Ci sono interviste televisive che finiscono quando si spengono le telecamere, e interviste che continuano a girare in testa per giorni. Quella di Brigitte Nielsen a Belve, andata in onda il 21 aprile su Rai 2, appartiene alla seconda categoria, e non perché Francesca Fagnani abbia fatto domande particolarmente insolite. Le ha fatte, certo, con quella calma chirurgica che è il suo marchio di fabbrica. Ma quello che ha reso l’intervista memorabile è che Nielsen ha risposto senza il filtro che di solito le persone famose tengono attivo in televisione, quel meccanismo interno che ti dice “fino a qui puoi arrivare, oltre no.”
Brigitte Nielsen, evidentemente, ha deciso che quel meccanismo non le serve più.
“Sono come una bomba atomica, ma ho firmato un contratto”
Partiamo dall’inizio, che è già di per sé un programma. Fagnani le chiede del matrimonio con Sylvester Stallone, diciannove mesi durati dal 1985 al 1987, una delle coppie più iconiche e improbabili degli anni Ottanta, quella in cui lei era alta un metro e ottantadue e lui… non esattamente. Nielsen risponde con una frase che vale l’intera intervista: “Sono come una bomba atomica perché so tutto. Ma ho firmato un contratto.”
Ferma tutto. Una donna che ti dice di sapere tutto, che ha le informazioni necessarie per fare terra bruciata di una carriera importante, e che poi aggiunge che ha firmato qualcosa che le impedisce di dirle. Questa è la definizione più precisa di anticipazione che esista. Cosa c’è dentro quel contratto? Cosa sa esattamente Brigitte Nielsen? Il fatto che non possa dirlo rende tutto molto più interessante di qualsiasi cosa avrebbe potuto rivelare.
La prima notte di nozze e una tragedia annunciata
Detto questo, quello che ha detto è già abbastanza. “Qualcosa è cambiato la stessa notte del matrimonio. Terribile, una cosa che non dimenticherò mai. Una tragedia la vita che stava per iniziare.”
Nielsen e Stallone si erano conosciuti sul set di Rocky IV nel 1985 e si erano sposati dopo nove mesi. Veloce, come certi errori che si fanno con la stessa sicurezza con cui si fanno le cose giuste, senza capire la differenza fino a quando non è troppo tardi. Nella prima notte di nozze, qualcosa è cambiato. Nielsen non entra nei dettagli, il contratto evidentemente copre anche questo, ma quello che dice dopo è abbastanza chiaro da non richiedere integrazioni.
“Era molto cattivo, psicologicamente e fisicamente. Era ossessivo. Mi sentivo in pericolo, non andava bene.”
Tre frasi. Soggetto, aggettivi, conseguenza. Nessun giro di parole, nessuna attenuazione, nessuno di quegli “era un periodo difficile per tutti e due” con cui le persone di solito smussano i ricordi scomodi per non sembrare di parte. Nielsen non sembra preoccupata di sembrare di parte. Sembra preoccupata di dire la verità, il che è già una distinzione interessante.
La black list di Hollywood e la carriera distrutta
La parte forse più pesante dell’intervista riguarda quello che è successo dopo il divorzio, non durante il matrimonio. Fagnani le chiede se la carriera sarebbe stata la stessa senza Stallone, e Nielsen risponde con una nettezza che non lascia spazio all’interpretazione.
“Mi ha distrutto la carriera da quando sono andata via da lui. Mi ha fatto entrare nella black list di Hollywood. Non poteva credere che qualcuno lo lasciasse.”
Quest’ultima frase è quella che pesa di più, e non riguarda la carriera. Riguarda l’ego. Stallone, secondo Nielsen, non riusciva ad accettare di essere stato lasciato. Non lasciato da chiunque: lasciato da lei, che aveva fatto le valigie dopo diciannove mesi e se n’era andata senza chiedere permesso. E la risposta era stata usare il peso che aveva nell’industria per chiuderle le porte.
Se è andata davvero così, è il tipo di comportamento che descrive una persona abbastanza precisa. Non qualcuno ferito, non qualcuno arrabbiato nel modo comprensibile in cui si è arrabbiati dopo una separazione. Qualcuno che considera inaccettabile il fatto stesso di essere stato lasciato, e che risponde rendendo il costo di quella scelta il più alto possibile.
“A letto era più un coniglio”
E poi, tra una cosa pesante e l’altra, Nielsen lancia la frecciata che ha fatto il giro di tutti i siti di gossip italiani nel giro di poche ore. Fagnani, immagino con quella faccia che fa quando sa già che la risposta sarà interessante, le chiede qualcosa su Stallone, e Nielsen risponde: “A letto era più un coniglio.”
Rocky, Rambo, il pugile più famoso del cinema americano, l’uomo che negli anni Ottanta incarnava una certa idea di mascolinità muscolare e silenziosa. Un coniglio. È il tipo di commento che funziona a prescindere dal contesto, e che Nielsen lancia con la disinvoltura di qualcuno che ha aspettato abbastanza a lungo da non provare nemmeno il brivido del tabù.
Il bullismo, l’alcol e la foto nel parco che le ha “rotto mezza anima”
L’intervista non è stata solo Stallone, e sarebbe sbagliato ridurla a quello. Nielsen ha parlato del bullismo subito durante l’infanzia in Danimarca, dove era già alta e diversa dagli altri in un modo che i bambini non perdonano mai. Ha parlato della dipendenza dall’alcol, che ha attraversato anni della sua vita adulta. E ha raccontato la foto del 2012, quando i paparazzi la avevano immortalata in un parco di Los Angeles in evidente stato di alterazione, con una bottiglia in mano.
“È stata una giornata proprio orribile. Qualcuno mi ha fatto una foto. Mi ha rotto mezza anima.”
Frase semplice, peso specifico alto. Non la difesa, non la spiegazione, non il racconto di cosa era successo prima di quella foto. Solo la reazione a essere stata vista in quel momento da qualcuno che aveva deciso che quel momento valeva una fotografia.
La rissa sfiorata con Madonna
E poi, perché Belve funziona anche così, arriva il momento che alleggerisce tutto. Nielsen racconta di una sera in un club in cui Madonna le stava continuamente pestando i piedi. Piccola parentesi: Madonna e Brigitte Nielsen nello stesso club negli anni Ottanta è già di per sé un’immagine abbastanza precisa di un’epoca. Nielsen la guarda, la chiama “questa miniatura di Madonna”, e le dà una spinta.
“Le ho dato una spinta.” Detto con la stessa naturalezza con cui si racconta di aver salutato qualcuno per strada. Madonna, una spinta, avanti. Nielsen ride raccontandolo, e il fatto che rida dice qualcosa sul tipo di vita che ha fatto, su quante cose ha attraversato, e su quanto la prospettiva cambia quando sei sopravvissuto a abbastanza da poter guardare indietro e trovare alcune cose divertenti invece che solo pesanti.
Brigitte Nielsen ha sessantadue anni, cinque matrimoni alle spalle, una figlia avuta a cinquantaquattro anni con il marito attuale Mattia Dessì, e un contratto con Stallone che le impedisce di dire quello che probabilmente sarebbe ancora più interessante di quello che ha detto. Per ora ci accontentiamo del coniglio e della spinta a Madonna.
Voi avete visto l’intervista? E soprattutto: cosa pensate delle dichiarazioni su Stallone, vi hanno sorpreso o vi aspettavate qualcosa del genere?


