Quattro anni dopo aver dimostrato che anche un avvocato di mezza età può diventare una macchina da guerra, Bob Odenkirk torna nei panni di Hutch Mansell con “Io sono Nessuno 2”. Il sequel, diretto da Timo Tjahjanto al suo debutto in lingua inglese, arriva nelle sale italiane il 14 agosto con una promessa semplice ma efficace: trasformare le vacanze di famiglia nell’inferno più divertente che abbiate mai visto.
Il primo film aveva colpito nel segno proprio per la sua capacità di ribaltare gli stereotipi del cinema d’azione. Vedere l’attore di “Better Call Saul” trasformarsi da Saul Goodman in una versione domestica di John Wick aveva conquistato pubblico e critica, creando un fenomeno inaspettato. Ora il challenge è doppio: confermare la formula vincente senza cadere nella ripetitività che affligge molti sequel dell’action contemporaneo.
La clip in anteprima esclusiva mostra Hutch che perde le staffe in una sala giochi, un momento che racchiude perfettamente lo spirito della saga: la violenza esplode nei contesti più innocui, trasformando situazioni quotidiane in carneficine coreografate. È il marchio di fabbrica di un franchise che ha saputo trovare il proprio spazio in un mercato saturato di eroi muscolosi e storyline prevedibili.
La formula del padre di famiglia letale
Timo Tjahjanto prende il posto di Ilya Naishuller alla regia, portando con sé l’esperienza maturata nel cinema d’azione asiatico. Una scelta interessante che potrebbe iniettare nuova linfa creativa in una saga ancora giovane ma già a rischio di autoreferenzialità. Il regista indonesiano dovrà dimostrare di saper maneggiare l’ironia nero-americana che caratterizza il personaggio di Hutch.
La trama riprende quattro anni dopo gli eventi del primo film: Hutch deve ancora 30 milioni di dollari alla mafia russa e li sta ripagando attraverso una serie di colpi mirati contro criminali internazionali. Una premessa che giustifica perfettamente il ritorno all’azione, anche se la vera sfida narrativa sta nel bilanciare le esigenze spettacolari con lo sviluppo dei rapporti familiari.
Connie Nielsen torna nel ruolo di Becca, la moglie che cerca di tenere insieme una famiglia dove il capofamiglia ha la tendenza a risolvere i problemi con metodi poco ortodossi. Un personaggio che nel sequel dovrebbe avere più spazio per esplorare le dinamiche di una relazione coniugale decisamente fuori dall’ordinario.
Il casting che promette scintille
Sharon Stone entra nel franchise interpretando Lendina, la boss criminale che gestisce Plummerville, la cittadina dove la famiglia Mansell decide di trascorrere le vacanze. Una scelta di casting che sa di colpo di teatro: l’icona di “Basic Instinct” che si confronta con l’anti-eroe di mezza età più improbabile del cinema contemporaneo.
Colin Hanks veste i panni dello sceriffo corrotto Abel, aggiungendo un altro livello di corruzione istituzionale alla storia. La presenza del figlio di Tom Hanks in un ruolo antagonista rappresenta un ribaltamento interessante delle aspettative del pubblico, abituato a vederlo in parti più rassicuranti.
Christopher Lloyd ritorna come David Mansell, il padre di Hutch ed ex agente segreto. Un personaggio che nel primo film aveva dimostrato come la violenza possa essere ereditaria, aggiungendo una dimensione generazionale alla narrazione che promette di essere ulteriormente esplorata.
L’evoluzione del linguaggio action contemporaneo
“Io sono Nessuno” aveva trovato la propria identità nel contrasto tra quotidianità domestica e brutalità professionale, creando un sottogenere che potremmo definire “action domestico”. Il sequel deve dimostrare che questa formula può essere sviluppata senza perdere freschezza.
La scelta di ambientare l’azione in un parco divertimenti richiama inevitabilmente classici come “Zombieland”, ma il contesto familiare dovrebbe garantire una prospettiva diversa. L’ironia sta nel fatto che Hutch, cercando di essere un padre presente, finisce per trascinare la famiglia in situazioni ancora più pericolose.
La durata di 92 minuti del primo film era stata una delle chiavi del successo: ritmo serrato, zero tempi morti, azione coreografata senza eccessi. Il sequel dovrà mantenere questa economia narrativa evitando la tentazione di dilatare la durata solo per giustificare un budget maggiore.
Le aspettative dopo il successo del predecessore
Il primo “Io sono Nessuno” aveva incassato globalmente cifre rispettabili con un budget contenuto, dimostrando che il pubblico è ancora affamato di action movies che non prendano troppo sul serio se stessi. Il sequel parte con aspettative più alte e un budget probabilmente maggiore, elementi che spesso rappresentano la rovina di franchise nati in modo più spontaneo.
Bob Odenkirk ha già espresso interesse per altri due film della saga, dichiarando al Comic-Con di San Diego di avere idee per continuare le avventure di Hutch. Una prospettiva che testimonia la fiducia nell’universo narrativo creato, anche se l’industria cinematografica è piena di sequel di troppo che hanno rovinato franchise promettenti.
La vera sfida sarà mantenere l’equilibrio tra spettacolo e sostanza che aveva reso speciale il primo capitolo. Hutch Mansell funziona perché è un eroe riluttante, non un supereroe invincibile, e questa vulnerabilità umana deve rimanere il cuore pulsante della saga.
E tu, cosa ti aspetti da questo sequel? Credi che Odenkirk possa confermarsi come action star o il primo film è stato solo un colpo di fortuna? Pensi che Sharon Stone possa essere l’antagonista perfetta per Hutch? Raccontaci le tue aspettative nei commenti!


