Buonvino – Misteri a Villa Borghese debutta oggi, 7 maggio 2026, su Rai 1 e porta in prima serata un nuovo commissario televisivo: Giovanni Buonvino, interpretato da Giorgio Marchesi. La serie, tratta dai romanzi di Walter Veltroni, punta su un poliziesco più gentile del solito, ambientato in uno dei luoghi più riconoscibili di Roma: Villa Borghese.
Non aspettarti il classico commissario cupo, distrutto dalla vita e sempre pronto a sbattere il fascicolo sul tavolo. Qui il protagonista è diverso. Buonvino ascolta, osserva, prova a capire le persone prima ancora dei reati. E attorno a lui si muove un cast pensato per costruire un commissariato imperfetto, umano, pieno di ferite e seconde possibilità.
La fiction arriva in due serate, il 7 e il 14 maggio, con quattro episodi. Al centro c’è il commissariato di Villa Borghese, che sulla carta dovrebbe essere una destinazione tranquilla. Un posto quasi laterale, lontano dai casi più pesanti. Solo che, come spesso succede nei gialli, dietro l’apparente calma del parco si nascondono misteri, morti sospette e storie rimaste ferme per troppo tempo.
Giorgio Marchesi è Giovanni Buonvino
Il volto principale della serie è Giorgio Marchesi, che interpreta Giovanni Buonvino. Il personaggio arriva al commissariato di Villa Borghese dopo un errore commesso durante un blitz. Prima era vicequestore, poi viene spostato in un incarico che sembra quasi una punizione elegante: un commissariato immerso nel verde, dove tutti pensano che non succeda mai nulla di serio.
Naturalmente non sarà così.
Buonvino è un investigatore molto diverso dai soliti protagonisti del crime televisivo. Non punta sulla durezza, non cerca lo scontro continuo, non vive ogni indagine come una guerra personale. Il suo tratto più riconoscibile è l’empatia. Ascolta le persone, cerca le crepe nei racconti, capisce che dietro un caso non ci sono solo indizi, ma vite rovinate, paure, bugie e silenzi.
Giorgio Marchesi sembra una scelta adatta proprio per questo tono. Ha una presenza solida, ma non aggressiva. Può rendere credibile un commissario che non ha bisogno di urlare per farsi rispettare. E in una tv piena di poliziotti tormentati, questa può essere una variazione interessante.
Serena Iansiti è Veronica Viganò
Accanto a Buonvino troviamo Serena Iansiti, che interpreta Veronica Viganò, la sua vice. Veronica non è solo una collega: tra lei e Giovanni c’è un passato, un legame che rende il loro rapporto più sfumato.
Il personaggio porta con sé anche una ferita personale importante. È rimasta vedova dopo la morte del marito, che era anche un collega, e Villa Borghese per lei è diventata una specie di rifugio. Un posto dove lavorare senza esporsi troppo, dove tenere il dolore a distanza, almeno in apparenza.
L’arrivo di Buonvino cambia gli equilibri. Non perché la serie debba per forza trasformarsi subito in una storia sentimentale, ma perché i due personaggi sembrano riconoscersi nelle rispettive fragilità. Lui deve ricostruire la propria credibilità dopo un errore. Lei deve capire se può ancora rimettersi davvero in gioco.
Francesco Colella è Pierluigi Portanova
Francesco Colella interpreta Pierluigi Portanova, uno degli elementi più esperti del commissariato. È un ispettore con competenze informatiche e una conoscenza profonda dell’ambiente in cui lavora.
Portanova è il classico personaggio che può diventare prezioso perché conosce il territorio, le abitudini, le persone e anche i piccoli meccanismi interni della squadra. Non ha bisogno di fare la scena a ogni costo. È uno di quelli che tengono in piedi il lavoro quotidiano, spesso senza prendersi troppi riflettori.
In una fiction investigativa, figure così sono fondamentali. Il protagonista può avere l’intuizione, ma poi servono metodo, memoria, pazienza e capacità di collegare dettagli che agli altri sfuggono. Portanova sembra pensato proprio per questo.
Matteo Olivetti è Daniele Cecconi
Matteo Olivetti veste i panni di Daniele Cecconi, un agente dal carattere schietto, diretto e istintivo. Non è uno che gira troppo intorno alle cose. E questo, dentro una squadra guidata da un commissario come Buonvino, può creare un contrasto utile.
Daniele porta energia, ma anche qualche rischio. L’impulsività può aiutare quando bisogna agire in fretta, però può diventare un problema quando serve misura. E Buonvino, invece, sembra proprio uno che sulla misura costruisce il suo modo di lavorare.
Questo tipo di dinamica può funzionare bene nella serie: da una parte il commissario che prova a leggere le persone, dall’altra un agente più immediato, più fisico, più pronto alla reazione. Se scritto bene, Daniele può diventare uno dei personaggi più vivaci del gruppo.
Daniela Scattolin è Ginevra Robotti
Nel cast c’è anche Daniela Scattolin, che interpreta Ginevra Robotti. Il personaggio arriva da Mestre, ha una laurea in Economia e sogna di occuparsi di crimini finanziari.
