Su Netflix dal 29 gennaio sono disponibili i primi quattro episodi della quarta stagione di Bridgerton, la serie romantica prodotta da Shonda Rhimes. Questa volta è il turno di Benedict Bridgerton, interpretato da Luke Thompson, il secondo figlio della famiglia che lavora come pittore e ha sempre evitato il matrimonio. Finalmente diventa il protagonista della sua stagione. Ma dopo una prima stagione memorabile e le successive sempre meno convincenti, anche questa quarta stagione fatica a ritrovare la magia degli esordi.
Benedict è un libertino che passa le giornate a dipingere e a frequentare feste, rifiutando ogni proposta di matrimonio. Tutti, dalla madre agli amici, gli chiedono continuamente quando deciderà di sposarsi e mettere su famiglia. La sua vita cambia quando a un ballo in maschera incontra una donna misteriosa con il volto coperto da una maschera, interpretata da Yerin Ha, e se ne innamora perdutamente in una sola notte.
Una Cenerentola mal riciclata
Quello che succede dopo è letteralmente la fiaba di Cenerentola trasposta nell’Inghilterra dell’epoca della Reggenza. Non sto esagerando: la trama copia punto per punto la storia classica che tutti conosciamo. La donna mascherata si chiama Sophie ed è una cameriera costretta a servire in casa altrui. Suo padre era un nobile ma quando è morto lei è rimasta senza eredità, e adesso vive con una matrigna cattiva e delle sorellastre che la maltrattano continuamente.
Benedict, il suo “principe azzurro”, passa settimane a cercarla per Londra ricordando solo la parte bassa del suo viso perché portava una maschera, e usando come unico indizio un guanto che lei ha lasciato cadere al ballo invece della famosa scarpetta di cristallo. Poi ci sono gli equivoci classici dove i due si incontrano senza che lui la riconosca, gli sguardi rubati quando si vedono di nascosto, i balli romantici che si ripetono.
Tutto già visto mille volte in ogni adattamento di Cenerentola. E qui sta il problema grosso di questa stagione: manca completamente l’originalità che aveva reso interessante la prima stagione della serie.
Attori bravi bloccati da una storia debole
Luke Thompson e Yerin Ha recitano molto bene sia nelle scene da soli che in quelle insieme. Quando stanno sullo schermo si vede chiaramente la chimica tra i due personaggi e questo è merito loro. Ma la storia non offre niente di nuovo rispetto a quello che abbiamo già visto fare meglio nella prima stagione. Lui incontra lei, lei si innamora di lui, ma non possono stare insieme per via delle differenze di classe sociale e di una serie di equivoci che si trascinano per episodi.
Bridgerton nella sua prima stagione era una serie piena di mistero e passione che ti teneva incollato allo schermo. Adesso sembra sbiadita e stanca perché molti personaggi che erano piaciuti al pubblico se ne sono andati o appaiono pochissimo sullo schermo. È comprensibile dal punto di vista narrativo perché questa è la stagione dedicata a Benedict e Sophie. Ma guardandola ti manca terribilmente la relazione intensa della prima stagione, o la doppia identità segreta di Penelope come Lady Whistledown.
Quest’ultima è ancora presente nella nuova stagione ma dopo che tutti hanno scoperto la sua vera identità nella terza stagione ha perso un po’ il suo fascino.
Sottotrame che provano a salvare il salvabile
La quarta stagione prova a riempire questi buchi narrativi con delle storie secondarie che coinvolgono personaggi rimasti sullo sfondo. Lady Danbury ha un litigio importante con la Regina Charlotte perché vuole lasciare la Corte Reale e vivere finalmente la sua vita lontano dagli obblighi di palazzo. Le scene tra le due sono intense e ben recitate, e dimostrano quanto le due attrici siano brave nei loro ruoli.
C’è anche la relazione segreta che Lady Violet Bridgerton, la madre della famiglia, porta avanti con il fratello di Lady Danbury lontano dagli occhi indiscreti della società. Vedere come il peso schiacciante delle convenzioni sociali colpisce diverse generazioni della stessa famiglia è triste ma allo stesso tempo interessante da seguire.
