Avviso spoiler: quello che segue racconta tutto quello che succede nel quinto episodio della quinta stagione di The Boys. Se non sei in pari con la visione e non vuoi sapere niente, chiudi questa pagina adesso. Se invece hai già visto l’episodio e hai bisogno di parlarne con qualcuno perché quello che hai visto ti ha lasciato a fissare lo schermo per trenta secondi in silenzio, sei nel posto giusto.
C’è un momento preciso in cui capisci che una serie televisiva ha deciso di smettere di fare il minimo indispensabile e di provare qualcosa di diverso. Di solito arriva quando meno te lo aspetti, a metà stagione, quando hai già abbassato leggermente le aspettative e ti sei fatto una specie di pace con il fatto che forse questa stagione è buona ma non eccezionale. Poi arriva quell’episodio lì, e ti ricordi perché hai iniziato a guardare la serie in primo luogo.
Buona la prima, il quinto episodio della quinta e ultima stagione di The Boys, è quell’episodio lì.
La struttura: un giorno raccontato da più prospettive
La cosa più coraggiosa che fa Buona la prima è la struttura. Invece di andare avanti con la trama in modo lineare, l’episodio prende una singola giornata e la racconta attraverso una serie di vignette: ogni segmento segue un personaggio diverso, tornando indietro e avanzando nel tempo per mostrare gli stessi eventi da angolazioni diverse. È un formato che richiede una certa fiducia nel pubblico, perché all’inizio disorientata, e che funziona solo se ogni storia ha abbastanza peso da reggersi da sola.
Qui ci riesce, anche se non tutti i segmenti sono allo stesso livello. Quello di Firecracker è semplicemente straordinario. Quello di Soldier Boy ha i suoi momenti. Quello di Black Noir commuove più di quanto ti aspetti. Il segmento con Terror il cane e i suoi appetiti particolari è il tipo di cosa che solo The Boys potrebbe mettere in un episodio senza che sembri fuori posto, e su questo lasciamo perdere i dettagli perché alcune cose è meglio scoprirle da soli.
Firecracker: il personaggio che nessuno si aspettava di amare
Parliamo della storia più importante dell’episodio, quella di Firecracker, perché merita un discorso a parte. Per due stagioni il personaggio di Valorie Curry era stato usato essenzialmente come figura comica e propagandista urlante, la spalla esaltata di Patriota con l’accento del sud sparato a volume massimo. Poi arriva questo episodio e ti fa capire che forse stavi guardando la cosa sbagliata dall’inizio.
L’episodio apre con Firecracker a Vought Tower mentre aiuta a presentare ai Seven il nuovo piano di marketing: trasformare Patriota in Dio. C’è una Bibbia di Patriota, generata dall’intelligenza artificiale, con il Vecchio Testamento, il Nuovo Testamento e un inedito Terzo Testamento dedicato all’unico vero salvatore d’America. Soldier Boy, vedendola, riesce solo a sussurrare “what the fuck”, che è esattamente la reazione corretta e probabilmente la stessa che hai avuto tu guardando la scena.
Poi Firecracker scopre che deve andare in diretta sulla sua trasmissione e accusare pubblicamente il suo pastore, quello che le ha insegnato la fede, di essere un pedofilo. Lo fa. Va in onda. Piange in diretta, e il pubblico pensa che stia piangendo di gioia mentre invece sta piangendo perché sta tradendo l’unica persona che le ha voluto bene sul serio. È una di quelle scene in cui la serie riesce a fare due cose contemporaneamente: raccontare la storia del personaggio e raccontare come funziona la propaganda, come si costruisce la menzogna pubblica, come si usano le lacrime vere per vendere bugie.
La scena che chiude il suo arco narrativo è quella che fa capire che questo episodio entra nella storia della serie. Patriota decide di licenziarla. Lei non accetta, e in un momento di disperazione totale gli dice che lo ama, che ha sacrificato tutto per lui, che è l’unica persona che lo abbia mai amato sul serio. Lui sorride. Lei lo chiama Dio. E per questo preciso motivo, perché ha confermato la sua divinità, la impala sulla testa di un’aquila decorativa.
Firecracker muore perché ha detto a Patriota esattamente quello che voleva sentirsi dire. È il tipo di finale che ti lascia qualcosa addosso, e che fa rileggere in modo completamente diverso tutte le scene precedenti del personaggio. Uno dei migliori archi narrativi dell’intera serie, risolto in un singolo episodio.
La riunione di Supernatural che nessuno aveva ordinato ma tutti volevano
Eric Kripke, creatore di The Boys, è anche il creatore di Supernatural, la serie andata avanti per quindici stagioni. In questo episodio ha deciso di riunire i tre protagonisti di quella serie, Jensen Ackles, Jared Padalecki e Misha Collins, in una sequenza che sulla carta sembra un’idea pazzesca e sullo schermo funziona meglio di quanto meriti.
Il contesto è una partita a poker tra Mr. Marathon, il super che conosce la posizione del composto V-One rubato, e vari personaggi di passaggio. Ackles è già nel cast come Soldier Boy, quindi la sua presenza era scontata. Padalecki e Collins compaiono come ospiti, e i tre finiscono in una scena di combattimento che strizza l’occhio ai fan di Supernatural senza essere una citazione esplicita. Patriota alla fine schiaccia letteralmente la testa di Mr. Marathon sul pavimento, il che chiude il segmento in modo abbastanza definitivo. La scena non fa avanzare la trama in modo rilevante, ma il fatto che Kripke abbia trovato il modo di fare questa cosa nell’ultimo anno della serie dice molto su quanto tenga ai personaggi che ha creato in precedenza.
Black Noir perde il suo mentore, grazie a The Deep
Il segmento di Black Noir è il più silenzioso dell’episodio, nel senso letterale dato che il personaggio non parla, e anche il più inaspettatamente commovente. Il suo mentore viene ucciso da The Deep in un momento di violenza gratuita che ha tutta la logica di un capriccio. The Deep uccide perché può, perché qualcuno lo ha guardato in modo sbagliato, perché è il tipo di persona che trasforma l’insicurezza in aggressività nel momento in cui ha abbastanza potere per farlo. Noir resta solo, di nuovo, e il peso di quella solitudine si sente anche attraverso lo schermo.
Dove siamo arrivati
Con tre episodi alla fine, la squadra di Butcher è messa male. Mancano le risorse, manca il composto per il virus, A-Train è morto, Patriota si sta costruendo una religione intorno a se stesso con il supporto attivo di Soldier Boy. Firecracker è morta nel modo più freddo possibile. Sister Sage sta macchinando qualcosa che nelle ultime puntate tornerà probabilmente al centro di tutto.
Buona la prima è forse il miglior episodio della stagione, sicuramente il più coraggioso nella forma e il più riuscito nell’esecuzione. Se le ultime tre puntate mantengono questo livello, The Boys chiude nel modo in cui merita.


