Finalmente non dovrò più limitarmi a recuperare le vecchie puntate di Blu Notte su RaiPlay. Carlo Lucarelli torna con nuovi episodi, nuovi casi e soprattutto con quel modo di raccontare la cronaca nera che, per me, resta ancora oggi uno dei migliori mai visti in televisione.
Il ritorno è fissato per il 19 settembre su Rai3 in prima serata con Blu Notte – Misteri dimenticati. Saranno sei puntate, ognuna dedicata a due vicende diverse, per un totale di 12 casi della cronaca italiana. La nuova stagione arriva a quattordici anni dall’ultima edizione e mantiene l’impostazione che ha reso il programma così riconoscibile: Lucarelli al centro del racconto, ricostruzioni, documenti, immagini d’archivio e un gruppo di esperti chiamato ad approfondire ciò che abbiamo appena ascoltato.
Per chi ama il true crime italiano, è una gran bella notizia.
Lucarelli torna sui casi meno conosciuti
La scelta che mi piace di più riguarda proprio i casi.
La nuova edizione non vuole inseguire necessariamente i delitti che vediamo ogni sera nei talk show. Lucarelli ha spiegato che Blu Notte punterà soprattutto su vicende dimenticate o poco conosciute, spesso rimaste irrisolte e finite nel tempo ai margini dell’attenzione pubblica.
Tra quelle già annunciate troviamo l’omicidio di Angelo Fabbri, studente del DAMS ucciso a Bologna nel 1983, la storia della gang dei marsigliesi e una serie di delitti avvenuti nel Modenese tra gli anni Ottanta e Novanta che potrebbero essere collegati all’attività di un serial killer. Tornerà inoltre il caso di Antonella Di Verro, già affrontato dal programma in passato, ma stavolta con un taglio diverso.
Questa scelta mi convince molto più dell’ennesima puntata su un caso del quale ormai conosciamo perfino cosa aveva mangiato a colazione il vicino di casa della vittima.
Garlasco non ci sarà, e Lucarelli ha spiegato perché
Lucarelli ha già chiarito che non parlerà del caso Garlasco.
Il motivo è sensato: secondo lui quella vicenda appartiene ancora alla cronaca e continua a evolversi. Preferirebbe eventualmente raccontarla tra molti anni, quando sarà possibile mettere insieme gli elementi con una prospettiva storica più completa. Blu Notte, nelle sue intenzioni, deve rimanere soprattutto un programma di narrazione e ricostruzione.
Ed è proprio questa differenza che me lo ha sempre fatto preferire a tanti altri programmi crime.
Lucarelli non prende una notizia di cronaca e la allunga per tre ore.
Racconta una storia.
Per me Carlo Lucarelli resta il migliore a raccontare il crime
Possono arrivare podcast, documentari Netflix, YouTube, TikTok e centinaia di nuovi format.
Poi parte la voce di Carlo Lucarelli, si abbassano le luci e dopo cinque minuti sono già dentro la storia.
Il suo pregio è sempre stato quello di rendere comprensibili vicende molto complicate senza trasformarle in una lezione. Ti accompagna attraverso testimonianze, errori investigativi, piste, sospetti e contraddizioni, ma mantiene sempre una struttura narrativa.
Le vecchie puntate affrontavano casi enormi come Ustica, il Mostro di Firenze, la Banda della Magliana, Enrico Mattei, Pier Paolo Pasolini, Michele Sindona, Roberto Calvi, la Uno Bianca e le Brigate Rosse. Molte sono ancora disponibili su RaiPlay.
Le ho recuperate più volte.
Sono ancora bellissime, ma a un certo punto inizi inevitabilmente a conoscerle quasi a memoria.
Per questo sapere che arriveranno dodici nuove storie cambia parecchio.
Torneranno anche gli esperti
Un’altra scelta che apprezzo è il ritorno del momento di approfondimento.
Lucarelli sarà affiancato dall’ex dirigente della Polizia scientifica Silio Bozzi, dalla psicologa forense e criminologa Margherita Carlini e dal medico legale Mirella Gherardi. Al termine delle ricostruzioni si fermeranno a ragionare sui diversi aspetti dei casi.
Non dovrebbe quindi diventare una semplice successione di ricostruzioni drammatizzate.
Il programma continuerà a chiedersi cosa sappiamo, cosa non sappiamo e quali elementi possano ancora avere un significato investigativo.
Finalmente del crime nuovo raccontato alla maniera di Blu Notte
Il true crime oggi è ovunque.
Paradossalmente proprio per questo sentivo la mancanza di Blu Notte.
Molti prodotti recenti puntano soprattutto sul colpo di scena, sulla musica inquietante o sul montaggio costruito per lasciarti con un cliffhanger ogni dieci minuti.
Lucarelli ha sempre avuto un approccio diverso.
Può raccontarti una vicenda terribile quasi restando immobile davanti alla telecamera, e riesce comunque a tenerti lì.
Il programma tornerà inoltre con le sue luci blu, le immagini in bianco e nero e quella scenografia volutamente essenziale che ha contribuito a renderlo immediatamente riconoscibile.
Per me è quasi un piccolo evento televisivo.
Dal 19 settembre potrò finalmente smettere, almeno per qualche settimana, di rimettere su le vecchie puntate dedicate al Mostro di Firenze o alla Uno Bianca.
Lucarelli torna a raccontare nuovi misteri. Era ora.
E voi siete felici del ritorno di Blu Notte? Quale caso italiano poco conosciuto vorreste vedere raccontato da Carlo Lucarelli? Scrivetecelo nei commenti.


