Backrooms 2 è ormai molto più di una possibilità. Kane Parsons avrebbe firmato per tornare alla regia del sequel dell’horror che nel 2026 ha trasformato un fenomeno nato su YouTube in uno dei maggiori successi dell’anno. A24 non ha ancora diffuso l’annuncio ufficiale, ma secondo Dread Central il ritorno del giovanissimo regista è già stato definito.
La domanda più interessante, però, riguarda la storia. Il primo Backrooms ha lasciato aperti parecchi interrogativi e Parsons aveva già spiegato che il film rappresentava soltanto l’ingresso in una mitologia molto più ampia. Il sequel potrebbe quindi abbandonare almeno in parte il mistero iniziale per avvicinarsi a ciò che il regista ha definito la “vera radice della narrazione”, sviluppata per anni nella sua serie online.
Il successo commerciale rende praticamente inevitabile un seguito. Backrooms è diventato uno dei fenomeni horror dell’estate 2026 e ha contribuito, insieme ad altri titoli a basso budget, a riportare il pubblico più giovane nelle sale. Il film ha inoltre stabilito nuovi record per A24, diventando il maggiore successo cinematografico dello studio.
Alla base resta un’idea estremamente semplice e inquietante. Clark, interpretato da Chiwetel Ejiofor, scopre una porta misteriosa sotto il suo negozio di mobili. Dietro non c’è un normale seminterrato, ma un insieme apparentemente infinito di corridoi, stanze vuote e ambienti che sembrano appartenere a luoghi familiari e allo stesso tempo completamente sbagliati.
Il film utilizza questa dimensione per costruire progressivamente una storia molto più grande. Clark diventa ossessionato dalle Backrooms, mentre la sua terapeuta Mary, interpretata da Renate Reinsve, finisce a sua volta all’interno del labirinto. Il finale porta la vicenda verso qualcosa di ancora più inquietante: Clark muore dopo il confronto con una versione mostruosa di se stesso, mentre Mary riesce apparentemente a uscire.
“Apparentemente” è la parola importante.
Mary viene infatti intercettata dall’Async Research Institute, l’organizzazione che studia le Backrooms. Il film lascia volutamente il dubbio che la donna uscita dal labirinto possa non essere esattamente la stessa che vi è entrata. Potrebbe essere una copia, una versione alterata o qualcosa prodotto direttamente dalla dimensione. Parsons ha costruito il finale proprio per mantenere viva questa ambiguità.
Ed è proprio da Async che Backrooms 2 potrebbe ripartire.
Nella mitologia creata da Parsons su YouTube, l’istituto occupa infatti una posizione molto più importante rispetto a quella mostrata nel primo film. La serie online racconta esperimenti, documenti, esplorazioni e tentativi di comprendere come funzionino le Backrooms. Il lungometraggio ha introdotto questo elemento senza ancora spiegarlo fino in fondo.
Parsons ha dichiarato chiaramente che il film era pensato come “un piede nella porta”, qualcosa di accessibile anche a chi non aveva mai visto i suoi video, prima di avvicinarsi progressivamente alla storia che aveva costruito online.
Per questo un secondo capitolo potrebbe ampliare molto il ruolo di Async.
Potremmo vedere l’organizzazione cercare di capire che cosa è successo a Mary, studiare eventuali duplicazioni provocate dalle Backrooms e organizzare nuove spedizioni all’interno del labirinto. Sarebbe anche un modo naturale per mostrare ambienti diversi rispetto ai corridoi gialli diventati il simbolo del franchise.
Chi conosce la webserie sa infatti che le Backrooms di Parsons sono molto più estese di quanto visto nel film. Esistono spazi industriali, tunnel, ambienti apparentemente domestici e strutture che sembrano cambiare continuamente logica e dimensioni. La loro origine rimane volutamente difficile da definire.
Anche il comportamento del tempo potrebbe diventare più importante. Nel primo film viene suggerito che all’interno delle Backrooms le normali regole della realtà non funzionino sempre allo stesso modo. Un seguito avrebbe quindi la possibilità di raccontare persone scomparse in periodi differenti oppure collegare eventi apparentemente lontani.
Il vero protagonista di Backrooms 2 potrebbe inoltre non essere una creatura specifica, ma la dimensione stessa.
Parsons ha sempre cercato di evitare che il suo universo diventasse semplicemente una collezione di mostri. La paura nasce soprattutto dagli spazi vuoti, dal rumore di una luce al neon, da un corridoio che sembra continuare troppo a lungo e dalla sensazione che qualcosa possa osservarti senza farsi vedere.
Il regista ha spiegato di essere stato molto protettivo nei confronti del progetto proprio per evitare che Hollywood prendesse la sua idea e la trasformasse in un horror generico. Quando iniziò a ricevere proposte dall’industria aveva soltanto 16 anni e temeva che il materiale potesse essere snaturato.
Il successo del primo film gli ha inevitabilmente dato ancora più libertà.
Parsons ha appena vent’anni e ha già diretto uno dei maggiori successi A24. Ha anche spiegato di non voler abbandonare YouTube, perché considera quel formato parte integrante del modo in cui racconta l’universo delle Backrooms.
Questo potrebbe avere conseguenze interessanti sul sequel. Backrooms 2 potrebbe infatti collegarsi più direttamente ai video online, recuperando personaggi, eventi o documenti già conosciuti dai fan senza però rendere il film incomprensibile per chi ha visto soltanto il primo capitolo.
Per ora non sono stati confermati né la trama né il cast. Non sappiamo quindi se torneranno Chiwetel Ejiofor, Renate Reinsve, Mark Duplass, Finn Bennett o altri interpreti del primo film.
Il ritorno di Mary sembrerebbe comunque una delle ipotesi più logiche, soprattutto considerando il modo in cui termina la sua storia. Il dubbio sulla sua identità potrebbe diventare uno dei principali motori narrativi del sequel.
Una cosa sembra invece abbastanza chiara: Parsons non vuole semplicemente ripetere il primo film con personaggi diversi intrappolati negli stessi corridoi.
Aveva già progettato Backrooms come qualcosa di più grande e il successo ottenuto gli permette ora di esplorare quella mitologia con molti meno rischi.
Se il primo capitolo serviva a farci entrare nel labirinto, Backrooms 2 potrebbe finalmente iniziare a mostrarci chi lo sta studiando, cosa succede alle persone che ne escono e quanto sia grande realmente quel posto.
E probabilmente ci farà capire che i corridoi gialli erano soltanto l’inizio.
Tu cosa vorresti vedere in Backrooms 2: più risposte su Async e sull’origine del labirinto oppure preferisci che il mistero rimanga quasi intatto? Scrivilo nei commenti.


