Ben Affleck aveva circa 14 anni quando, tornando a casa da scuola, due ragazzi lo fermarono per strada e uno di loro tirò fuori un coltello chiedendogli i soldi. Un episodio che l’attore non aveva mai raccontato in modo così dettagliato e che, a distanza di quarant’anni, conserva un finale ancora più inquietante: uno dei due giovani coinvolti avrebbe poi ucciso una persona con un coltello, finendo in carcere per circa vent’anni.
Affleck ne ha parlato durante una conversazione con Kerry Washington, ricordando quel pomeriggio come uno di quei momenti in cui capisci subito che qualcosa non va.
Dall’altra parte della strada c’erano due ragazzi con il cappuccio. Ben li vide arrivare e per qualche secondo pensò anche di scappare, ma decise di continuare a camminare facendo finta di niente.
Non servì.
I due lo raggiunsero, lo bloccarono e gli mostrarono un coltello.
“Dammi i soldi.”
Affleck ha ammesso senza problemi che in quel momento ebbe paura. Aveva quattordici anni e davanti a sé c’erano due ragazzi più grandi con un’arma.
Poi successe qualcosa di quasi surreale.
Guardandoli meglio, Ben si rese conto di conoscerli. Li aveva già incontrati giocando a baseball. Erano ragazzi della zona e, dopo averlo riconosciuto a loro volta, il clima cambiò leggermente.
Non abbastanza da restituirgli i soldi, però.
Affleck consegnò ciò che aveva e tornò a casa.
Raccontata così, potrebbe sembrare una delle tante storie assurde dell’adolescenza americana. Il dettaglio che arriva dopo cambia completamente la prospettiva.
Secondo quanto ricordato dall’attore, uno dei ragazzi che lo aveva rapinato sarebbe stato condannato alcuni anni più tardi per aver ucciso qualcuno proprio con un coltello.
Affleck ha spiegato che l’omicidio sarebbe avvenuto tre o quattro anni dopo quell’incontro e che il ragazzo avrebbe trascorso circa vent’anni in prigione.
A quel punto viene quasi spontaneo pensare a quanto potesse essere pericolosa quella situazione che, fortunatamente, si concluse soltanto con una rapina.
E caro Ben, permettici una battuta amara: oggi in Italia una storia del genere suona molto meno lontana di quanto dovrebbe. Negli ultimi anni le cronache hanno raccontato sempre più spesso rapine, risse e aggressioni con coltelli che coinvolgono giovanissimi, compresi ragazzi stranieri arrivati in Italia e giovani di seconda generazione cresciuti nel nostro Paese. I dati del Viminale mostrano che nel 2024 i giovani stranieri denunciati o arrestati erano quasi 80 mila, il 48% del totale.
Nel racconto di Affleck colpisce soprattutto la normalità con cui tutto iniziò.
Niente set cinematografico, nessun inseguimento da thriller e nessun Bruce Wayne pronto a intervenire.
Un ragazzo tornava semplicemente a casa da scuola.
L’intervista ha poi preso una piega molto più personale. Ben ha parlato anche della morte dei genitori, scomparsi a pochi mesi di distanza, e di come quei lutti lo abbiano spinto a ripensare alla propria infanzia.
Ha ricordato soprattutto sua madre Chris e i sacrifici affrontati per crescere lui e il fratello Casey durante un periodo familiare molto complicato. Suo padre Tim aveva problemi con l’alcol e Affleck ha raccontato di aver vissuto con sollievo il divorzio dei genitori, proprio perché la situazione domestica era diventata difficile.
Tim riuscì successivamente a smettere di bere e a ricostruire il rapporto con i figli.
La storia del coltello resta però uno dei ricordi più forti emersi dalla conversazione.
Oggi Ben Affleck ha 54 anni, una carriera enorme alle spalle e ha interpretato perfino Batman. Ma davanti a quella lama, a quattordici anni, non c’era nessun supereroe.
C’era soltanto un adolescente spaventato che cercava di tornare a casa.
Tu come avresti reagito al posto di Ben Affleck? Avresti consegnato subito i soldi oppure avresti provato a scappare? Scrivilo nei commenti.


