Oggi Brad Pitt è famoso per il suo cameo lampo in Deadpool 2, dove appare per pochi secondi nel ruolo di Vanisher. Ma pochi sanno che l’attore ha rischiato di diventare il protagonista di un altro film tratto dai fumetti, molto violento e vietato ai minori. Una storia che si è conclusa in modo diverso solo perché è arrivata una telefonata da Quentin Tarantino.
Alla fine degli anni 2000, Matthew Vaughn stava cercando di portare al cinema il fumetto Kick-Ass, creato da Mark Millar e disegnato da John Romita Jr. La sceneggiatura scritta insieme a Jane Goldman era esplosiva: piena di violenza, parolacce e scene che facevano discutere. Il problema più grande si chiamava Hit-Girl, una bambina di dieci anni addestrata dal padre a diventare una macchina da guerra mascherata. Nessuno studio di Hollywood voleva toccare il progetto.
Vaughn sapeva che serviva una grande stella per convincere qualcuno a finanziare il film. Il ruolo principale era quello di Big Daddy, il padre di Hit-Girl, un personaggio che ricorda Batman ma con metodi molto più violenti. L’attore aveva già lavorato con Brad Pitt nel film Snatch del 2000, diretto da Guy Ritchie, e lo conosceva bene. Così decise di coinvolgerlo come produttore, con la segreta intenzione di convincerlo a recitare nel film.
La strategia sembrava funzionare. Se Brad Pitt avesse accettato di interpretare Big Daddy, uno studio avrebbe sicuramente finanziato il progetto. Ma Vaughn si trovava in una situazione disperata: aveva ipotecato la sua casa per raccogliere i soldi necessari a far partire la produzione. Era una scelta che lui stesso ha definito “spaventosa” in un’intervista del 2020 a The Hollywood Reporter.
Poi è arrivata la telefonata che ha cambiato tutto. Quentin Tarantino ha offerto a Brad Pitt il ruolo del tenente Aldo Raine in Bastardi senza gloria, il suo film ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale. L’attore ha accettato immediatamente. Per Vaughn, la notizia è stata un colpo durissimo: Brad Pitt non era più disponibile per Kick-Ass.
Il regista ha dovuto cambiare i piani. Ha puntato su Nicolas Cage, un attore che non aveva lo stesso potere al botteghino di Brad Pitt, ma che era un grandissimo appassionato di fumetti. La scelta si è rivelata perfetta. Cage ha interpretato Big Daddy in modo brillante, dando al personaggio una strana dolcezza da padre amorevole che allo stesso tempo trasforma sua figlia in una combattente spietata.
Vaughn ha fatto centro anche con gli altri attori. Il cast era perfetto e il film funzionava benissimo. Ma serviva ancora un distributore disposto a portarlo nelle sale. La svolta è arrivata al Comic-Con di San Diego del 2009. Vaughn ha mostrato tre scene del film nella famosa sala H e la reazione del pubblico è stata travolgente. Le persone erano entusiaste, applaudivano, gridavano. Lo stesso giornalista che ha scritto l’articolo originale racconta di essere stato presente e di non aver mai visto un film conquistare il Comic-Con in quel modo (a parte i panel di Twilight, che sembravano concerti dei Beatles).
Quella reazione ha convinto la Lionsgate a distribuire il film nelle sale. Kick-Ass è uscito nel 2010 in America e nel 2011 in Italia, dove è arrivato con quasi un anno di ritardo a causa delle polemiche sulla violenza che coinvolgeva una bambina. Il film è stato un successo e ha dimostrato che si poteva fare un cinecomic diverso, più violento e ironico rispetto ai classici film di supereroi.
Ma se Brad Pitt avesse detto di sì a Matthew Vaughn invece che a Tarantino? Probabilmente Kick-Ass sarebbe stato un film completamente diverso. E forse non avremmo mai visto Nicolas Cage nei panni di Big Daddy, un ruolo che molti considerano una delle sue migliori interpretazioni degli ultimi anni. A volte una telefonata può cambiare il destino di un film.
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