Attenzione: l’articolo contiene spoiler sulla seconda stagione di Paradise, episodio 3.
Se avete iniziato a guardare Paradise su Disney+ e siete già alla terza puntata della seconda stagione, probabilmente sapete già che questa serie non è il tipo di show che ti lascia respirare tra un episodio e l’altro. E se pensavate di aver capito chi fosse il personaggio più pericoloso del bunker, il terzo episodio è arrivato a dirvi che vi eravate sbagliati.
Il nome è Jane. E Jane ha appena dimostrato di non avere freni.
La seconda stagione di Paradise ha costruito fin dall’inizio una dinamica di potere molto precisa tra Jane e Samantha Sinatra, la donna che fino a poco fa la usava come strumento obbediente. Jane era la sicaria, Samantha dava gli ordini. Funzionava così, fino a quando Jane ha deciso che non voleva più funzionare così. Ha sparato a Samantha, l’ha mandata in coma, e quando Samantha si è svegliata ha trovato una situazione completamente diversa da quella che ricordava.
Adesso è Samantha a dover stare attenta. Lo sa perfettamente, e lo dimostra nel modo in cui si muove durante il loro primo confronto dopo il coma: con la cautela di chi cammina su un pavimento di vetro. Samantha è abbastanza intelligente da capire che Jane ha già visto attraverso la sua bugia sulla perdita di memoria, ed è abbastanza lucida da sapere che Jane potrebbe decidere di eliminarla in qualsiasi momento. L’unica cosa che la tiene al sicuro è essere più utile viva che morta. Ma questa non è una garanzia, è solo un calcolo provvisorio.
Il terzo episodio racconta anche qualcosa di importante sul passato di Billy Pace, il personaggio interpretato da Jon Beavers. Attraverso un flashback scopriamo che Billy è stato il primo assassino reclutato da Samantha, molto prima che Jane entrasse in scena. È Billy a insegnarle le regole di questo tipo di accordi, ed è sempre Billy a stabilire il rituale: un nome, una fotografia e una frase in codice bastano per mettere tutto in moto. Il parallelo tra Billy e Jane è costruito con intelligenza dalla sceneggiatura: Billy alla fine ha scelto di fermarsi, di cercare qualcosa di diverso. Jane invece non mostra nessun segno di voler fare lo stesso.
E qui sta il punto che rende Jane un personaggio davvero difficile da inquadrare. Non è una cattiva nel senso classico del termine, quella che ha motivazioni comprensibili anche se discutibili. Jane uccide con una serenità disarmante, senza apparente rimorso e senza un codice morale riconoscibile. Nella prima stagione ha guardato Billy morire sul pavimento senza cambiare espressione. Ha valutato la possibilità di uccidere Presley Collins, una ragazza indifesa, come se fosse una normale voce in una lista di cose da fare. In questo episodio sgozza il Presidente Henry Baines con una precisione fredda, e pochi secondi dopo è raggiante quando capisce che la colpa ricadrà su qualcun altro.
Quello che la rende ancora più pericolosa è la capacità di mimetizzarsi. Jane non sembra una minaccia. Sembra la persona più innocua della stanza, abbastanza brava nel suo lavoro da guadagnarsi un posto in non uno ma due dettagli di protezione presidenziale, e abbastanza piacevole da farsi volere bene da tutti. Questa combinazione – competente all’interno del sistema, invisibile come pericolo – la rende di fatto irrintracciabile. Nessuno nel bunker sa chi sia davvero, e questo le garantisce una libertà d’azione che nessun altro personaggio ha.
Il creatore della serie, Dan Fogelman, si è preso cura di non svelare tutto su Jane in una volta sola. C’è una domanda che l’episodio lascia aperta con attenzione: perché Jane ha risparmiato Presley? Potrebbe essere un affetto complicato, potrebbe essere calcolo puro, potrebbe essere semplicemente che in quel momento non le interessava farlo. L’attrice Nicole Brydon Bloom ha detto in una intervista che Jane, a differenza di tutti gli altri protagonisti, non ha famiglia né amici veri, e che questo vuoto potrebbe spingerla a cercare qualcosa che assomigli a una connessione. Ma anche questa ipotesi resta sospesa, perché con Jane non si sa mai se quello che sembra sia davvero quello che è.
Nel frattempo il bunker accumula problemi su problemi. Un secondo presidente assassinato, un agente speciale compromessa, alleanze che si sgretolano e qualcuno che si muove tra tutto questo senza rispondere a nessuno. Samantha può ancora fare la sua parte, ma solo finché a Jane converrà lasciarla fare. E quando smetterà di convenirle, non ci sarà nessun sistema di sicurezza abbastanza solido da fermarla.
Paradise è disponibile su Disney+ con nuovi episodi ogni settimana. Avete già visto il terzo episodio? Cosa pensate di Jane: la trovate affascinante o semplicemente inquietante? Lasciate un commento qui sotto e diteci la vostra.


