Quando Netflix ha annunciato l’acquisizione di Warner Bros per la cifra monstre di 82,7 miliardi di dollari, molti cinefili hanno avuto un momento di panico. Il cinema come lo conosciamo sta per sparire? Le sale chiuderanno tutte? Dovremo rassegnarci a guardare i blockbuster sul divano di casa? Queste domande sono arrivate anche al Marrakech Film Festival, dove Bong Joon Ho, il regista premio Oscar di Parasite, stava presiedendo la giuria. E la sua risposta è stata sorprendentemente ottimista.
La domanda che tutti si fanno
Durante un’intervista di quasi due ore sabato scorso, in cui Bong ha mostrato clip di Memories of Murder, The Host e Parasite, un membro del pubblico ha sollevato la questione. Ha fatto notare che Bong ha lavorato con entrambi gli studios: Netflix ha distribuito il suo film sci-fi Okja nel 2017, mentre Warner Bros ha portato nelle sale Mickey 17 con Robert Pattinson quest’anno. La domanda era diretta: cosa ne pensi dell’acquisizione? E cosa ne sarà del futuro del cinema?
La risposta di Bong (con ironia)
Bong ha risposto con il suo tipico umorismo. “Non so cosa stia succedendo a Los Angeles. Sono un regista sudcoreano che se ne sta a casa sua”. Ha parlato alternando coreano e inglese, mentre un traduttore dal vivo ripeteva le sue parole in francese, poi in inglese, arabo e altre lingue per il pubblico internazionale.
Ma poi è arrivato al punto: “Negli ultimi dieci giorni, io e i membri della giuria ci siamo davvero goduti guardare due film al giorno nel grande teatro con il grande schermo. Lo streaming è un buon modo per guardare e apprezzare i film. Tuttavia, il futuro del cinema streaming non cancellerà l’esperienza cinematografica così facilmente“.
La visione di Netflix sul cinema
Le parole di Bong arrivano dopo dichiarazioni piuttosto forti del CEO di Netflix Ted Sarandos. A inizio anno, durante il Time100 Summit, Sarandos ha definito l’esperienza teatrale un concetto superato, sostenendo che il botteghino globale è in difficoltà perché i consumatori preferiscono guardare i film a casa. Ha anche detto che studios e cinema litigano per una finestra di 45 giorni che “non corrisponde all’esperienza del consumatore”.
Sarandos ha dichiarato che Netflix ha messo 30 film nelle sale nel 2025, ma si trattava di uscite limitate necessarie principalmente per le candidature ai premi. La sua visione è chiara: vuole che le persone restino sul divano. E con l’acquisizione di Warner Bros, avrà ancora più potere per imporre questa visione.
Perché Bong ha ragione
Ma Bong Joon Ho tocca un punto fondamentale che Sarandos sembra ignorare: l’esperienza comunitaria di guardare un film in una sala buia con uno schermo gigante non è replicabile a casa. Non è solo una questione di dimensioni dello schermo o di qualità audio. È il fatto di condividere emozioni, risate, paura con centinaia di sconosciuti nello stesso momento.
Il regista coreano crede che il pubblico continuerà a riunirsi per i film. Non vede lo streaming come un nemico, ma come uno strumento utile che può coesistere con le sale cinematografiche. L’industria continuerà ad adattare le finestre di distribuzione e a trovare nuovi modi per attirare gli spettatori, ma il cinema non morirà.
E forse, proprio perché Bong è “un regista sudcoreano che se ne sta a casa sua” lontano dalle dinamiche di potere di Hollywood, riesce a vedere le cose con più chiarezza di chi sta nel mezzo della battaglia.
Tu cosa ne pensi? Credi che il cinema sopravviverà all’era dello streaming o pensi che tra dieci anni guarderemo tutto da casa? Raccontacelo nei commenti.

