C’è una cosa che succede ogni Natale in Italia con la stessa puntualità del panettone e dei litigi in famiglia: arriva il film di Checco Zalone e il box office italiano smette di esistere per tutto il resto. Gli altri film in sala diventano comparse, la gente si mette in coda come se distribuissero qualcosa di gratis, e i giornali iniziano a scrivere di record come se stessero commentando una finale mondiale. Poi però arriva su Netflix, e il ciclo ricomincia: chi non lo aveva visto al cinema ci si fionda sopra il primo giorno disponibile, e chi lo aveva già visto lo riguarda sul divano in pigiama perché in fondo è più comodo.
Buen Camino è sbarcato sulla piattaforma il 29 aprile 2026, ed è diventato subito il film più visto in Italia. Nessuna sorpresa. Ma dietro questo risultato c’è una storia di numeri, scelte creative e curiosità di produzione che vale la pena raccontare per bene, perché il film dei record merita qualcosa di più di un semplice “è di Zalone, ovviamente ha incassato tanto.”
Il giorno di Natale più redditizio della storia del cinema italiano
Partiamo dalla sala, perché quello che è successo al cinema a partire dal 25 dicembre 2025 è oggettivamente difficile da credere anche adesso che i dati sono definitivi. Nel primo giorno di programmazione Buen Camino ha incassato quasi 5 milioni e 700mila euro, portando a casa il 78,8% dell’intero box office italiano di quel giorno. Significa che ogni otto euro spesi in un cinema italiano quel giorno, quasi sette erano per Zalone. Gli altri film in sala erano tecnicamente presenti, ma solo in senso burocratico.
Nella prima settimana il totale ha raggiunto i 36 milioni di euro, posizionandosi come undicesimo maggior incasso di sempre in Italia. Al quarto giorno aveva già superato Lilo & Stitch, che in quel momento era il film più visto della stagione. Al terzo giorno aveva già battuto gli incassi totali di Avatar – Fuoco e cenere. In 24 giorni ha superato i 68 milioni, diventando il film con il maggior incasso di sempre nel box office italiano, superando il record che apparteneva al primo Avatar dal 2009. Al momento dell’arrivo su Netflix, il totale aveva raggiunto i 76 milioni e 300mila euro, con oltre 9 milioni di biglietti venduti.
Zalone occupa ora cinque posizioni nella top 10 dei maggiori incassi di sempre in Italia. Cinque. Su dieci. È come se uno stesso tennista avesse vinto metà degli Slam della storia.
Dieci anni di attesa e una figlia che si chiama Cristal
Il film segna il ritorno della coppia Luca Medici e Gennaro Nunziante a quasi dieci anni dall’ultima collaborazione, che era stata Quo vado? nel 2016. Nel mezzo c’è stato Tolo Tolo nel 2020, diretto da Zalone stesso, ma la coppia storica era ferma da un decennio. Il che spiega in parte l’attesa spasmodica e i numeri da capogiro: il pubblico italiano aspettava questa reunion come si aspetta qualcosa che sa già che gli piacerà, e quando arriva non si fa trovare impreparato.
La storia è quella di Checco, figlio unico viziato di un ricco produttore di divani, che conduce una vita agiata tra ville e agi vari finché non gli sparisce la figlia adolescente. Che si chiama Cristal, in onore dello champagne francese, il che già da solo racconta tutto quello che c’è da sapere sul tipo di padre che è Checco. La ragazza è partita per la Spagna per percorrere il Cammino di Santiago di Compostela a piedi, e lui deve andarla a cercare lungo 800 chilometri di pellegrinaggio. Un uomo abituato a muoversi in Ferrari che deve camminare per settimane con gli zaini in spalla e gli sconosciuti intorno. Il terreno perfetto per Zalone.
Le riprese tra Italia e Spagna e una Ferrari distrutta dai tori
Le riprese si sono svolte tra luglio e ottobre 2025, tra l’Italia e varie location spagnole lungo il Cammino di Santiago, inclusi quattro giorni a Boadilla del Camino, uno dei borghi più caratteristici del percorso. Il film ha quindi quella componente di paesaggio autentico che le commedie italiane spesso sacrificano sull’altare della comodità logistica.
Dal punto di vista degli effetti speciali, la produzione ha usato il lavoro di EDI Effetti Digitali Italiani per le sequenze più ambiziose: una corsa dei tori che distrugge una Ferrari, milioni di petali lanciati da un elicottero e l’inserimento digitale di una piramide all’interno della villa di Checco. Sono tutti dettagli che nel contesto di una commedia italiana suonano abbastanza folli, il che è esattamente il punto.
Nel cast, oltre a Zalone e alla giovane Letizia Arnò nel ruolo di Cristal, ci sono Beatriz Arjona, attrice spagnola, e Martina Colombari, che torna al cinema dopo un lungo periodo di assenza. Il film ha anche vinto il David dello Spettatore, il premio che viene assegnato al film italiano con il maggior numero di spettatori in sala, il che è un po’ come vincere un premio per aver mangiato più pizza: difficile fare di meglio partendo da quei numeri.
L’annuncio su Netflix con tutti i personaggi di Zalone insieme
Per annunciare l’arrivo sulla piattaforma, Netflix ha pubblicato un video inedito in cui tutti i personaggi più iconici della filmografia di Zalone si incontrano e si danno appuntamento al 29 aprile. Una specie di crossover tra i suoi film, che ha il merito di ricordarti che in vent’anni di carriera questo attore ha costruito un piccolo universo di personaggi riconoscibili, ognuno con la sua logica interna, ognuno capace di far ridere in modo diverso.
In parallelo all’arrivo di Buen Camino, Netflix ha messo a disposizione l’intera filmografia: Cado dalle nubi, Che bella giornata, Sole a catinelle, Quo vado? e Tolo Tolo. Il che significa che se non conosci Zalone puoi recuperare tutto in un fine settimana, e se lo conosci già puoi rivedere tutto con la scusa che “stavi aspettando di rivederlo in streaming.”
Le recensioni tiepide che non hanno fermato nessuno, di nuovo
Anche qui, come già accaduto con Unchosen di cui abbiamo scritto qualche giorno fa, la critica e il pubblico hanno preso direzioni opposte. Su IMDB il film segna 6.4, e tra le recensioni si trovano commenti che parlano di sceneggiatura fragile, battute prevedibili e un Zalone “con il freno a mano tirato” rispetto ai film precedenti. Qualcuno ha fatto notare che la struttura ricorda molto Sole a catinelle, dove era il figlio Nicolò invece della figlia Cristal, e il viaggio era in Italia invece che in Spagna.
Sono osservazioni legittime. Buen Camino non è il film più coraggioso di Zalone, e chi lo segue da Cado dalle nubi sa benissimo che certi picchi di ironia feroce qui si sentono meno. Ma il pubblico se ne è infischiato con un’allegria disarmante, ed è andato al cinema a milioni nonostante le recensioni tiepide, nonostante i paragoni con i capitoli precedenti, nonostante tutto. Il che solleva la solita domanda senza risposta: a cosa servono le recensioni dei critici? Probabilmente a qualcosa, ma non è ancora chiaro a cosa esattamente.
Quello che è chiaro è che Buen Camino è su Netflix da ieri, che è già il più visto in Italia, e che nelle prossime settimane sarà impossibile partecipare a una conversazione senza che qualcuno ne parli. Potresti anche vederlo adesso, prima che diventi argomento obbligatorio ai pranzi di famiglia. Almeno così arrivi preparato.

