Prima di diventare il volto di Daredevil, Charlie Cox aveva già mostrato di saper interpretare uomini affascinanti, tormentati e pericolosi. Lo aveva fatto in Boardwalk Empire – L’impero del crimine, la serie HBO con Steve Buscemi ambientata negli Stati Uniti durante il proibizionismo. Cox compariva nella seconda e nella terza stagione nei panni di Owen Sleater, un ex membro dell’IRA arrivato ad Atlantic City per affari e rimasto poi coinvolto nella rete criminale di Nucky Thompson.
Il ruolo non occupa molte stagioni, ma resta uno dei più importanti della carriera dell’attore inglese. Owen Sleater è infatti il personaggio che, secondo quanto raccontato negli anni successivi, contribuì a farlo notare alla Marvel. Joe Quesada, all’epoca uno dei principali responsabili creativi della casa editrice, aveva seguito Boardwalk Empire – L’impero del crimine e vedeva già in Cox alcune qualità adatte a Matt Murdock.
La scelta si rivelò azzeccata. Owen e Daredevil appartengono a mondi molto diversi, ma condividono alcune caratteristiche. Sono uomini capaci di mostrarsi gentili e rassicuranti, salvo poi diventare spietati appena la situazione cambia. Entrambi vivono secondo regole personali e spesso decidono che la legge non sia sufficiente per ottenere ciò che considerano giusto.
Owen Sleater entra nella storia mentre Nucky Thompson cerca nuovi modi per continuare a vendere alcolici nonostante il proibizionismo. I suoi legami con l’Irlanda diventano preziosi: attraverso di lui, Nucky può organizzare uno scambio tra armi americane e whiskey irlandese. Owen dovrebbe essere soltanto un intermediario, ma dimostra subito di poter essere utile anche in altri modi.
Sa usare gli esplosivi, conosce le tecniche della lotta clandestina e non ha problemi a sporcarsi le mani. Nucky capisce in fretta di avere davanti un uomo capace di muoversi con discrezione e di eseguire ordini molto rischiosi. Owen finisce così per diventare uno dei suoi collaboratori più fidati.
Charlie Cox lo interpreta senza renderlo mai troppo appariscente. Owen non ha bisogno di alzare la voce o di minacciare apertamente qualcuno per far capire quanto possa essere pericoloso. Sorride, parla con calma e sembra quasi sempre a proprio agio. Proprio questa tranquillità rende più efficaci le scene nelle quali passa all’azione.
Uno dei momenti che spiegano meglio il personaggio arriva durante la seconda stagione, quando Owen rintraccia un informatore legato all’IRA e lo uccide strangolandolo con un filo. La scena è breve, ma dice molto di lui. Non c’è esitazione, non c’è rabbia visibile. Owen agisce come se stesse semplicemente completando un compito.
Il personaggio diventa ancora più interessante grazie al rapporto con Margaret Thompson, la moglie di Nucky interpretata da Kelly Macdonald. Margaret è nata in Irlanda e ha lasciato il proprio Paese per costruirsi una nuova vita negli Stati Uniti. Owen rappresenta per lei qualcosa che credeva di aver perso: la lingua, i ricordi e un modo di vivere che Atlantic City ha cancellato.
Tra i due nasce una relazione segreta. Non è soltanto un tradimento, perché il loro rapporto mette in discussione la vita che Margaret ha costruito accanto a Nucky. Owen le offre la possibilità di immaginare un’esistenza diversa, lontana da un matrimonio nel quale l’affetto si è mescolato da tempo alla paura e alla convenienza.
Anche Owen sembra coinvolto, ma resta difficile capire fino a che punto sia disposto a rinunciare alla propria vita criminale. Il suo fascino deriva proprio da questa ambiguità. Sa essere tenero con Margaret, ma nello stesso tempo continua a lavorare per suo marito e ad accettare incarichi che potrebbero costargli la vita.
Il paragone con Matt Murdock diventa quasi inevitabile. Daredevil è un avvocato cattolico tormentato dal senso di colpa, convinto di poter difendere le persone sia in tribunale sia con la violenza. Owen non possiede la stessa coscienza morale, ma anche lui vive sospeso tra due identità. Può essere un uomo innamorato e, pochi minuti dopo, un assassino freddo.
La storia di Owen si chiude durante la terza stagione. Nucky gli affida l’incarico di uccidere Joe Masseria, uno dei boss più potenti di New York. Il piano fallisce e Owen viene catturato. Il suo destino viene rivelato in una delle scene più dure dell’intera serie.
A casa di Nucky arriva una grande cassa. Dentro c’è il corpo di Owen. Margaret assiste alla scena e non riesce a nascondere il proprio dolore. Nucky comprende in quel momento che tra sua moglie e il suo uomo di fiducia c’era una relazione.
La morte di Owen colpisce anche perché lui e Margaret avevano deciso di fuggire insieme. La serie non concede loro un ultimo incontro e non prova ad addolcire la conclusione. Il progetto di una nuova vita finisce dentro quella cassa, davanti agli occhi di tutti.
Il passaggio di Charlie Cox in Boardwalk Empire – L’impero del crimine dura appena due stagioni, ma lascia un segno notevole. L’attore riesce a reggere il confronto con interpreti come Steve Buscemi e Kelly Macdonald, costruendo un personaggio che resta impresso anche dopo la sua uscita di scena.
Pochi anni dopo sarebbe diventato Matt Murdock nella serie Daredevil. Guardando oggi Owen Sleater, si capisce perché la Marvel abbia puntato su di lui. Cox aveva già dimostrato di saper unire fascino, vulnerabilità e violenza senza far sembrare il personaggio costruito a tavolino.
Avevate riconosciuto Charlie Cox in Boardwalk Empire – L’impero del crimine prima di vederlo nei panni di Daredevil? Scrivete la vostra opinione nei commenti.


