Bud Spencer non c’è più da dieci anni, Terence Hill continua a essere amato come uno di famiglia e i loro film passano ancora in televisione raccogliendo spettatori di ogni età. Ora quel legame diventa un documentario. Il primo trailer di …E continuano a mangiare fagioli è stato pubblicato il 5 agosto e promette un viaggio costruito con testimonianze, ricostruzioni e luoghi legati alla coppia più popolare del cinema italiano.
Il progetto è diretto da Daniel Mercatali e nasce dal libro I fagioli comunque… erano uno schifo di Marcello Vicini, che firma anche la sceneggiatura ed è tra i produttori. Non si tratta quindi della solita raccolta di scene celebri accompagnate da qualche intervista nostalgica. L’obiettivo è raccontare come venivano realizzati quei film, chi costruiva le scazzottate, quali professionisti lavoravano dietro le quinte e perché quel cinema continui a passare dai genitori ai figli senza perdere forza.
Il trailer riporta subito dentro il loro cinema
Il titolo gioca naturalmente con i piatti di fagioli divorati da Bud Spencer e Terence Hill tra un cazzotto e una battuta. Il trailer recupera proprio quell’atmosfera: polvere, western, tavolate, stuntman, ricostruzioni sceniche e volti che sembrano usciti da un set degli anni Settanta.
Il rischio di un progetto simile sarebbe quello di affidarsi soltanto all’effetto nostalgia. Vedere una Dune Buggy rossa con la cappottina gialla o sentire una musica familiare basta a far sorridere, ma non basta per sostenere un documentario intero. Le prime immagini suggeriscono invece la volontà di ricostruire anche il lavoro artigianale che rendeva quelle avventure così riconoscibili.
Le scazzottate, per esempio, sembravano spontanee e caotiche. Dietro c’erano invece tempi comici precisi, coordinamento, controfigure e settimane di preparazione. Ogni sedia rotta, ogni cattivo scaraventato su un tavolo e ogni pugno sulla testa dovevano funzionare senza trasformare il set in un pronto soccorso permanente.
Tra le persone coinvolte figurano infatti diversi stuntman storici, compresi Ottaviano Dell’Acqua, Franco Moruzzi e Pietro Torrisi. Le loro testimonianze possono raccontare quei film da un punto di vista che raramente ha ricevuto spazio: quello di chi prendeva materialmente le botte al posto degli attori e aiutava a trasformarle in gag.
Un documentario nato grazie ai fan
La storia produttiva rispecchia bene il rapporto tra Bud Spencer, Terence Hill e il pubblico. Il progetto è partito attraverso una raccolta fondi sostenuta dagli appassionati, con ricompense che andavano dall’inserimento nei titoli di coda alla possibilità di assistere alle riprese.
Non è un dettaglio secondario. Molti documentari vengono progettati dall’alto, cercando poi un pubblico interessato. …E continuano a mangiare fagioli ha seguito il percorso opposto: il pubblico esisteva già e ha contribuito a rendere possibile il film.
Le riprese si sono svolte tra Italia, San Marino, Francia e Spagna, passando anche per Campo Imperatore, uno dei luoghi legati all’immaginario western della coppia. RaiNews aveva seguito il set in Abruzzo, mostrando il ritorno della troupe nei paesaggi utilizzati per ricreare le atmosfere di Trinità.
La fotografia è affidata a Davide Mancori, mentre Alberto Baldisserotto cura la parte artistica e multimediale. Baldisserotto è già conosciuto dai fan per il progetto a fumetti ufficiale Trinità & Bambino, altro tentativo di proseguire quell’universo senza limitarsi a copiarlo.
Chi vedremo nel documentario
L’elenco degli ospiti è ampio e attraversa decenni di cinema italiano. Ci saranno Sal Borgese, il memorabile Anulu di Chi trova un amico trova un tesoro, e Yanti Somer, apparsa in …Continuavano a chiamarlo Trinità. A loro si aggiungono lo sceneggiatore Ernesto Gastaldi, il compositore Franco Micalizzi, l’illustratore Renato Casaro, Enrico Vanzina, Jerry Calà, Gigi e Andrea, Andy Luotto e Renato Cestiè.
Nel database del film compaiono inoltre Riccardo Pizzuti, Manuel de Blas, Andrea Roncato, Naike Rivelli e diversi interpreti e tecnici legati direttamente o indirettamente a quel mondo. Il progetto risulta attualmente in post-produzione, mentre non è stata ancora comunicata una data ufficiale di uscita nelle sale o sulle piattaforme.
La presenza più attesa resta naturalmente quella di Terence Hill. Il materiale promozionale e la campagna iniziale mostrano che l’attore conosce il progetto e aveva ricevuto personalmente il libro dal quale nasce il documentario. Le informazioni disponibili, però, non consentono ancora di confermare con precisione quanto spazio avrà nel montaggio finale.
Perché Bud Spencer e Terence Hill funzionano ancora
I loro film non erano sofisticati e non cercavano di sembrarlo. Avevano trame semplici, cattivi riconoscibili, musiche immediate e una violenza completamente irreale. Le persone venivano lanciate attraverso finestre, colpite con panche e sepolte sotto montagne di uomini, ma pochi minuti dopo erano di nuovo in piedi.
Bud rappresentava la forza tranquilla. Terence la velocità, l’astuzia e il sorriso di chi aveva già capito come sarebbe finita la rissa. Insieme creavano un equilibrio difficilissimo da imitare.
Anche il doppiaggio, le colonne sonore e i caratteristi contribuirono a costruire un linguaggio popolare che funzionava in Italia, Germania, Spagna e in molti altri Paesi. Non sorprende quindi che il documentario abbia cercato testimonianze e ambientazioni anche fuori dai confini italiani.
…E continuano a mangiare fagioli avrà il compito di spiegare questo successo senza rovinarne la magia. Il trailer fa sperare in un’opera affettuosa, piena di aneddoti e capace di lasciare spazio alle persone che costruirono quei film lontano dai riflettori.
La data di uscita manca ancora, ma dopo due anni di lavorazione il progetto è entrato nella fase decisiva. Il trailer non annuncia il ritorno di Bud e Terence, perché in realtà non se ne sono mai andati. Basta accendere la televisione, sentire le prime note di una colonna sonora e aspettare che qualcuno ordini una padella di fagioli.