Questo dettaglio la rende subito interessante, perché la distingue dalla solita figura di supporto dentro il commissariato. Ginevra ha un’ambizione precisa. Non vuole restare ferma in un ruolo qualsiasi. Ha competenze, desideri professionali e probabilmente anche la frustrazione di chi sente di poter fare di più.
In una squadra un po’ sottovalutata come quella di Villa Borghese, un personaggio così può portare una bella tensione interna. Ginevra non è lì solo per compilare carte o fare da spalla agli altri. Può diventare una risorsa importante, soprattutto nei casi in cui il denaro, le bugie economiche o i rapporti di potere diventano decisivi.
Ivan Zerbinati nel cast di Buonvino
Tra gli interpreti principali segnalati per la serie c’è anche Ivan Zerbinati. La sua presenza contribuisce ad allargare il microcosmo del commissariato e a dare alla fiction una struttura più corale.
Questo è un aspetto importante, perché un giallo televisivo funziona meglio quando il protagonista non vive nel vuoto. Buonvino ha bisogno di una squadra attorno, di colleghi con caratteri diversi, di rapporti da costruire e da mettere alla prova. Il commissariato deve sembrare un luogo vivo, non solo un ufficio dove il protagonista entra ed esce tra un’indagine e l’altra.
Alberto Gimignani nel cast di Buonvino
Nel gruppo troviamo anche Alberto Gimignani, altro volto che arricchisce il cast della fiction. Anche in questo caso, la serie sembra voler puntare su un insieme di personaggi riconoscibili, non solo su una figura centrale.
La forza di un commissariato televisivo sta spesso nei dettagli: chi è più cinico, chi è più ingenuo, chi sa tutto ma parla poco, chi sbaglia per generosità, chi conosce il mestiere e chi deve ancora impararlo. Gimignani si inserisce in questa dimensione corale, che può dare alla serie un passo più caldo e umano.
Fabrizio Parenti nel cast di Buonvino
Fabrizio Parenti è un altro nome presente nel cast di Buonvino – Misteri a Villa Borghese. Anche lui contribuisce a costruire il mondo della serie, che non vuole limitarsi al caso della settimana, ma creare un ambiente stabile, con volti e rapporti destinati a tornare.
Questo è un punto da non sottovalutare. Una fiction crime può funzionare anche con casi ben costruiti, certo. Ma se vuoi che il pubblico torni alla puntata successiva, devi fargli venire voglia di ritrovare quei personaggi. Il cast, quindi, non serve solo a risolvere delitti. Serve a creare familiarità.
Guglielmo Favilla nel cast di Buonvino
Completa il quadro anche Guglielmo Favilla, presente tra gli interpreti della serie. Il suo nome si aggiunge a un gruppo che sembra pensato per dare varietà al racconto, tra indagini, rapporti interni e storie personali.
In una fiction come questa, ambientata in un luogo così riconoscibile, ogni personaggio può diventare un pezzo dell’identità della serie. Non solo il commissario, quindi, ma tutto ciò che gli ruota attorno: colleghi, testimoni, sospettati, persone che attraversano Villa Borghese portandosi dietro un segreto.
Il cast al servizio di un poliziesco più gentile
La cosa più interessante di Buonvino – Misteri a Villa Borghese è proprio il tono. La serie sembra voler proporre un poliziesco meno rabbioso e più umano. Non significa leggero o innocuo, attenzione. I casi ci sono, e il primo mistero parte già da una morte sospetta collegata a una vecchia scomparsa. Però il modo di affrontare le indagini sembra diverso.
Villa Borghese non è solo uno sfondo bello da vedere. È un parco pieno di persone, memorie, angoli nascosti e storie che possono riaffiorare. Di giorno è un luogo luminoso, familiare, quasi rassicurante. Ma proprio per questo può diventare perfetto per un giallo: perché quando qualcosa di oscuro entra in un posto apparentemente tranquillo, l’effetto è ancora più forte.
Il cast serve a sostenere questa idea. Giorgio Marchesi porta misura, Serena Iansiti aggiunge una ferita emotiva, Francesco Colella dà concretezza, Matteo Olivetti porta energia, Daniela Scattolin introduce ambizione e competenza. Gli altri interpreti completano il quadro e aiutano a rendere il commissariato un posto abitato, non solo raccontato.
Buonvino non arriva come l’eroe che sistema tutto da solo. Arriva in una squadra che deve ritrovare fiducia. E forse il cuore della serie sta proprio qui: non solo scoprire chi ha commesso un crimine, ma ricostruire un gruppo di persone che si erano un po’ fermate.
Se la fiction riuscirà a mantenere questo equilibrio, potrebbe ritagliarsi uno spazio interessante nel giovedì di Rai 1. Non rivoluzionerà il genere, probabilmente, ma può offrire un crime più morbido, più empatico e meno ossessionato dal colpo di scena gridato.
E ogni tanto, una serie investigativa che non ha bisogno di urlare può essere una buona notizia.
Tu cosa ne pensi del cast di Buonvino – Misteri a Villa Borghese? Scrivilo nei commenti e dimmi se Giorgio Marchesi ti convince nei panni di un commissario così diverso dal solito.


