Miley Cyrus spegne oggi 33 candeline e lo fa nel modo più dolce possibile, con un messaggio che ci ricorda perché, nonostante tutti gli alti e bassi della sua carriera, continua a essere una delle popstar più amate del panorama musicale internazionale. “I 33 anni brillano già intensamente grazie al calore dei vostri dolci auguri di compleanno. Tutto ciò che voglio quest’anno sono più risate con le persone che mi regalano quelle piccole rughe del sorriso che stanno cominciando a comparire. Vi amo tutti”, ha scritto la cantante sui social.
Un messaggio che profuma di maturità e gratitudine, molto lontano dall’immagine ribelle e provocatoria che l’ha accompagnata per gran parte della sua carriera. Ma ripercorriamo insieme il viaggio di questa artista che ha saputo reinventarsi più volte, sempre rimanendo fedele a se stessa.
Da Hannah Montana alla ribellione pop
Facciamo un salto indietro al 2006, quando una giovanissima Miley conquistava il mondo nei panni di Hannah Montana, la studentessa con la doppia vita da popstar nella serie Disney Channel. Chi avrebbe mai immaginato che quella ragazzina con la parrucca bionda sarebbe diventata una delle artiste più controverse e al tempo stesso più rispettate del panorama musicale?
Il passaggio da teen idol a icona pop ribelle non è stato indolore. Il 2013 è stato l’anno della sua metamorfosi più radicale: il taglio di capelli cortissimo platinato, l’esibizione al VMA con Robin Thicke che ha fatto scandalo in tutto il mondo, e il lancio di “Bangerz”, un album che ha segnato il suo definitivo distacco dall’immagine Disney. “Wrecking Ball” è diventato uno dei videoclip più iconici del decennio, con oltre un miliardo di visualizzazioni su YouTube.
I record e i traguardi che forse non conosci
Ma parliamo di numeri, perché Miley non è solo provocazione e show. Ha venduto oltre 20 milioni di album e 55 milioni di singoli in tutto il mondo. Ha piazzato cinque album nella top 5 della Billboard 200, e “Flowers” – il suo ultimo grande successo del 2023 – le ha regalato il suo primo Grammy come miglior performance pop solista, un riconoscimento che inseguiva da anni.
Una curiosità che in pochi conoscono? Miley è madrina di Noah Cyrus, la sua sorella minore, che è anche un’artista affermata. Ma soprattutto, Miley Cyrus non è il suo vero nome: è nata Destiny Hope Cyrus, ma la chiamavano “Smiley” (sorridente) da bambina perché sorrideva sempre. Il soprannome si è poi trasformato in “Miley”, che ha ufficialmente adottato come nome d’arte.
L’attivismo e il cuore dietro la provocazione
Quello che spesso viene sottovalutato è il suo impegno come attivista. Nel 2014 ha fondato la Happy Hippie Foundation, un’organizzazione no-profit che si occupa di aiutare giovani senzatetto e membri della comunità LGBTQ+. Miley ha sempre usato la sua piattaforma mediatica per parlare di temi importanti come i diritti LGBTQ+, la salute mentale e l’accettazione di sé.
Ha pubblicamente parlato della sua pansessualità, contribuendo a normalizzare conversazioni che fino a pochi anni fa erano considerate tabù nel mainstream. E la sua voce potente – quella vera, non metaforica – è stata riconosciuta anche dai critici più severi. Chi ha visto la sua performance al Super Bowl TikTok Tailgate nel 2021 sa di cosa parlo: pura energia vocale.
Il matrimonio, il divorzio e la rinascita
La sua vita sentimentale è sempre stata sotto i riflettori mediatici. La relazione on-off con Liam Hemsworth, iniziata sul set di “The Last Song” nel 2009, si è conclusa con un matrimonio lampo nel dicembre 2018 e un divorzio nell’agosto 2019. Ma è proprio da quella rottura che è nato “Flowers”, il suo inno all’indipendenza e all’amore per se stessa che ha conquistato il mondo nel 2023.
“I can buy myself flowers, I can love me better than you can” è diventato un mantra generazionale, un grido di riscatto che ha risuonato in milioni di persone. E quella canzone, curiosamente, è uscita il 13 gennaio 2023, lo stesso giorno del compleanno di Liam Hemsworth. Coincidenza? Non credo.
Le collaborazioni che hanno fatto la storia
Miley ha collaborato con alcuni dei nomi più grandi della musica. Da Dolly Parton (sua madrina di battesimo, sì hai letto bene!) a Mark Ronson, passando per Dua Lipa e i Flaming Lips. La sua capacità di spaziare tra generi – dal pop al country, dal rock all’hip hop – la rende una delle artiste più versatili della sua generazione.
Il suo album “Plastic Hearts” del 2020, con le collaborazioni di Billy Idol e Joan Jett, ha mostrato il suo lato più rock e ha ricevuto recensioni entusiastiche dalla critica, che finalmente ha riconosciuto la sua maturità artistica.
I 33 anni e la nuova consapevolezza
Oggi Miley celebra i suoi 33 anni con una serenità che non le abbiamo mai visto prima. Le “rughe del sorriso” di cui parla nel suo messaggio non sono un segno di invecchiamento, ma il simbolo di una vita vissuta intensamente, di risate condivise, di momenti autentici con le persone che ama davvero.
Lontana dai riflettori più invasivi, Miley sembra aver trovato il suo equilibrio perfetto tra vita pubblica e privata, tra provocazione e autenticità, tra la ragazza ribelle che faceva impazzire i tabloid e la donna consapevole che oggi firma hit mondiali senza dover rinunciare a se stessa.
E tu, qual è il tuo momento preferito della carriera di Miley Cyrus? Sei più team Hannah Montana, team Bangerz o team Flowers? Raccontaci nei commenti quale canzone ti ha accompagnato in questi anni!

