L’ultima immagine che avevamo di Beth (Kelly Reilly) e Rip (Cole Hauser) nel finale di Yellowstone li mostrava sistemarsi in un ranch nella tranquilla cittadina di Dillon, in Montana, insieme al giovane Carter (Finn Little), affidato alle loro cure. Per un momento sembrava che i due potessero finalmente lasciarsi alle spalle i fantasmi del passato e trovare un po’ di pace. Chi conosce l’universo creato da Taylor Sheridan, però, sa già come andrà a finire: nessuna pace dura a lungo da quelle parti.
Nello spinoff Dutton Ranch, infatti, i sogni di una vita tranquilla per Beth e Rip vengono spazzati via ancora prima dei titoli di testa, quelli con le immagini suggestive in stile western accompagnate dalla colonna sonora firmata da Brian Tyler e Breton Vivian, ormai un marchio di fabbrica di tutto l’universo televisivo legato a Sheridan. Senza rivelare troppo su cosa scateni la fuga, basti sapere che Beth valuta la situazione con la solita freddezza e decide di ricominciare da capo, portando la famiglia a Rio Paloma, nel sud del Texas, dove acquistano una proprietà storica da un’altra famiglia e la ribattezzano proprio Dutton Ranch.
Un nuovo Texas, gli stessi vecchi problemi
Beth, Rip e Carter si accorgono presto che, se le vicende sanguinose vissute in Montana sono ormai alle spalle, si sono trasferiti in un posto capace di generare conflitti altrettanto pericolosi. In questo angolo di Texas le dispute si risolvono a pugni o a colpi di pistola, il razzismo e le tensioni di classe emergono con facilità, e la vendetta sembra essere la regola non scritta di ogni rapporto. Al tempo stesso, il legame tra amici e familiari resta fortissimo, un contrappeso necessario in un mondo dove basta imbattersi nel vicino sbagliato per ritrovarsi un nemico spietato in pianta stabile.
Come da tradizione per la saga, non manca qualche momento più poetico in mezzo al caos generale: colpisce, per esempio, lo scambio tra Beth e Rip sul Texas, dove lei osserva che il cielo lì sembra non finire mai, e lui le risponde che, guardando bene, forse un modo per vederlo davvero c’è. Un attimo di respiro prima di tornare dritti nell’azione, con lo stile che ha reso celebre l’intera saga.
Un mondo più piccolo, ma altrettanto coinvolgente
Alla guida del progetto come creatore e showrunner c’è Chad Feehan, anche se secondo alcune fonti avrebbe lasciato la produzione prima ancora del debutto della serie. Dutton Ranch si muove in un contesto meno ampio rispetto a Yellowstone: qui nessuno sembra destinato a correre per una carica politica importante come accadeva nella serie madre. Detto questo, l’atmosfera resta quella di un family drama western moderno, capace di mescolare intrighi, azione e la stessa energia da soap opera che ha reso popolare l’originale, il tutto ambientato tra le pianure del sud del Texas, bellissime da vedere ma altrettanto spietate da vivere.
Reilly e Hauser riprendono i loro personaggi esattamente da dove li avevamo lasciati, confermandosi una delle coppie televisive più intense e magnetiche dell’ultimo decennio. Al loro fianco troviamo un cast di livello, guidato da due veterani del calibro di Annette Bening ed Ed Harris.
Personaggi che colpiscono fin da subito
La qualità della scrittura e delle interpretazioni permette allo spettatore di orientarsi tra molti personaggi diversi già dopo poche scene: alcuni stanchi del mondo ma dal cuore buono, altri con intenzioni chiaramente malvagie, altri ancora più difficili da inquadrare. Ogni episodio offre parecchia sostanza narrativa, al punto che una delle sequenze più riuscite ruota attorno a una bistecca cucinata alla perfezione, usata da Beth come strumento di persuasione per ottenere ciò che vuole da un uomo particolarmente importante per la trama.
Man mano che i problemi si accumulano, Rip arriva a chiedersi cosa diavolo stia succedendo intorno a lui, ed è difficile non stare dalla sua parte: Dutton Ranch somiglia infatti a una partita a scacchi ad altissima tensione, con un nuovo ostacolo pronto a spuntare a ogni alba.
Bening interpreta Beulah Jackson, una sorta di controparte texana del compianto John Dutton: è lei la matriarca della famiglia più potente e influente della zona, capace di comandare con pugno di ferro. All’inizio è difficile credere che dietro un paio di occhiali quasi rassicuranti si nasconda un personaggio tanto spietato, ma bastano poche scene per capire di trovarsi di fronte a un’attrice di livello assoluto, capace di rendere credibile qualsiasi sfumatura del personaggio.
Harris interpreta invece Everett McKinney, veterano della guerra del Vietnam e veterinario di professione, destinato probabilmente a diventare una figura paterna per Beth. La scena in cui Beulah ed Everett si siedono in veranda a parlare del passato e di ciò che non sarà mai, con i due attori capaci di trasmettere emozioni autentiche senza bisogno di grandi gesti, resta tra i momenti più intensi dell’intera stagione.
Completano il quadro J. R. Villarreal nei panni di Azul, un veterano del ranch che guadagna rapidamente la fiducia di Rip, Jai Courtney e Juan Pablo Raba nei panni dei due figli di Beulah, entrambi fonte di guai in modo molto diverso l’uno dall’altro, e Natalie Alyn Lind, una ragazza del posto dal carattere ribelle che stregherà subito Carter, il quale si troverà presto in una situazione più grande di lui.
Dutton Ranch parte con il piede giusto, aprendo diverse trame con parecchio potenziale futuro e ampliando ulteriormente l’universo narrativo costruito attorno a Yellowstone. Il cuore della serie resta comunque la storia di Rip e Beth, con Hauser e Reilly protagonisti di due delle interpretazioni più riuscite della loro carriera.
La serie è disponibile su Paramount+.
La Recensione
Dutton Ranch
Dutton Ranch riesce nell'impresa non semplice di allontanarsi dall'ambientazione originale senza perdere l'energia che ha reso popolare Yellowstone. Merito soprattutto della coppia Reilly-Hauser e di un cast di supporto capace di reggere il confronto.
PRO
- Kelly Reilly e Cole Hauser confermano la loro intesa e restano il vero motore emotivo della storia
- Annette Bening ed Ed Harris aggiungono spessore e credibilità a un cast già solido
- L'ambientazione texana regala paesaggi suggestivi e un'atmosfera diversa da quella del Montana
- La scrittura riesce a rendere memorabili molti personaggi già nei primi episodi
CONTRO
- Chi cerca la stessa posta in gioco politica e sociale di Yellowstone potrebbe trovare questo spinoff più limitato


