Quando hai il coraggio di mettere mano a un classico della letteratura come Cime tempestose, sai già che ti stai cacciando in un ginepraio. Ma se sei Emerald Fennell – regista di Una donna promettente e Saltburn, due film che hanno diviso critica e pubblico con la loro carica provocatoria – probabilmente te ne freghi altamente delle polemiche. Eppure, dopo l’uscita del primo trailer del suo adattamento del romanzo di Emily Brontë, le critiche sono arrivate a valanga. Troppo erotico, troppo moderno, cast sbagliato, colonna sonora firmata Charli XCX fuori luogo. Insomma, un coro di proteste che ha spinto la regista a rompere il silenzio durante il Brontë Women’s Writing Festival in Inghilterra, difendendo con le unghie e con i denti non solo il suo film, ma soprattutto la scelta di Margot Robbie e Jacob Elordi come protagonisti della tormentata storia d’amore tra Catherine ed Heathcliff.
Le polemiche erano iniziate ancora prima del trailer, quando era stato annunciato il cast. Margot Robbie troppo matura per Catherine, dicevano alcuni. Jacob Elordi non all’altezza di incarnare Heathcliff, sostenevano altri. Poi è arrivato il trailer, e la situazione è esplosa: quegli elementi erotici così espliciti, quella direzione visiva patinata e contemporanea, quella colonna sonora pop che stride con l’ambientazione ottocentesca. Per i puristi di Brontë è stato troppo. Ma Fennell non è tipo da farsi intimorire dalle critiche, e la sua difesa del progetto è stata tanto appassionata quanto provocatoria. Perché per lei questo non è solo un adattamento letterario: è una risposta emotiva, viscerale, quasi masochistica a un libro che l’ha segnata profondamente.
La visione di Fennell: sadomaso, sessualità e ossessione
Durante il festival dedicato alle sorelle Brontë, la regista ha spiegato senza mezzi termini qual è stata la sua bussola creativa: “Volevo creare qualcosa che mi facesse provare le stesse sensazioni che ho provato quando l’ho letto per la prima volta. È una risposta emotiva a qualcosa. È primordiale, sessuale“. Parole che già bastano a capire in che direzione sia andato questo adattamento. Fennell non ha cercato di fare un film in costume elegante e rassicurante, ma di tradurre in immagini quella carica erotica e perturbante che attraversa il romanzo di Brontë e che ai tempi della pubblicazione scioccò profondamente i lettori vittoriani.
“C’è un’enorme quantità di sadomaso in questo libro”, ha dichiarato Fennell, sottolineando come la dinamica tra Catherine ed Heathcliff sia costruita su un rapporto di potere malato, ossessivo, distruttivo. E adattarlo è stato per lei un “esercizio masochistico”: “Lo amo così tanto, e lui non può ricambiare il mio amore”, ha confessato riferendosi al romanzo stesso, come se fosse una relazione sentimentale unilaterale. Un approccio autoriale fortissimo, che spiega perché questo film abbia diviso così tanto: non è un adattamento neutro, ma una dichiarazione d’amore personale e disturbante verso un testo che continua a ossessionare dopo quasi due secoli.
La difesa del cast: Jacob Elordi come Heathcliff illustrato
Una delle critiche più forti riguardava la scelta di Jacob Elordi per Heathcliff. Ma Fennell ha raccontato un aneddoto che spiega tutto: sul set di Saltburn – dove Elordi interpretava Felix Catton – c’è stato un giorno in cui l’attore “sembrava esattamente come l’illustrazione di Heathcliff nel primo libro che ho letto”. Un momento di folgorazione visiva che ha convinto la regista che quello era il suo protagonista maschile. Elordi ha dimostrato in Saltburn di saper incarnare una mascolinità complessa, ambigua, capace di oscillare tra fascino magnetico e minaccia latente. Esattamente quello che serve per un personaggio come Heathcliff, che è insieme vittima e carnefice, amante disperato e vendicatore spietato.
Margot Robbie come Catherine: il potere divino di una star
Ma è sulla scelta di Margot Robbie che Fennell ha speso le parole più efficaci. Secondo la regista, Robbie “è diversa da chiunque abbia mai incontrato”, e questa unicità la rende perfetta per Catherine Earnshaw, personaggio capriccioso, manipolatore, egocentrico e irresistibile. “È così bella, interessante e sorprendente, ed è il tipo di persona che, come Cathy, potrebbe farla franca con qualsiasi cosa. Onestamente, penso che potrebbe commettere una strage senza che nessuno se ne preoccupi“, ha dichiarato Fennell con una franchezza disarmante.
È un’affermazione forte, ma centra il punto: Catherine non è un personaggio simpatico o moralmente limpido. È una donna che usa il suo fascino come arma, che distrugge le vite intorno a sé per capriccio o noia, che pretende amore assoluto senza offrire nulla in cambio. Serve un’attrice con un carisma enorme per rendere credibile questo tipo di personaggio senza renderlo semplicemente odioso. E secondo Fennell, Robbie ha quel “potere ultraterreno, quel potere divino che fa perdere la testa alla gente”. Non solo un’attrice straordinaria, ma una vera star nel senso classico del termine: qualcuno che comanda lo schermo con la sola presenza.
Un adattamento che divide, come deve essere
Alla fine, il nuovo Cime tempestose di Emerald Fennell sarà probabilmente amato e odiato in egual misura. Ma forse è proprio questo il punto: un romanzo che ha scioccato i lettori vittoriani merita un adattamento che scuota gli spettatori contemporanei. E tu, cosa ne pensi? Credi che Fennell abbia fatto bene a osare così tanto o preferisci gli adattamenti più fedeli e tradizionali? Raccontacelo nei commenti.


