La notte del cinema britannico ha parlato chiaro: “One Battle After Another” di Paul Thomas Anderson è stato il grande protagonista dei BAFTA 2026, la 79ª edizione dei British Academy Film Awards, svoltasi domenica 22 febbraio alla Royal Festival Hall di Londra. Il film ha conquistato sei premi su quattordici nomination, dominando una serata ricca di sorprese, colpi di scena e momenti storici.
A condurre la cerimonia è stato Alan Cumming, volto noto di The Traitors, che ha tenuto il ritmo alto con battute memorabili – tra cui la gag di distribuire snack britannici a Timothée Chalamet e Kylie Jenner in platea, e la frecciata a Paul Mescal beccato a guardare il telefono durante la serata. La cerimonia è stata trasmessa in diretta su BBC One e in streaming su iPlayer, e per la prima volta negli Stati Uniti anche sul canale E!. In platea erano presenti anche i principi del Galles, William e Catherine.
“One Battle After Another”: sei premi e una stagione di dominio
Il film politico di Paul Thomas Anderson entra nella storia dei BAFTA come uno dei titoli più premiati degli ultimi anni. Quattordici nomination – appena due in meno rispetto al record assoluto di Gandhi – e sei statuette portate a casa. Anderson ha ricevuto una standing ovation dal pubblico prima ancora di salire sul palco, e nel discorso di ringraziamento ha dichiarato, con il linguaggio colorito che lo contraddistingue: “Chiunque dica che i film non sono buoni non sa di cosa sta parlando, perché questo è stato un anno straordinario.”
Il film ha anche ricevuto un tributo speciale dal regista alla memoria del produttore e assistente alla regia Adam Somner, scomparso di cancro durante le riprese.
“Sinners” fa la storia con Ryan Coogler
Tre premi anche per Sinners di Ryan Coogler, che ha scritto una pagina storica ai BAFTA. Coogler è diventato il primo regista di colore a vincere il premio per la miglior sceneggiatura originale nella storia dei BAFTA. Nel discorso di ringraziamento ha voluto ispirare i giovani cineasti, sottolineando l’importanza di raccontare storie che rispecchino esperienze diverse.
Grande emozione anche per Wunmi Mosaku, originaria di Manchester, che ha vinto la miglior attrice non protagonista per Sinners: una delle scene più sentite dell’intera serata, con il pubblico in sala che l’ha accolta con un applauso caloroso.
La sorpresa della notte: Robert Aramayo batte Chalamet e DiCaprio
Il colpo di scena più grande è arrivato nella categoria miglior attore protagonista. Tutti i pronostici davano favoriti Timothée Chalamet (per Marty Supreme) o Leonardo DiCaprio (per One Battle After Another). Invece, con stupore palpabile in sala – accompagnato da gasps udibili – ha vinto Robert Aramayo per I Swear, biopic sull’attivista britannico per la sindrome di Tourette John Davidson, presente in sala durante la cerimonia.
La presenza di Davidson ha reso necessario un momento insolito: il conduttore Alan Cumming ha preso la parola due volte durante la serata per spiegare al pubblico che alcune parole forti udite in sottofondo facevano parte dei tic involontari del protagonista del film, chiedendo comprensione e rispetto. Aramayo ha lasciato il Royal Festival Hall con due statuette nella stessa serata: miglior attore e premio EE Rising Star (già nelle mani di David Jonsson nel 2025).
“Hamnet” porta a casa il premio britannico e la Buckley trionfa
Il film di Chloé Zhao tratto dal romanzo di Maggie O’Farrell ha vinto due premi: Outstanding British Film e miglior attrice protagonista, assegnata a Jessie Buckley. Un risultato atteso ma non scontato, che conferma Hamnet come uno dei titoli più amati dalla comunità cinematografica britannica.
“Frankenstein” domina le categorie tecniche
Tre premi anche per Frankenstein di Guillermo del Toro, che ha fatto incetta nelle categorie craft: scenografia, costumi e trucco e acconciature. Un riconoscimento alla cura visiva straordinaria con cui del Toro ha reinterpretato il classico mostro di Mary Shelley.
Marty Supreme: 11 nomination, zero premi
La grande sconfitta della serata è stata Marty Supreme di Josh Safdie con Timothée Chalamet: 11 nomination e zero premi, pareggiando il record negativo nella storia dei BAFTA per il maggior numero di sconfitte. Una doccia fredda per il film che molti davano come uno dei favoriti della stagione.
I premi speciali
La BAFTA Fellowship – il massimo riconoscimento dell’accademia – è stata consegnata dal Principe William a Dame Donna Langley, presidente di NBCUniversal Entertainment e prima donna britannica a guidare un grande studio hollywoodiano. Nel suo discorso ha dichiarato che “la decenza è un superpotere.”
Il premio Outstanding British Contribution to Cinema è andato a Clare Binns, direttrice creativa di Picturehouse Cinemas, definita una forza trainante nella distribuzione cinematografica britannica.
Tutti i vincitori dei BAFTA 2026
- Miglior film – One Battle After Another (Paul Thomas Anderson, Adam Somner, Sara Murphy)
- Miglior film britannico – Hamnet (Chloé Zhao, Liza Marshall, Pippa Harris, Nicolas Gonda, Steven Spielberg, Sam Mendes)
- Miglior regista – Paul Thomas Anderson (One Battle After Another)
- Miglior attore protagonista – Robert Aramayo (I Swear)
- Miglior attrice protagonista – Jessie Buckley (Hamnet)
- Miglior attore non protagonista – Sean Penn (One Battle After Another)
- Miglior attrice non protagonista – Wunmi Mosaku (Sinners)
- Miglior sceneggiatura originale – Ryan Coogler (Sinners)
- Miglior sceneggiatura adattata – Paul Thomas Anderson (One Battle After Another)
- Miglior fotografia – Michael Bauman (One Battle After Another)
- Miglior montaggio – Andy Jurgensen (One Battle After Another)
- Miglior scenografia – Frankenstein
- Miglior costume – Frankenstein
- Miglior trucco e acconciature – Frankenstein
- Miglior colonna sonora originale – Ludwig Göransson (Sinners)
- Miglior sonoro – F1
- Migliori effetti visivi speciali – Avatar: La via dell’acqua – Fuoco e cenere (Avatar: Fire and Ash)
- Miglior film non in lingua inglese – Sentimental Value (Joachim Trier, Norvegia – primo film norvegese a vincere un BAFTA)
- Miglior film d’animazione – Zootropolis 2
- Miglior documentario – Mr. Nobody Against Putin
- Miglior film per bambini e famiglie – Boong
- Miglior esordio britannico – My Father’s Shadow (Akinola Davies Jr., regista; Wale Davies, sceneggiatore)
- Miglior casting – I Swear
- Miglior cortometraggio britannico – This Is Endometriosis
- Miglior cortometraggio d’animazione britannico – Two Black Boys in Paradise
- EE Rising Star Award (votato dal pubblico) – Robert Aramayo (I Swear)
- BAFTA Fellowship – Donna Langley
- Outstanding British Contribution to Cinema – Clare Binns
Con i BAFTA 2026 nel sacchetto, gli occhi si spostano già agli Oscar, in programma il 15 marzo 2026. One Battle After Another parte da grande favorito, ma Sinners con i suoi tre premi – e la storia che si porta dietro – potrebbe riservare qualche sorpresa. La stagione dei premi non è ancora finita.
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