La vicenda che ruota attorno ad Andrew Windsor torna al centro dell’attenzione internazionale, ma questa volta il punto non è solo politico o mediatico. Secondo un’inchiesta di Radar Online, il rischio concreto è che il principe possa evitare qualsiasi incriminazione se non emergeranno nuove testimonianze dirette da parte delle presunte vittime legate ai traffici di Jeffrey Epstein nel Regno Unito.
Radar Online rivela che diversi esperti legali britannici concordano su un aspetto fondamentale: senza persone disposte a parlare apertamente e a testimoniare in tribunale, le possibilità di arrivare a un processo reale restano molto basse. Anche in presenza di documenti, voli registrati e pressioni politiche, la legge britannica richiede prove precise e racconti diretti dei fatti.
Attualmente, undici forze di polizia nel Regno Unito stanno riesaminando le accuse che collegano Andrew Windsor a Epstein, il finanziere morto nel 2019 mentre era in attesa di processo negli Stati Uniti. Le indagini riguardano soprattutto presunti spostamenti di donne attraverso aeroporti britannici e basi della RAF, durante viaggi legati all’aereo privato di Epstein. Tuttavia, nonostante l’attenzione crescente e la pubblicazione di numerosi documenti da parte delle autorità statunitensi, non è ancora partita un’azione penale coordinata sul suolo britannico.
A spingere per una verifica più approfondita è stato anche l’ex primo ministro Gordon Brown, che ha scritto a sei corpi di polizia, compresa Scotland Yard. Brown ha chiesto di analizzare con attenzione le liste dei passeggeri e i documenti emersi dagli archivi americani, invitando anche a interrogare Andrew Windsor nell’ambito di un’indagine penale. Il principe, dal canto suo, ha sempre negato ogni illecito.
Negli ultimi giorni, Andrew Windsor è stato interrogato per quasi dodici ore dopo essere stato arrestato nel Regno Unito con l’accusa di cattiva condotta in carica pubblica, in relazione al periodo in cui lavorava come inviato commerciale. Secondo le accuse, avrebbe fornito a Epstein informazioni considerate sensibili. Al momento, è stato rilasciato con la formula “sotto indagine”, una situazione che non equivale a un’incriminazione formale.
Il nodo centrale, spiegano gli esperti interpellati da Radar Online, riguarda la fragilità delle prove. Molti dei voli legati a Epstein risalgono a oltre vent’anni fa. Le norme britanniche sulla conservazione dei dati complicano ulteriormente il quadro. I registri dei passeggeri delle basi militari vengono distrutti dopo pochi mesi, mentre quelli delle compagnie aeree civili vengono conservati per un periodo limitato. In molti documenti statunitensi, i passeggeri risultano indicati semplicemente come “donne”, senza nomi o dettagli utili.
Una recente indagine della BBC ha individuato 87 voli collegati a Epstein che sono partiti o atterrati nel Regno Unito tra i primi anni Novanta e il 2018. Tra questi figurano anche viaggi compiuti da donne britanniche. Una di loro ha poi testimoniato negli Stati Uniti contro Ghislaine Maxwell ed è risultata presente su oltre dieci voli finanziati da Epstein tra il 1999 e il 2006. Nonostante questo, Scotland Yard ha confermato che nessuna nuova vittima si è fatta avanti per denunciare reati sessuali avvenuti a Londra.
Un portavoce della polizia metropolitana ha chiarito che, al momento, non esistono nuove accuse penali relative a episodi avvenuti nella loro giurisdizione. Anche la Thames Valley Police, che indaga separatamente su Andrew Windsor per il suo ruolo istituzionale passato, non ha annunciato accuse legate al traffico di persone.
Secondo un avvocato penalista citato da Radar Online, i documenti da soli non bastano. “Le liste dei passeggeri e i registri di viaggio possono creare un quadro inquietante, ma non dimostrano che un reato sia stato commesso”, ha spiegato. “Mostrano vicinanza e opportunità, ma questo è molto lontano dallo standard di prova richiesto in un processo penale”.
Lo stesso esperto ha aggiunto: “Perché un procedimento possa reggere in un tribunale britannico, serve un testimone disposto a fornire prove dirette, chiare e di prima mano su ciò che è accaduto in questo Paese. Non basta dimostrare che qualcuno fosse su un volo o in una determinata nazione. La legge richiede racconti precisi, collegati a persone identificabili e supportati da prove ammissibili”.
Un altro specialista di diritto penale ha ribadito un concetto simile: “Il Crown Prosecution Service non può procedere basandosi su deduzioni. Per quanto il materiale possa apparire grave, è necessario che una persona presenti una denuncia formale e sia pronta a confermarla davanti a un giudice”.
Un’ulteriore fonte vicina alle indagini ha spiegato che i documenti relativi ai voli di Epstein possono orientare le investigazioni, ma non bastano per arrivare a un’imputazione. “Ciò che cambierebbe davvero la situazione sarebbe la comparsa di uno o più testimoni disposti a fornire dichiarazioni giurate su presunti episodi di traffico avvenuti nel Regno Unito”, ha detto. “Senza una testimonianza diretta, il materiale resta indicativo, non decisivo”.
Il quadro che emerge è complesso e delicato. Da una parte, c’è una pressione crescente affinché venga fatta piena luce sui legami tra Epstein e figure di alto profilo. Dall’altra, esiste un sistema legale che richiede prove solide e testimonianze dirette, soprattutto quando si tratta di accuse così gravi.
La domanda resta aperta. Senza nuove voci pronte a parlare, Andrew Windsor rischia davvero di non affrontare mai un processo per queste accuse? Scrivi nei commenti cosa ne pensi e se, secondo te, la verità potrà emergere fino in fondo.


