Sul ghiaccio del Forum di Assago, a Milano, il 17 febbraio 2026 è successa una cosa che pochi si aspettavano. Le prime note di Earth Song hanno rotto il silenzio dell’arena, poi è arrivata Billie Jean, e infine They Don’t Care About Us. In mezzo a tutto questo, una ragazza di 18 anni con una giacca rossa a paillettes, pantaloni neri, guanto bianco e rossetto scarlatto ha trasformato il ghiaccio in un palcoscenico degno del Re del Pop. Il suo nome è Adeliia Petrosian, è russa, gareggia senza bandiera e senza inno, e la sua esibizione ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 ha fatto il giro del mondo in poche ore.
Chi è Adeliia Petrosian? È nata a Mosca il 5 giugno 2007 da famiglia di origini armene. Alta 152 centimetri, ha cominciato a pattinare a soli quattro anni. A undici è entrata alla Sambo-70, la famosissima accademia moscovita diretta da Ėteri Tutberidze, la donna considerata la più grande allenatrice di pattinaggio artistico femminile degli ultimi vent’anni. Da quella scuola sono uscite campionesse olimpiche come Alina Zagitova, Anna Shcherbakova e la controversa Kamila Valieva, protagonista dello scandalo doping di Pechino 2022. Adeliia ha imparato a muoversi su quel ghiaccio con una precisione e una maturità espressiva rare per la sua età.
In Russia ha vinto i tre ultimi titoli nazionali di fila. Ma dal febbraio 2022, con l’invasione dell’Ucraina, gli atleti russi sono stati esclusi da tutte le competizioni internazionali organizzate dalla federazione ISU. Per Adeliia questo ha significato quattro anni lontana dalla scena mondiale, senza Mondiali, senza Europei, senza Grand Prix. Il suo unico appuntamento internazionale è stato il torneo di qualificazione olimpica a Pechino, a settembre 2025. Lo ha vinto, battendo anche l’ex campionessa europea belga Loena Hendrickx, e si è guadagnata il biglietto per l’Italia come atleta individuale neutrale, sigla AIN: niente bandiera, niente inno, niente Russia.
Arrivata a Milano Cortina 2026, ha affrontato il programma corto con il pettorale numero 2, uno dei posti meno desiderati per una favorita. Ma lei ha eseguito la sua esibizione sulle note di Michael Jackson come se il Forum fosse il suo stadio personale. Il pubblico ha risposto con applausi scroscianti, e i giudici le hanno assegnato 72.89 punti, piazzandola al quinto posto nella classifica parziale.
Il programma libero, disputato il 19 febbraio, ha raccontato una storia diversa ma ugualmente bella. Adeliia ha scelto Yo Soy María, dall’opera tango di Astor Piazzolla, nella storica interpretazione di Milva. Un salto musicale enorme, dalla modernità elettrica di Jackson alla profondità notturna di Buenos Aires. Ha totalizzato 141.64 punti nel libero per un punteggio complessivo di 214.53, nuovo primato personale. Ha chiuso al sesto posto nella classifica finale, vinta dalla statunitense Alysa Liu con 226.79 punti davanti alla giapponese Kaori Sakamoto.
Sesto posto può sembrare lontano dal podio, ma per Adeliia Petrosian questo risultato ha un significato enorme. È la sua prima Olimpiade. Ha gareggiato senza la sua allenatrice Tutberidze al fianco – il CIO non le ha permesso di assisterla durante i Giochi, e lei è stata accreditata come coach di un altro atleta nella delegazione georgiana – accompagnata solo dal coreografo Daniil Gleikhengauz. Ha affrontato tutto questo a 18 anni, con la pressione di rappresentare un paese che ufficialmente non può rappresentare, davanti a un pubblico che non la conosceva e che invece è rimasto affascinato da lei.
La prestazione era talmente riuscita che è stata invitata al Figure Skating Gala del 21 febbraio ad Assago, l’evento di chiusura del pattinaggio olimpico in cui i migliori atleti tornano sul ghiaccio senza pensare ai punteggi, solo per il piacere dello spettacolo. Un riconoscimento che va al di là dei risultati tecnici.
La particolarità del suo programma su Michael Jackson non è casuale. Adeliia aveva già usato quel medley nella qualificazione olimpica di Pechino, dove aveva vinto. La scelta delle canzoni – Earth Song, Billie Jean, They Don’t Care About Us – costruisce una narrazione precisa: dalla riflessione sul mondo al ritmo irresistibile, fino alla ribellione contro chi non crede in te. Un messaggio potente per una ragazza che da quattro anni gareggia nell’ombra, fuori dal circuito mondiale, e che a Milano ha dimostrato a tutti di cosa è capace.
Hai visto l’esibizione di Adeliia Petrosian sul ghiaccio di Milano? Cosa ne pensi di questa ragazza che ha portato Michael Jackson alle Olimpiadi? Lascia un commento!


