Belve torna stasera, martedì 7 aprile, su Rai 2, e la sensazione è quella delle ripartenze che non hanno bisogno di presentazioni troppo lunghe. Il programma di Francesca Fagnani è arrivato alla settima stagione, va in onda alle 21.20 e da questa edizione ha anche una novità che pesa parecchio sul piano della distribuzione: oltre a RaiPlay, dal giorno dopo sarà disponibile anche su Disney+, grazie al nuovo accordo tra Rai e piattaforma streaming. È una piccola svolta, perché porta un titolo molto riconoscibile della tv italiana dentro un circuito più ampio e più “on demand” di prima.
La formula, comunque, è quella che conosciamo bene. Sedia scomoda, domande dirette, ospiti che spesso arrivano pensando di controllare il gioco e dopo pochi minuti capiscono che con Fagnani funziona diversamente. In questi anni Belve è diventato uno di quei programmi che la gente guarda anche quando non ha un interesse particolare per l’ospite, perché il punto non è solo chi c’è, ma come viene portato a raccontarsi. E infatti la prima puntata di questa nuova stagione parte con tre nomi molto diversi tra loro, ma scelti proprio per accendere registri diversi: Amanda Lear, Micaela Ramazzotti e Zeudi Di Palma.
Il nome che fa più effetto, almeno sulla carta, è quello di Amanda Lear. Non solo perché è un personaggio che in tv funziona quasi sempre, ma perché è una di quelle ospiti che sembrano nate apposta per un’intervista a metà tra ironia e spigoli. Nelle anticipazioni rilanciate da RaiNews e da altre testate, si capisce che con lei si parlerà molto di amori e relazioni, da Salvador Dalí a David Bowie, fino al marito Alain Philippe, morto nel 2000 nell’incendio che distrusse la loro casa. Amanda Lear ha il vantaggio raro di riuscire a essere tagliente senza scomporsi mai troppo. E in un programma come Belve, dove il sottotesto vale quasi quanto la risposta, questa cosa può fare parecchio.
Poi c’è Micaela Ramazzotti, e qui il terreno diventa più scivoloso. Le anticipazioni dicono che una parte consistente dell’intervista ruoterà attorno al divorzio da Paolo Virzì e alla famosa litigata al ristorante che finì sui giornali. Ma il punto, probabilmente, non sarà solo il gossip. Ramazzotti quando parla riesce spesso a mescolare autoironia, amarezza e battute molto secche, e infatti una delle frasi già circolate è quella sul vecchio “circoletto” del cinema italiano: “La tessera ce l’avevo, perché ero la moglie del socio”. È una risposta che punge subito, senza bisogno di spiegoni. E già questo basta a capire che l’intervista potrebbe lasciare qualche scia nelle ore successive.
La terza ospite, Zeudi Di Palma, è forse quella che ha fatto discutere di più ancora prima di andare in onda. Ex Miss Italia ed ex concorrente del Grande Fratello, arriva a Belve con una notorietà molto legata alla televisione recente e ai social, ma anche con un seguito piuttosto acceso. Sul suo nome pesa ancora la storia della raccolta fondi da 50mila euro lanciata dai fan dopo il reality, cifra pensata come una specie di risarcimento simbolico per la mancata vittoria. La vicenda era stata raccontata già nel 2025 da più testate, ed è rimasta legata al suo personaggio pubblico. A quanto emerge dalle anticipazioni, nell’intervista si parlerà anche del suo orientamento sessuale e del fatto che, pur avendo raccontato di sapere di essere lesbica fin da giovanissima, molte persone facciano ancora fatica ad associare questa identità a un’immagine molto femminile. È un tema delicato, ma anche molto contemporaneo, e probabilmente è uno dei motivi per cui la sua presenza ha acceso così tante reazioni preventive.
La vera novità di questa stagione, però, non è solo nel cast degli ospiti. Il fatto che Belve approdi anche su Disney+ dal mercoledì cambia un po’ la percezione del programma. Fino a ieri era soprattutto un evento televisivo da seguire in serata, o da recuperare su RaiPlay. Adesso entra anche in una piattaforma che ha un pubblico diverso e una logica di consumo ancora più internazionale e meno lineare. Non vuol dire che il programma cambi pelle da un giorno all’altro, ma di sicuro significa che Rai considera Belve uno dei titoli abbastanza forti da reggere anche fuori dal recinto tradizionale della tv generalista. E non è un passaggio banale.
In fondo il punto è proprio questo: Belve torna in un momento in cui il format è ormai riconoscibile, quasi codificato, ma deve continuare a non diventare prevedibile. È la sfida più difficile per i programmi che trovano una formula forte: all’inizio sorprendi, poi diventi un’abitudine, e a quel punto devi evitare di sembrare la caricatura di te stesso. Francesca Fagnani finora è riuscita a tenere il programma in equilibrio proprio perché non si affida solo al tono aggressivo o alla battuta pronta. C’è sempre un tentativo di far emergere qualcosa che l’ospite non aveva previsto di dire in quel modo. Poi certo, non tutte le puntate hanno lo stesso peso, e non tutte le interviste restano addosso allo stesso modo. Ma la curiosità per il ritorno c’è, e non sembra costruita a tavolino.
Stasera si riparte quindi da tre donne lontanissime tra loro, con una veterana assoluta come Amanda Lear, un’attrice nel pieno di una fase personale esposta come Micaela Ramazzotti e una figura più giovane e divisiva come Zeudi Di Palma. È una scelta che dice molto anche sulla direzione del programma: mischiare generazioni, linguaggi e pubblici diversi per provare a tenere insieme il racconto pop, la confessione e lo scontro leggero. Poi magari una delle tre interviste funzionerà più delle altre, magari una scivolerà via, magari una lascerà una frase che domani troveremo ovunque. È anche questo il bello di Belve: non sai mai bene quale sedia diventerà davvero scomoda. Tu quale intervista aspetti di più tra Amanda Lear, Micaela Ramazzotti e Zeudi Di Palma?