Queste storie secondarie però non bastano a compensare l’assenza dei personaggi che hanno reso famosa la serie nelle stagioni precedenti. Sono tentativi onesti di dare profondità alla narrazione ma alla fine sembrano semplici decorazioni aggiunte su una torta che non ha un buon sapore di base.
Una trama che diventa ridicola
Il problema principale resta sempre la trama centrale con Benedict e Sophie. I due attori fanno del loro meglio sia nelle scene individuali che in quelle di coppia. Ma la storia li blocca completamente e impedisce loro di mostrare tutto il loro potenziale.
Capisco perfettamente che Bridgerton non vuole essere una serie profonda e impegnata. Ma il fatto che Benedict non riconosca la donna di cui si sta innamorando anche se è esattamente la stessa di cui si era già innamorato al ballo in maschera rasenta il ridicolo. Lei ha solo tolto la maschera dal viso. Come è possibile che lui non la riconosca quando la incontra di nuovo? C’è un limite a quanto puoi chiedere al pubblico di sospendere l’incredulità prima che la gente inizi a ridere per quanto la situazione è assurda.
Cosa resta di buono da salvare
Questo non significa che la quarta stagione sia completamente da buttare via. Se hai seguito le vicende della famiglia Bridgerton fino ad ora probabilmente vorrai sapere cosa succede a Benedict e come si conclude la sua storia. Le scenografie sono ancora bellissime e curate nei minimi dettagli, i costumi sono eleganti e storicamente ispirati, la musica con le versioni orchestrali di canzoni pop moderne funziona sempre benissimo. Visivamente la serie resta uno spettacolo piacevole da guardare.
Ma se speri che questa stagione riporti Bridgerton ai livelli della prima e ti faccia appassionare di nuovo come allora, rimarrai completamente deluso. La carrozza di Cenerentola in questa storia resta bloccata nel fango e non riesce ad andare da nessuna parte.
Aspettiamo la seconda parte con poca speranza
Bisognerà aspettare fino al 26 febbraio per vedere la seconda parte della stagione con gli altri episodi e capire se le cose migliorano. Forse ci sarà più passione, più tensione sessuale, più di quello che ha reso memorabile la prima stagione. Per ora però ci ritroviamo con una storia che non è terribile ma nemmeno minimamente entusiasmante. È come bere una tazza di tè inglese tiepida invece che bollente: non fa schifo ma non soddisfa per niente.
E tu, stai ancora seguendo Bridgerton dopo tutte queste stagioni? Quale coppia ti è piaciuta di più in tutta la serie? Pensi che Benedict e Sophie possano funzionare insieme oppure la loro storia è troppo debole per interessare? Scrivilo nei commenti e parliamone!
La Recensione
Bridgerton 4
La quarta stagione di Bridgerton mette finalmente Benedict al centro della storia. Luke Thompson e Yerin Ha recitano bene e hanno una buona chimica sullo schermo. Purtroppo la trama copia in modo letterale la fiaba di Cenerentola e diventa ridicola quando Benedict non riesce a riconoscere Sophie dopo che lei si è tolta la maschera. L'assenza dei personaggi più amati delle stagioni precedenti si fa sentire pesantemente. Le sottotrame secondarie non riescono a compensare questa mancanza. Le scenografie rimangono bellissime ma manca completamente la magia che aveva reso memorabile la prima stagione. Nel complesso la stagione delude le aspettative.
PRO
- Luke Thompson e Yerin Ha sono molto bravi nelle loro interpretazioni
- Le scenografie e i costumi sono curatissimi
- Le sottotrame di Lady Danbury e Lady Violet aggiungono profondità
CONTRO
- La trama copia letteralmente e sfacciatamente Cenerentola in modo così evidente da risultare imbarazzante e priva di qualsiasi originalità narrativa
- L'assenza dei personaggi che hanno reso famosa la serie si sente pesantemente e mancano le dinamiche che avevano funzionato nelle stagioni precedenti
- La storia principale diventa ridicola e incredibile quando Benedict continua a non riconoscere Sophie che ha solo tolto la maschera dal viso
- Non raggiunge minimamente il livello della prima stagione e se speri di ritrovare quella magia e quella passione rimarrai completamente deluso


