Charlize Theron sapeva già durante la lavorazione che Æon Flux – Il futuro ha inizio sarebbe andato male. Non lo ha detto con diplomazia, non ha provato a girarci intorno: anni dopo, parlando della sua carriera, ha ammesso di aver capito fin dall’inizio che quel film di fantascienza del 2005 era destinato a schiantarsi. E in effetti è andata così. Il film diretto da Karyn Kusama, tratto dalla serie animata cult di MTV creata da Peter Chung, costò circa 62 milioni di dollari e ne incassò poco più di 52 milioni nel mondo. In Italia il titolo completo era Æon Flux – Il futuro ha inizio, anche se molti lo ricordano semplicemente come Aeon Flux.
La cosa curiosa è che, sulla carta, sembrava avere diversi elementi interessanti. Charlize Theron era reduce dall’Oscar per Monster, dove aveva interpretato Aileen Wuornos con una trasformazione fisica e attoriale enorme. Era in una fase in cui Hollywood la guardava con molta attenzione: non solo bellissima, ma anche bravissima, capace di sparire dentro un ruolo. Æon Flux avrebbe dovuto portarla nel territorio del blockbuster action fantascientifico, con un personaggio femminile letale, atletico, misterioso, quasi fumettistico.
Il problema è che il film non ha mai trovato davvero una forma.
La storia è ambientata nell’anno 2415, circa quattro secoli dopo un virus che ha sterminato quasi tutta l’umanità. I pochi sopravvissuti vivono a Bregna, una città apparentemente perfetta, elegante, pulita, ordinata. Troppo ordinata, infatti. Dietro la facciata utopica c’è un governo totalitario, cittadini che spariscono, controllo politico, segreti biologici e una resistenza chiamata Monican. Æon Flux è una delle sue agenti più letali e riceve l’incarico di assassinare Trevor Goodchild, leader della città. Da lì parte una trama fatta di clonazione, memorie nascoste, ribellioni e complotti. Su Prime Video, dove il film è disponibile, viene descritto proprio come la storia di un’agente sotto copertura che combatte il potere totalitario nell’ultima città della Terra.
Detta così potrebbe anche funzionare. Anzi, sembra quasi intrigante. Il problema è che Æon Flux – Il futuro ha inizio prende un materiale di partenza molto strano, sensuale, disturbante e stilizzato, e lo trasforma in un film molto più generico. La serie animata di MTV era famosa per uno stile visivo aggressivo, quasi alieno, con immagini cariche di erotismo, corpi estremi, suggestioni fetish e una narrazione non sempre lineare. Era una cosa da culto, non da consumo facile. Il film, invece, prova a rendere tutto più digeribile, più “da grande pubblico”. Solo che nel farlo perde buona parte della personalità.
E quando un progetto nato strano diventa normale, spesso resta solo confuso.
Charlize Theron, in un’intervista del 2022 a The Hollywood Reporter, ha raccontato di aver capito molto presto che il film era nei guai. Disse che sapeva già dall’inizio che Æon Flux sarebbe stato un flop e che proprio per questo, nello stesso periodo, accettò di partecipare alla serie comedy Arrested Development. Voleva mostrarsi in modo diverso, uscire dall’immagine di attrice associata solo a drammi pesanti come Monster o North Country, e forse avere almeno un progetto “amato” mentre il film di fantascienza stava andando verso il disastro.
La sua frase, tradotta senza troppi giri, suona più o meno così: sapeva che Æon Flux sarebbe stato un maledetto flop. Una sincerità rara, anche un po’ brutale. Però bisogna dire che aveva ragione.
Il film venne accolto male dalla critica, deluse molti fan della serie animata e non riuscì a trovare il pubblico. In Italia, secondo MyMovies, incassò 931 mila euro nelle prime quattro settimane di programmazione, con 418 mila euro nel primo weekend. Numeri non disastrosi in senso assoluto per il mercato italiano, ma niente che potesse cambiare il destino complessivo del film.
Il punto più interessante, però, riguarda la posizione di Theron. Lei ha spiegato che all’epoca non aveva ancora il potere produttivo o l’esperienza per dire: “Fermiamo tutto, riscriviamo, chiamiamo altri sceneggiatori, sistemiamo il film”. Oggi magari lo farebbe. Oggi Charlize Theron è una star molto più consapevole, una produttrice, una figura che può incidere sui progetti. All’epoca, invece, si ritrovò a dover andare avanti. Anche quando capiva che qualcosa non funzionava. Anche quando era fisicamente distrutta, tanto da raccontare di aver lavorato con la bronchite e di aver rischiato grosso sul set.
E infatti durante la produzione accadde anche un incidente serio: Theron si infortunò al collo durante una scena e rischiò la paralisi. Un episodio che rende ancora più amaro il risultato finale. Perché quando metti il corpo in un ruolo action, ti fai male, spingi, lavori in condizioni difficili e poi il film viene massacrato, dev’essere una bella botta. Non solo professionale. Anche umana.
Il paradosso è che Æon Flux – Il futuro ha inizio, pur essendo considerato un flop, oggi ha qualche elemento che merita almeno una piccola rivalutazione. Non come film riuscito, no. Sarebbe esagerato. Però visivamente ha alcune idee interessanti. La città di Bregna, con le sue architetture pulite e stranianti, ha un’identità. Le scenografie girate a Berlino danno al film un’aria fredda, geometrica, quasi da futuro museale. FilmTV lo descrive come un film di fantascienza ambientato in un contesto etico e politico, con una protagonista affascinante interpretata da Theron.
Il problema è che avere qualche immagine bella non basta. Serve una storia che regga. Serve un tono. Serve capire se vuoi essere pop, disturbante, filosofico, action, erotico, politico o tutte queste cose insieme. Æon Flux prova a fare tutto, ma spesso sembra non avere il coraggio di essere davvero nessuna di queste cose.
Eppure, per Charlize Theron, quel fallimento non ha chiuso nulla. Anzi, forse ha aiutato a costruire la sua fase successiva. Negli anni è diventata una delle migliori attrici action moderne, da Mad Max: Fury Road ad Atomic Blonde, fino alla saga di Fast & Furious e The Old Guard. Ha trovato personaggi fisici, duri, credibili, molto più efficaci di Æon Flux. Come se quel film le avesse insegnato cosa non fare. O almeno cosa controllare meglio quando ci si mette al centro di un progetto action.
Questa è la parte più bella della storia: un flop non definisce una carriera. A volte è solo un capitolo storto. Un gradino falso. Un film che finisce nel cassetto delle occasioni mancate, ma che ti prepara a scegliere meglio dopo.
Æon Flux – Il futuro ha inizio resta un oggetto strano. Non abbastanza fedele alla serie animata per soddisfare i fan. Non abbastanza chiaro per conquistare il pubblico mainstream. Non abbastanza folle per diventare davvero cult. Però resta interessante come esempio di un’epoca in cui Hollywood provava a trasformare qualsiasi proprietà visivamente forte in un potenziale franchise, spesso senza capire davvero cosa la rendesse speciale.
Charlize Theron lo aveva capito. Forse non poteva salvarlo, ma lo aveva capito. E questa, col senno di poi, è quasi la cosa più affascinante di tutta la vicenda.
Secondo te Æon Flux – Il futuro ha inizio meritava davvero il flop che ha avuto, oppure con il tempo è diventato un film di fantascienza più interessante di quanto sembrasse nel 2005? Scrivilo nei commenti.


