Se hai passato qualche ora su Netflix in questi giorni, ci sono buone probabilità che tu abbia già incrociato Gru, i Minions e tutta la banda sul tuo schermo. Cattivissimo me 4 è diventato il film più visto sulla piattaforma in questo periodo, e in fondo non sorprende: la saga di Illumination ha un potere di attrazione trasversale che pochi franchise al mondo riescono a vantare. Ma mentre lo guardi, la prossima volta fai caso alla voce di Lucy Wilde, la moglie di Gru, agente della Lega Anti-Cattivi e personaggio chiave di tutta la storia. Perché in Italia quella voce appartiene ad Arisa – la stessa Rosalba Pippa che pochi giorni fa ha incantato il palco dell’Ariston con “Magica favola”, finendo tra i cinque artisti più votati dalla sala stampa nella prima serata di Sanremo 2026.
Non è una coincidenza recente o un colpo di fortuna dell’ultimo momento. Arisa doppia Lucy Wilde dal 2013, quando il personaggio è apparso per la prima volta in Cattivissimo me 2. Da allora non ha mai lasciato il ruolo: c’era nel terzo capitolo del 2017, e c’è ancora in questo quarto. È una delle poche voci del doppiaggio italiano che si è mantenuta costante nel franchise insieme a Max Giusti, che presta la voce a Gru fin dal primo film del 2010. Quando Arisa ha detto in un’intervista che “il doppiaggio mi ha aiutato a scoprire colori della mia voce che non conoscevo”, non stava esagerando: Lucy è un personaggio vocalmente impegnativo, frenetico, capace di passare dall’entusiasmo più sfrenato alla tenerezza in pochi secondi. Richiede esattamente il tipo di estensione emotiva che Arisa sa usare anche quando canta.
Sul palco di Sanremo, pochi giorni fa, la cantante lucana si è commossa raccontando la propria vita attraverso “Magica favola”. In sala di doppiaggio, da oltre dieci anni, presta la stessa voce a un’agente segreta che combatte i super-cattivi con un rossetto elettrizzante. Due mondi lontanissimi che condividono la stessa artista.
Ma le curiosità legate a questo film non finiscono certo qui. Cattivissimo me 4 è il capitolo più costoso dell’intera saga: il budget è stato di 100 milioni di dollari, quasi il doppio rispetto ai film precedenti. E i soldi si vedono, soprattutto nella qualità dell’animazione, che ha raggiunto livelli di dettaglio quasi fotorealistici in alcune sequenze. Al botteghino il film ha incassato quasi 972 milioni di dollari nel mondo, chiudendo come quarto incasso globale del 2024, dietro solo a Inside Out 2 e Deadpool & Wolverine. Non male per un franchise che esiste dal 2010 e che, sommando tutti i capitoli inclusi gli spin-off dei Minions, ha generato oltre 4,6 miliardi di dollari. È ufficialmente il franchise di animazione più redditizio nella storia del cinema.
Quello che in pochi sanno è che lo sviluppo del film è partito nel settembre 2017, poco dopo l’uscita del terzo capitolo. Ci sono voluti quindi quasi sette anni per arrivare al cinema: un iter lunghissimo, soprattutto per un film d’animazione. Tra i motivi c’è anche un cambio importante in fase di scrittura: la sceneggiatura finale porta la firma di Mike White, che nel mondo della serialità televisiva è conosciuto come il creatore di The White Lotus. Un nome inatteso per un film di Gru e i Minions – eppure è lui che ha scritto le battute di questa storia.
Tra le novità più divertenti del film ci sono i MegaMinions, i cinque Minions trasformati in supereroi con poteri che ricordano molto quelli dei Fantastici 4. Non è una somiglianza casuale: il regista Chris Renaud ha confermato in un’intervista che si è ispirato esplicitamente al gruppo Marvel per la scena del potenziamento. Nella versione italiana il cattivo principale Maxime Le Mal, l’uomo-scarafaggio ex compagno di scuola di Gru, ha la voce di Stefano Accorsi – una scelta decisamente insolita che funziona sorprendentemente bene.
Anche i dettagli nascosti nel film meritano attenzione. Il nome dell’istituto scolastico frequentato da Gru si chiama Lycée Pas Bon – che in francese significa letteralmente “liceo non buono”. La targa sulla scrivania del preside recita Übel Schlecht, che in tedesco vuol dire “cattivo cattivo”. Illumination ha costruito l’intero film su questa doppia lingua del cattivismo, con riferimenti nascosti che i più attenti riescono a cogliere. E nel finale, durante i titoli di coda, riappaiono tutti i cattivi storici del franchise: da El Macho a Balthazar Bratt, da Scarlett Sterminator a Belle Bottom, fino a Vector, il villain del primo film, che si scopre essere sopravvissuto all’esilio sulla Luna. Una riunione in piena regola, pensata per chi segue la saga dall’inizio.
Un’ultima curiosità: i Minions nel 2024 non erano solo nelle sale cinematografiche. Durante la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Parigi, i piccoli omini gialli hanno fatto una breve apparizione davanti a milioni di spettatori in tutto il mondo. A quel punto non è più solo animazione: è cultura popolare globale. E se sei tra quelli che li trovano irritanti, sappi che sei in buona compagnia – ma che il franchise continua a fare cassa lo stesso, anno dopo anno.


