che è un disastro programmato: separato dalla moglie, con una figlia che cerca di capire chi è davvero suo padre, e una tendenza irresistibile a complicarsi l’esistenza nei modi più prevedibili e allo stesso tempo più stupefacenti. Argentero stesso, in un’intervista, ha descritto il suo nuovo personaggio con una frase che vale più di qualsiasi sinossi: «Ligas fa cose che non ho il coraggio di fare.»
Non è un antieroe nel senso classico del termine. Non è cattivo, non è corrotto, non è mosso da secondi fini. È semplicemente un uomo allergico alle regole che però, paradossalmente, dedica la sua vita a difendere chi quelle regole le ha infrante o ne è rimasto vittima. La contraddizione è il cuore di tutto.
Come perde il lavoro – e come ricomincia
La prima stagione parte da uno scandalo. Lorenzo Ligas viene licenziato dal prestigioso studio legale in cui ha lavorato per tutta la carriera. Il motivo? Non un errore professionale, non una causa persa, non una questione di incompetenza. Ligas viene cacciato perché andava a letto con la moglie del suo capo. Una scelta così sopra le righe da risultare quasi comica, se non fosse che quelle conseguenze le paga davvero: perde il lavoro, perde i colleghi, e il suo migliore amico Paolo – che è rimasto nello studio – si trova in una posizione sempre più difficile nei suoi confronti.
Per chiunque altro sarebbe la fine. Per Ligas è una sfida. Invece di sparire, invece di chiedere scusa e aspettare che qualcuno lo richiami, decide di ricominciare da zero – ma a modo suo. Il suo nuovo studio? Il bordo piscina di un club esclusivo di Milano. Niente ufficio, niente segretaria, niente dell’apparato che aveva costruito in vent’anni di carriera. Solo lui, il suo telefono, e una capacità di leggere le persone e le situazioni che nessun contesto può togliergli.
I clienti che accetta sono quelli che nessun altro vuole difendere: i reietti, le pecore nere, le persone che la stampa ha già condannato prima ancora che un giudice abbia detto una parola. Non li sceglie per altruismo – Ligas non è un personaggio che si può spiegare con l’altruismo. Li sceglie perché sono le cause più difficili, e le cause difficili sono le uniche che lo tengono sveglio.
Marta: l’opposto perfetto
Al suo fianco arriva Marta Carati, interpretata da Marina Occhionero. È una neolaureata in Giurisprudenza, determinata, piena di ideali, convinta che il diritto esista per proteggere i più deboli e che il tribunale sia un luogo dove la verità ha ancora senso. Tutto quello che Ligas non è più – o forse non è mai stato.
Il loro rapporto è la dinamica narrativa che tiene insieme la serie. Non è la storia del maestro che plasma l’allieva, né quella dell’idealista che riscatta il cinico. È qualcosa di più complicato e più onesto: due visioni della giustizia che si scontrano episodio dopo episodio, senza che nessuna delle due vinca definitivamente. Marta porta con sé una fragilità emotiva che la rende più umana e meno prevedibile di quanto sembri all’inizio. Ligas, dall’altra parte, ha più strati di quanti ne mostri nelle prime scene.
La loro coppia narrativa funziona perché non è mai comodamente risolta. Ogni caso che affrontano insieme mette in discussione qualcosa di quello che credono.
Il cast e il dettaglio che nessuno si aspetta
Accanto ad Argentero e Occhionero, il cast è costruito con cura. Barbara Chichiarelli – già vista nell’acclamata Suburra – interpreta Annamaria Pastori, il pubblico ministero avversario di Ligas in aula. È il suo contrario istituzionale: rigorosa, inflessibile, convinta che la legge non abbia eccezioni. Tra i due c’è una tensione che va ben oltre il conflitto professionale: si rispettano, si riconoscono come avversari all’altezza, e quella stima reciproca rende ogni loro scontro in aula qualcosa da guardare con attenzione.
Gaia Messerklinger è Patrizia Roncella, l’ex moglie di Ligas – avvocata civilista, donna indipendente che ha sacrificato molto a causa dell’inaffidabilità del marito. Flavio Furno è Paolo Scarpelli, il migliore amico storico, quella figura che cerca di fare da coscienza a Ligas sapendo benissimo che è un ruolo ingrato. E poi ci sono Raz Degan e Gianluca Gobbi tra i comprimari, e un dettaglio che non è passato inosservato agli osservatori più attenti: nel cast compare anche Cristina Marino, moglie di Argentero nella vita reale. Una scelta che aggiunge un livello di curiosità in più per chi guarderà la serie cercando anche questo tipo di dinamica.
Milano come non l’avevi vista
Uno degli aspetti su cui Sky ha insistito di più nel presentare Avvocato Ligas è il ruolo della città. Milano non è uno sfondo – è quasi un personaggio autonomo, con una doppia faccia che la serie esplora con coerenza. C’è la Milano dei club esclusivi, degli studi legali di lusso, delle aule di tribunale dove si giocano carriere e reputazioni. E poi c’è l’altra, quella delle periferie, dei clienti che Ligas difende, delle zone grigie dove la legge arriva in ritardo o non arriva affatto.
Il regista Fabio Paladini ha lavorato specificamente per far emergere questa doppiezza visiva, e il risultato – secondo chi ha già visto i primi episodi – è una serie che ha l’ambizione estetica di un prodotto internazionale pur restando profondamente radicata in un contesto italiano riconoscibile.
Il romanzo, la seconda stagione e quello che verrà
Avvocato Ligas non nasce dal nulla. È tratta dal romanzo “Un caso complicato per l’avvocato Ligas. Perdenti” di Gianluca Ferraris, giornalista genovese che ha costruito intorno al personaggio un vero ciclo narrativo. Il libro è uscito in libreria il 3 marzo 2026, tre giorni prima della messa in onda del primo episodio – un lancio coordinato che raramente si vede con questa precisione nel panorama editoriale e televisivo italiano.
La prima stagione è composta da sei episodi: i primi due disponibili dal 6 marzo, poi uno a settimana fino al 3 aprile. Un rilascio cadenzato, pensato per costruire attesa e tenere il pubblico agganciato settimana dopo settimana invece di bruciare tutto in un weekend.
E già si parla di futuro. La produzione – ancora prima della messa in onda – stava valutando una seconda e terza stagione. Un segnale di fiducia significativo, che dice qualcosa sia sulla qualità percepita del prodotto che sul potenziale commerciale di un personaggio come Ligas in un mercato televisivo italiano che finora ha raccontato molto più i magistrati che gli avvocati.
Luca Argentero ha lasciato il camice. Ha indossato la toga. E sembra che non abbia nessuna intenzione di portarsela dietro in modo pulito.
Hai già visto i primi episodi di Avvocato Ligas? Cosa ne pensi del nuovo personaggio di Argentero rispetto al dottor Fanti? Lascia un commento qui sotto.


