La seconda stagione di Chad Powers mi è piaciuta molto. La prima aveva già dimostrato che dietro una premessa apparentemente assurda poteva esserci qualcosa di più di una semplice commedia sportiva; stavolta la serie fa un passo avanti, diventa più tesa, più strana e anche più rischiosa. Non tutto funziona allo stesso modo, ma il risultato per me resta molto forte.
In Italia la seconda stagione è disponibile su Disney+, dove sono presenti tutti e sei gli episodi.
Il cambiamento più evidente riguarda il tono.
La prima stagione si divertiva molto di più con la trasformazione di Russ Holliday in Chad Powers, con il trucco, le bugie improvvisate e tutte quelle situazioni in cui bastava pochissimo per far saltare la copertura. Nella seconda stagione quella stessa bugia diventa molto più pesante.
Russ non deve più soltanto sembrare credibile.
Deve proteggere un’identità che ormai coinvolge troppe persone.
Ricky sa la verità, Danny è sempre più dentro il piano e persino la stagione dei Catfish rischia di crollare se qualcuno scopre cosa sta succedendo. La tensione aumenta episodio dopo episodio, soprattutto grazie a Gerry, che da semplice elemento comico diventa una presenza molto più inquietante.
È una scelta che mi è piaciuta.
La serie perde un po’ di leggerezza, ma guadagna qualcosa sul piano della suspense. In alcuni momenti sembra quasi di guardare un thriller costruito sopra una commedia sportiva, e il bello è che la cosa non appare completamente fuori posto. Anche diverse recensioni hanno notato questo spostamento verso territori più cupi.
Glen Powell continua a essere il motivo principale per cui tutto regge.
Il rischio di un personaggio come Chad Powers è enorme: bastava spingere troppo sulla caricatura e sarebbe diventato insopportabile. Powell invece riesce ancora a renderlo buffo, goffo e allo stesso tempo sorprendentemente umano.
Russ è un uomo che ha costruito una seconda possibilità su una bugia gigantesca.
Più Chad ha successo, più diventa difficile capire dove finisca il travestimento e dove cominci la persona che Russ vorrebbe essere.
Questa parte per me funziona molto bene.
Anche Perry Mattfeld come Ricky acquista maggiore spazio. Il personaggio non viene ridotto al rapporto con Russ e ha finalmente dilemmi che riguardano il proprio futuro, il lavoro e la posizione all’interno della squadra. È uno degli elementi che rendono la seconda stagione più solida sul piano dei personaggi.
Steve Zahn rimane perfetto nei panni di Coach Hudson.
Il suo personaggio porta una componente più emotiva e concreta dentro una serie che altrimenti rischierebbe di vivere soltanto di assurdità. Le conseguenze del problema di salute della prima stagione continuano a pesare e questo rende alcune sue scene molto più serie rispetto al passato.
Il personaggio che cambia maggiormente, però, è Gerry.
All’inizio può sembrare ancora una figura da prendere poco sul serio. Poi la sua ossessione per Chad cresce e la stagione diventa progressivamente più disturbante.
Questa evoluzione mi ha sorpreso.
Forse in alcuni momenti la serie spinge troppo e rischia di perdere quella leggerezza che la rendeva così particolare, però preferisco una seconda stagione che prova a cambiare piuttosto che una copia della prima.
Con soli sei episodi, inoltre, la storia corre velocemente.
A volte persino troppo.
Avrei voluto qualche momento in più per respirare tra una crisi e l’altra. La prima stagione aveva maggiore spazio per la comicità pura, mentre questa seconda parte sembra quasi sempre costruita intorno alla prossima minaccia alla copertura di Russ.
È probabilmente il limite più evidente.
Manca qualche scena semplicemente divertente, senza conseguenze gigantesche.
Nonostante questo, il ritmo non crolla praticamente mai e gli ultimi episodi riescono a trasformare la stagione in qualcosa di molto difficile da interrompere.
Personalmente, però, non mi interessa tanto che sia migliore o peggiore della prima sulla carta.
Mi interessa che abbia trovato un motivo per continuare a esistere.
La premessa di Chad Powers poteva durare facilmente sei episodi e basta. Una seconda stagione avrebbe potuto semplicemente ripetere lo stesso scherzo.
Invece la serie capisce che la bugia deve avere conseguenze.
E più quelle conseguenze diventano serie, più Russ è costretto a chiedersi quanto sia disposto a sacrificare per continuare a essere Chad.
Per questo la seconda stagione mi ha convinto.
È ancora assurda, ancora divertente, ma adesso è anche molto più nervosa e imprevedibile.
La Recensione
Chad Powers 2
Una seconda stagione più cupa e tesa, ma ancora molto divertente. Glen Powell resta perfetto, Ricky cresce parecchio e Gerry diventa una presenza sorprendentemente inquietante. Avrei voluto qualche momento comico in più, ma la serie riesce a trasformare una premessa ridicola in una storia sempre più coinvolgente.
PRO
- Glen Powell continua a essere perfetto nel doppio ruolo di Russ e Chad.
- La storia diventa più tesa senza perdere completamente la comicità.
- Ricky ha finalmente un arco narrativo più forte.
- Gerry è molto più interessante rispetto alla prima stagione.
CONTRO
- C’è meno comicità pura rispetto alla prima stagione.


